Raglio
La community dedicata agli Asini

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Vorrei vedere il blog di :

Pepe....
Commenti : 63
ZACO il 31-Lug-2009 in Generica
i miei occhi stanno versando lacrime...
...Amico sincero,fratello leale,compagno di vita e di giochi spensierati...ma...tu un giorno tutto questo lo hai fatto finire ...hai commesso uno sbaglio piu enorme di te, non so per quale motivo tu l'habbia fatto cosa ti e passato in testa ..tu che 6 cosi intelligente e buono perche hai fatto questo.
domenica ...domenica quella maledetta domenica del 26 luglio tu hai aggredito con una ferocia innaudita Alberto l'amico che ti ha sempre rispettato e amato tu lo hai mandato d'urgenza all ospedale con morsicature gravi in tutto il corpo. Sai Pepe cosa abbiasmo deciso...ti 6 giocato la libertàsabato 1 agosto ti rinchiudiamo nella stalla .
...perche perche....??hai di nuovo sbagliato, giovedi 30 luglio quando ti godevi la liberta che ti avevamo ancora concesso hai attaccato a tradimento ciaf , potevi comportarti bene e forse ti davamo un altra scians di liberta ma tu non ci stai piu con la testa, non riconoscere ciaf il tuo papà il nostro socio ...
cosi sai lo portato all ospedale d'urgenza era grave e mentre pensavo perche perche pepe perche sei diventato cosi.all' ospedale arriva mauro che mi da il cambio , io corro di corsa a casa e raduno Barbtta e Stefano veniamo da te pepe e ti prendiamo...6 ancora tutto sporco di sangue ...nei tuoi occhi si legge chiaramente che hai capito che ce qualcosa che non va, sai di avere commesso un errore piu grosso di te .ti prendiamo ti incapezziamo e ti portiamo in stalla legato alla mangiatoia, li non puoi piu fare male a nessuno.
Ciaf e arrivato dall ospedalecon fratture e cuciture su tutte e 2 le mani bracci e coscie, ci raduniamo intorno a te e ti guardiamo delusi....6 ancora sporco di sangue si vedono chiaramente i segni della collutazione...
pepe potevi essere libero,eri libero facevi tutto cio che volevi eri un ottimo stallone da monta, ora non piu ora 6 nel braccio della morte 6 troppo pericoloso e ti 6 macchiato di 2 gravi reati 2 tentati omicidi in 4 giorni addio pepe addio....
Una mela..
Commenti : 10
maxdklv il 31-Lug-2009 in Trekking
mercoledì scorso eravamo in escursione sui Colli Euganei... Io mi stavo mangiando beatamente una mela, mentre Lennye e Clarabella mangiavano tranquillamente l'erba...
Ad un tratto Lennye si è girata, mi ha puntato ed è venuta a prendersi la mela...
Sei la numero 1, Lennye!!!
Raduno inter regionale
Commenti : 6
mannironi il 29-Lug-2009 in Generica
C'è stato un raduno tra asinari come potete vedere è finita 1a1,
mannironi è quello senza gli orecchioni. Ho avuto modo di incontrare raglia, che definirei: Eclettico, Sanguigno, Gioviale, Ospitale e Famoso. Ringrazio raglia e Maria
per l'ospitalità, a presto...
p.s. se ho deto qualcosa che non và, sarà per il caldo?
E' vero ................
Commenti : 13
elcholo il 29-Lug-2009 in Generica
Sono in ferie è vero, anche gli asinari o presunti tali vanno in ferie.
Come dice un mio amico gli asinari non vanno mai in ferie , è vero , però ...............
Dopo un anno a spalare un momento di relax spetta anche a me!
Cavolo, ma cosa succede? mi assento un attimo un'altra volta e cosa succede il delirio!
Non ci posso credere, siamo una community matura ormai cominciamo ad avere una certa età ma quando il gatto non c'è i topi ballano.
Perchè succede sempre solo quando io non posso sedare gli animi?
E poi quali animi questa è una community siamo qua per parlare di asini e non per fare gare a chi è più bravo o ha l'asino migliore.
O meglio siamo qua per chiacchierare e dialogare in amicizia.
La cosa più triste è quella di tornare dopo pochi giorni di assenza e trovare tafferugli verbali che allontanano i più timidi o gli spiriti meno "accesi" a partecipare a discorsi macchinosi e forzati fuori dal contesto Raglio.com la community dedicata agli asini.
Capisco tutto e tutti però ci vuole maturità e tutti quanti dovrebbero fare un esame di coscienza.
Ho difficoltà a scrivere questo blog non riesco a trovare le parole , mi imbarazzo.
So benissimo quali siano i problemi ma so benissimo che non posso risolverli perchè gli interlocutori non percepiscono l'importanza e il sacrificio svolto da parte di molte persone a portare avanti tutto questo.
Ne abbiamo parlato + volte e le regole scritte per il buon senso non servirebbero se prima di scrivere si riflettesse a pensare che quello che si sta scrivendo non sia offensivo, inutile o peggio ancora ripetutamente polemico.
Un rilassato ma preoccupato Elcholo saluta il pianeta Raglio.com

Ora faccio il sentimentale.
Io amo Raglio.com e tu?
Condividi lo spirito?
Bussa!!!!!!!!!!!!!!1

PIPPO....
Commenti : 15
ZACO il 28-Lug-2009 in Generica
Io e Stefano simo andati ieri alla Prima FIERA CAVALLI "VAL CHISONE" VILLAR PEROSA" con noi abbiamo portato Pippo e Ambra per mostrare le loro bravura e bellezze, in piu x fare la nostra prima passeggiata in compagnia di tanti cavalli , cavalle muli bardotti e ...udite udite ..... l'unico asino che si poteva cavalcare indovinate chi era?!?!!?!?.........Pippo sfoggiava orgolioso e fiero con un bellissimo portameto era il re della giornata tutti affascinati dalla sua bravura essendo uno stallone...mi ha fatto molto orgolio e piacere essere l'amico di Pippo che mi portava sulla sua groppa, e sara ancora mio amico per molti molti anni la nostra avventura amorosa e appena iniziata.........P.s. tutti gli equidi avevano il loro foglio con padrone, razza , anno nascita e prezzo, io sulla zona prezzo ho messo ...NON AVETE BASTA SOLDI :-) ........Grazie ancora Pippo della magnifica giornata di ieri ...grazie
Vacanza
Commenti : 22
ragliaconnoi il 28-Lug-2009 in Generica
Il nostro capo è andato in vacanza e noi sentiamo già la sua mancanza.
Tornerà a ferragosto per rimetter tutto a posto??
O tornerà al suo paese solamente a fine mese?
Buone ferie capoccione che mò che torni...ce lo buchi sto pallone!!

Alleluia.
Commenti : 22
natur284 il 27-Lug-2009 in Generica
oggi hanno dato notizia, mentre mostravano un cavallo che si schiantava contro un'auto durante una corsa su asfalto,che il sotosegretario Martini ha emanato nuove norme per la tutela degli animali durante le varie manifestazioni che vedono l'utilizzo di animali , compreso il famoso palio di Siena dalla prossima edizione i agosto.Finalmente.Era ora.Alleluia.
Altri tempi
Commenti : 11
garzingo il 24-Lug-2009 in Generica
Cronache da un mondo in cui il sole dettava il tempo dell'uomo e delle stagioni!
appello per Pepito
Commenti : 32
platero il 22-Lug-2009 in Generica
Pepito ha una protuberanza sul prepuzio, spesso sanguinante e attaccata da insetti. il veterinario ha detto che è un sarcoide. Che va operato, aspettando fino a Settembre, se non si ingrossa molto prima. Poi va fatta la biopsia per vedere se è un sarcoide o un tumore maligno. Sono disperata. Non mi ha dato molte speranze. Pepito non ha neanche due anni ed è il mio pepitino d'oro. Per favore fornitemi tutte le informazioni che possono aiutarci.
grazie
Platero
calessino...
Commenti : 15
ZACO il 21-Lug-2009 in Generica
all inizio volevamo ripoetarlo a legno originale ....fregando fregando ci siamo stufati velocemente perche il padrone di prima lo aceva colorato con non so che vernice sembrava cemento , allora abbim deciso di colorarlo pure noi ma ...con la promessa che alla prossima nevicata lo porteremo a legno ...( sara vero???ma....)guardatelo per favore e datemi un commneto positivo o negativo basta che sia la verita ...grazie
Loro ascoltano e capiscono.
Commenti : 13
platero il 18-Lug-2009 in Generica
Loro ascoltano e vogliono capire. Quando si dimostrano disubbidienti è perchè non hanno capito cosa devono fare o, più spesso, quando non comprendono la ragione per cui dovrebbero fare (o non fare) una certa cosa. Quando invece ci appaiono testardi è perchè hanno capito benissimo cosa vogliamo da loro, hanno capito anche le ragioni che motivano la nostra richiesta, ma, semplicemente, con la loro testa d'asino e il loro carattere individuale,non le condividono. Quando un asino pone un rifiuto, di solito, ha le sue belle e sante ragioni! anche se noi, con la nostra testa d'uomo e il nostro carattere dominante, non riusciamo ad accettarle.
Guardate la foto: Pepito osserva il treno che passa, con grande attenzione e interesse, mentre ascolta ciò che con tono tranquillo e sottovoce, gli viene spiegato: cos'è un treno, come è grosso, violento e veloce, e quanto sia meglio stare fermi lì, magari approffitando per brucare quelle erbe polverose che sempre si ostinano a crescere (con la loro ostinazione di erba infestante) nei paraggi dei binari e al di fuori dei marciapiedi. Ora a Pepito piace stare fermo al passaggio a livello ad aspettare un treno ed è visibilmente deluso quando le sbarre sono alzate.
sulla panchina
Commenti : 0
platero il 18-Lug-2009 in Generica
al mare non vado, quest'anno. Nei momenti liberi, quando potrei prendere la bici e pedalare 6 km, su su, fino alla mia "lama" (piccolo bacino di acqua più calma) preferita del torrente, ove fare un bagno nella verde acqua e menta gelata e prendere il sole su un sasso rovente, rinuncio pensando a Pepito laggiù da solo... Invece di sandali e calzoncini infilo jeans e scarponi e corro da lui. Risultato: abbronzatura al 30%. Viso collo braccia: bruniti, il resto: avorio.Ma oggi no. Parto, attrezzata da turista da spiaggia, compreso panino, frutta e acqua, occhiali da sole, occhiali da vista e libro di Goffredo Parise(con adeguata fodera posticcia, perchè qualche muso curioso non lo sporchi - al Sillabario di Parise manca il racconto con la lettera "Z", ma intuisco che ZOZZO non suonerebbe bene...). Vado al terreno. Lì nell'arena erbosa (la chiamo arena solo per illudermi che un giorno verrà nuovamente recintata e potrò lasciarvi pascolare Pepito senza dover fare la guardia) c'è una panchina (quella che nelle foto invernali era stracarica di neve). Appoggio tutto, metto la capezza a Pepito prima di liberarlo al pascolo, e mi sistemo, quasi comoda, al sole. Pepito torna sui suoi passi, si avvicina e mi annusa in tutta la mia lunghezza, che non è molto lunga, fino ai capelli. Si accerta che quella lucertola albina sia davvero io e se ne va. Mi godo il caldo e il silenzio. Un silenzio fatto di rumori che non devo ascoltare, un sottofondo che posso ignorare o analizzare. Lo analizzo.Una serie di canti diversi di uccelli, di richiami e di audaci risposte: mi rammarico di non saperli riconoscere.La motosega: immagino chi la stia adoperando e quasi sento l’odore buono del legno tagliato a pezzi corti per la stufa.Un trattore, ma solo per pochi attimi (è quasi mezzogiorno).Il treno dell’una, che arriva e poi so che ripartirà (la stazione del vicino paese è capolinea).Un elicottero, istintivamente si spera sempre che non sia quello del 118, più stabile e con l’abitacolo ampio, più confortevole, ma solitamente utilizzato per viaggi di poco piacere.Il traffico sulla strada provinciale, che noi chiamiamo tutti “la superstrada” (hanno costruito così tante-troppe strade che abbiamo immaginato meritassero appellativi via via più importanti e superstrada- a differenza di zozzo- sembra adatto in questa gerarchia condivisa) è denso e continuo. Auto auto auto camion moto 4 tempi moto 2 tempi auto apecar auto auto moto ambulanza. A causa del voluminoso bagaglio da turista da spiaggia sono venuta giù in macchina. Mi chiedo come farò a immettermi nel nastro continuo di perle, grigie lucenti, tutte uguali e confido in un buco, una perla mancante della collana, ove potermi infilare. La giornata è bella, serena e limpida, l’aria lavata dal nubifragio di ieri, le montagne verdissime emanano frescura. Inoltre nel paese è in corso la festa annuale, che dura 10 giorni, con spettacoli, musica, mostre, golosità e, a volte, zanzare per tutti! Gente piedi e scarpe, su e giù per le nostre vie, dentro ai nostri cortili, sopra alle nostre scalinate. Di sera non si dorme, al mattino si raccolgono i resti della festa consumata, al pomeriggio ci si affretta, per portare a casa la spesa prima che la strada venga di nuovo chiusa per i banchetti e la festa. La cosa ormai un po’ mi disturba, lo spettacolo non mi sorprende più.Ma qui tutto ciò è lontano. Le auto passano oltre, dalla strada non si vede il campo verde ove Pepito pascola, ignaro degli interessi umani, e io sto ferma sdraiata al sole, immobile. Pensando. Poi mi siedo e mangio il panino. Pepito è lontano e non sente il rumore della carta che lo avvolge. Prendo il sacchetto con le prugne, solo cinque, e molto piccole. Chiamo Pepito. Più velocemente del solito arriva. Con lo sciame di moscerini. Gli dò una prugna, la mastica a lungo, poi … sputa il nocciolo! Non ci credo; rinuncio ad altra prugna e me la prende delicatamente dalla mano. Mastica un po’ e poi… sputa il nocciolo! Pepito sì, lui riesce ancora a sorprendermi.
Postato il : 19-07-2009 alle 12:47:16Complimenti per questo racconto favoloso , sei ruscita a trasmettermi le tue emozioni attraverso le descrizioni accuratamente elaborate..davvero bravissima!

Postato il : 19-07-2009 alle 21:57:30cara platero, che meraviglia, ogni giorno più ispirata.che bella sorpresa che siete, tu e pepito.tempo per fare e tempo per pensare...(non a caso nel tuo zaino c'è posto anche per G. Parise?)

Postato il : 19-07-2009 alle 22:22:14Ma la panchina non si può mettere dove c'è il passaggio a livello?Ho detto una ca..volata??

Postato il : 20-07-2009 alle 08:44:27per Gaietta: grazie per le lodi sulle mie capacità letterarie, ma farei scambio con la tua abilità nell'addestramento e con le tue conoscenze in campo equino!per Vale: ho una alimentazione variegata: cibo per lo stomaco (FONDAMENTALE!), cibo per il cuore e cibo per la mente. Pepito è al centro dei miei "appetiti" e sa saziare ognuno di essi!!!Per Raglia: potrebbe essere un'idea, ma durerebbe poco. L'erba sul ciglio non è molta e inoltre perderei il privilegio del "via dalla pazza folla"! (sebbene di treni ne passino pochi e siano spesso deserti)
...guarda chi si vede!
Commenti : 4
de-ragliando il 17-Lug-2009 in Generica
La Befana!!! é ancora in giro?! No povera vecchiarella, con questo caldo sarebbe in affanno...
Solo ora però mi han dato una sua foto, bella donna, vero?
E' ARRIVATO CIUCHINO
Commenti : 5
rampazzo.franco il 15-Lug-2009 in Generica
LUNEDI' 13 LUGLIO ALLE ORE 22.30 E' NATO UN BELLISSIMO ASINELLO SARDO DI NOME CIUCHINO PER CHI VOLESSE VEDERLO HO INSERITO UN PAIO DI FOTO .
CIAO A TUTTI ASINARI!
Fiocco rosa a Terra degli Asini
Commenti : 5
maxdklv il 15-Lug-2009 in Generica
Ieri, 14 luglio è nata Bastiglia... congratulazioni a mamma Spugnetta
Ottocento
Commenti : 19
elcholo il 10-Lug-2009 in Generica
800, ottocento!
Ma ci pensate siamo 800!
Significa 500 + 300 oppure 400 + 400 o meglio 1000 - 200.
Va be, avete capito!
Come avrei potuto rappresentare questo nuovo traguardo!
Alla fine googolando ho scelto questa foto rappresentativa degli anni andati, romantici e ............
Mi sento romantico e di buono auspicio e soprattutto felice di questo nuovo traguardo!
Non credo che il numero degli iscritti alla community mi interessi, la cosa a cui tengo di più è sempra la stessa.
Lo spirito , la voglia di dialogare e capire!
Il desiderio di imparare e la gioia di insegnare
Grazie a tutti 800 un bacio metaforico affettuoso a tutti!
(eccolo là ora mi sono incastrato da solo , scatenerò i peggio insulti nei miei confronti)
Vacanza...
Commenti : 10
mannironi il 07-Lug-2009 in Generica
Ragazzi/e vado in vacanza, oggi l'ho detto a sigaro, mi ha risposto: "Buon viaggio"; l'ho sempre detto che il ragazzo è ingamba. Per un mese non vi rompo i Maroni, maroni! Chi era costui?- ruminava tra sè don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano..., a presto
una gita con Pepito
Commenti : 11
platero il 06-Lug-2009 in Trekking
La pala di alluminio col manico smontabile, il secchio che si schiaccia e diventa un disco, una corda…non si sa mai, una longhina di scorta (magari si rompe il moschettone). Carote, almeno 4. Una bottiglietta d’acqua per me. Farà un gran caldo. Anche una banana. Da giorni penso ai preparativi.
Metto la sveglia, meglio due perché magari fa temporale e va via la luce. Tanto non dormirò, anche se andrò a letto presto e se sono abbastanza stanca. Già, ricordarsi dell’insetticida, per me, e per lui. A lui lo metto prima di partire perché il barattolo pesa troppo. E adesso dormo, … chissà cosa sogno.
Bello alzarsi alle sei e mezza, mentre tutto il paese dorme sodo perché è domenica. E’ sereno e sento che oggi non pioverà. Quei temporali serali, da caldo, che puntuali da una settimana ci fanno correre a casa a chiudere le persiane, sento che oggi non arriveranno.
E vado. Col mio zaino, ancora mezzo vuoto.
Pochi minuti in auto e arrivo al terreno. Pepito si sorprende a vedermi così presto e si accorge che bisbiglio sottovoce, come se non volessi svegliare quel qualcuno che non c’è e che dovrebbe fargli compagnia. Lo spazzolo, gli pulisco gli zoccoli, ma solo quelli anteriori – temo eventuali proteste e di dover cominciare male la giornata litigando con lui - gli spruzzo l’insetticida e gli do una abbondante manciata di fioccato: che colazione buona stamattina, vero Pepito?. Messa la capezza, lo lego e ci avviamo, attraverso l’arena. No, non mangiare l’erba: oggi si cammina, poi vedrai, arriveremo in un posto bellissimo, tutto coperto di erba, tutta per te. Lui capisce e procediamo. Alla casa di Luciano, lui è pronto, sono quasi le otto e partiamo. Pepito in mezzo, un po’ indietro, ma con il testone proteso tra noi. Crapin Giulivo! testolina felice, come lo chiamo quando l’affetto trabocca.
Lo tiene Luciano, ci inoltriamo nel bosco, ma quando siamo nei pressi del rudere coi bambù Pepito dà uno strattone e parte al galoppo! No, non sgridarlo, ha fatto così perché quando siamo in questo posto io lo libero sempre e lo incito a correre: “andalè Pepito, corri!” l’ho abituato così, questo posto è la sua palestra, il suo parco dei divertimenti, dove mi nascondo dietro agli alberi e gli faccio gli scherzi. E’anche il mio, parco dei divertimenti!
Ripreso Pepito, ripreso il sentiero, oltrepassato il tratto pericoloso, col baratro sopra alla sbocco della galleria del treno – “guai essere lì quando un treno esce dalla galleria, che ti risucchia” – Proseguiamo, ancora un tratto sterrato, il maneggio dei cavalli, poi il vicolo erboso, poi la statale, con il curvone, il guard-rail di metallo, con sotto il vuoto e Pepito ha paura, e sente la mia paura, e non vuole stare da parte e si mette di traverso quando lo tiro a destra. Allora fissiamo anche l’altra longhina, per tenerlo in due, pur sapendo che la sua forza è molto maggiore della nostra e sapendo che non è questo il modo, ma per oggi siamo costretti a fare così, poi si dovrà lavorare per superare questa paura, e con il ramo lo dirigiamo, ma non è bello. Tensione, che lui sente.
Passa anche un pullman, grosso, blu e rumoroso. Poi superiamo il ponte, non proviamo nemmeno a infilarci nello stretto marciapiede grigliato esterno alla carreggiata, stiamo sull’asfalto evitando di discutere ancora, poi svoltiamo in un vicolo tranquillo e raggiungiamo la mulattiera. Bene, Pepito la ricorda e la imbocca deciso, ma ecco un ostacolo. Un dissuasore per impedire alle moto di utilizzare il sentiero. Tre tubi, foggiati a formare una “U”, disposti due ai lati e l’altro circa 40 cm oltre, al centro. Ma….che fortuna, il dissuasore centrale non è stato fissato, si può sfilare: lo sollevo, passiamo, e lo rimetto a posto. La mulattiera è ripida, ma tutta all’ombra. Oltrepassiamo un bosco, poi delle sassaie, e saliamo verso il lago di Sant’Agostino, luogo affascinante per le sinistre vicende che si narra siano avvenute e curioso perché prescelto dai rospi per l’accoppiamento e per la riproduzione. Infatti, ad ogni passo, piccoli animaletti, che sembrano insetti, grilli, schizzano via saltando dappertutto. Sono certa che se Pepito notasse cosa avviene sotto ai suoi zoccoli, si fermerebbe, per non calpestarli, tanto buono com’è. Appena prima della deviazione per il lago, ecco un’altra serie di dissuasori. Ma questi sono fissi! Chiusi con dei lucchetti. Tutta colpa dei motociclisti, di quelli che usano moto da trial o da enduro. Mi sento imbarazzata, rifletto “chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Certo, perché io questa mulattiera, raramente, perché troppo impegnativa, ma qualche volta l’ho percorsa anch’io, quand’ero ragazzina, con il mio Bultaco. Perciò ora non posso che sospirare, pensando a come è difficile conciliare le esigenze di tutti, e , ancor più difficile, essere coerenti, senza rinnegare nulla di ciò che è stato. Ed è stato bello, e poi una moto da trial, coi suoi giri bassi, le sue gomme tassellate, il suo tum tum tum regolare e non forzato, non danneggerebbe questa mulattiera, però… Fatto sta che Luciano si arrabbia, col suo modo calmo di fare, anche di arrabbiarsi, e neppure spera che l’ostacolo sia aggirabile. Invece, prendo la longhina, torno con Pepito un pezzetto indietro, lo lascio piluccare un momento per distoglierlo dal frangente e poi riparto serena e decisa. Mi infilo tra i tubi, con disinvoltura e Pepito dietro di me, con identica disinvoltura. Luciano, che già temeva una umiliante ricapitolazione, guarda sbalordito. Bravo Pepito!, brava anch’io, che saggia e previdente l’ho addestrato trascinandomelo dietro tra alberi, cespugli e rami, facendogli scavalcare tronchi caduti, sfiorare muretti e persino abituandolo ad infilarsi nella forcella formata da due rami di un albero. Luciano però protesta contro chi ha messo gli ostacoli: lui con la sua cavalla Fable non riuscirebbe a passare e neppure un asino con il basto potrebbe infilarsi lì in mezzo. Ma se con i nostri animali non possiamo percorrere sentieri come questo, dove possiamo andare? Sulla statale? Sull’allea cittadina? Pensosi affrontiamo la lunga salita, l’assenza di erba sulla mulattiera acciottolata consente di mantenere un passo regolare: ploc ploc, ploc: piccoli zoccoli neri, mossi dalla curiosità e dal piacere della compagnia. Pepito non è l’asino che portiamo a spasso, è uno di noi che si dirige verso il pranzo prelibato che ci attende. Al termine della mulattiera, quasi atteso, ecco l’ultimo dissuasore, coi suoi bei lucchetti. Ma siamo quasi contenti di dover riconfermare la docilità e l’agilità di Pepito. Ecco fatto, passati, ma … meglio non mangiare troppo, se no al ritorno saranno guai ! La strada asfaltata è calda e ci riflette il suo calore, sono quasi le 10. Arrivano i primi tafani e quegli insetti grossi, simili a enormi api, ma un po’ tonti perché quando si posano sono talmente presi dalla loro preda, che non si accorgono della mano che arriva a colpirli. Ad un certo punto la strada è tagliata da una canalina grigliata. Pepito si ferma. Non vuole passare, Luciano lo tira: “non farlo, non serve”. Aspettiamo un attimo. Poi riproviamo: questa volta passa, facendo un salto come se dovesse superare un ostacolo alto: illusioni ottiche? O lo fa per darsi un contegno, per simulare che sia davvero un’enormità, e giustificare il suo essersi fermato! Chissà, anche gli asini hanno una dignità da difendere!
Entriamo nel paesino, alcuni cani abbaiano, qualcuno si affaccia con il viso ancora stropicciato di sonno. Noi invece siamo svegli dall’alba, abbiamo già fatto un lungo cammino, raccontato tante cose, provato mille emozioni. Mi alzerò sempre presto, penso, quanta più vita c’è a disposizione alzandosi all’alba! Alcune signore si fermano a parlare con Luciano, intanto Pepito bruca un po’ d’erba mentre io gli scaccio gli insetti. Si accorge che parlano di lui e si volta: “ma che bell’asinello! “. L’ultimo tratto di strada, una mezz’oretta, Pepito la fa quasi al trotto. Io lo assecondo, divertita e sorpresa da questa improvvisa fretta (come fa sapere che siamo quasi giunti a destinazione?), mentre Luciano resta indietro e parla da solo perchè… non lo sentiamo più. Superiamo alcune persone, due coppie, e mi sento felice di essere lì con lui, in compagnia del mio migliore amico, del mio asino. Felice e orgogliosa. Guardateci: siamo stati inviati a pranzo, ci siamo preparati e sistemati per bene, siamo partiti ed abbiamo affrontato un lungo cammino, non privo di difficoltà ed imprevisti, per raggiungere la baita dei nostri amici: Mauro, Isabel e la dolce Celestina ci aspettano! Sbrigati Luciano! Ecco il cancello e poi il vasto terreno esteso fino a perdita d’occhio, tutto recintato, tutto per Pepito! Lo tengo legato fino alla casetta, perché veda dove ci fermiamo, poi lo libero, prendo il secchio (finalmente ho l’occasione per usarlo!) e lo riempio alla fontana: ecco puoi bere! Lui annusa, curioso, ma preferisce iniziare il suo pasto d’erba. Libero. Felice. Gironzola qua e là, immagino sia attratto dalla varietà di odori e dalle novità di sapori. E’ libero, ma non si allontana. Non credo che sia per diffidenza o timore del posto nuovo, ma piuttosto per il piacere che gli dà il sentirci chiacchierare e il poterci vedere. Infatti ogni tanto arriva, senza fretta, ma risoluto e mi si appoggia contro, mette la testa sulla mia spalla, come per dire: “io sono suo”, o “lei è con me, siamo venuti qua insieme”, constatando una realtà, senza malizia, con la semplicità di un asino sincero. E penso che è vero: in qualche modo non solo lui è mio, ma anch’io sono sua.
Mentre noi pranziamo lui smette un attimo di brucare e infila il muso dentro al mio zaino: certo non cerca cibo, ma lo fa solo per controllare e curiosare, come se dicesse: “qua portiamo le nostre cose, aspetta che guardo se c’è tutto.”. Eh sì carino! per ora la soma la porto io, il mio e il tuo bagaglio, tutto nel mio zaino, ma appena sarai un po’ più grande mi renderai il favore! A Settembre o Ottobre sarà pronto il tuo basto e … vedrai che grandi cose faremo, io e te, una folle con un asino baio, cloppete cloppete.
Pepito non stare qua, a fianco di me sulla panca, che mi viene la tentazione di salirti in groppa. Breve dibattito sull’età che deve avere un asino per poter essere cavalcato, sul peso e la posizione del fantino, sulla durata della prova e … mi avete convinta, se salgo solo un attimo e mi appoggio pian piano non lo danneggio. Ecco, ci sono, mi stacco dalla panca, gravo sul dorso di Pepito, un po’ avanti. Lui neppure si muove. Tranquillo, come se niente fosse. Cavalco a pelo! Ma sono già scesa, tanta è l’apprensione di fargli del male. Celestina, come carico, è un carico lieve: non ha ancora sei mesi, gli occhi brillanti di gioia e la bocca aperta in un fiducioso sorriso, alla vita, a noi, all’asinello!
Sono le quattro, ci prepariamo.
Se la pancia riesce a contenere tutta l’erba che Pepito ha mangiato, la gioia, invece, è incontenibile: all’improvviso una sgroppata, un calcetto laterale e via, di corsa, al galoppo, corri corri! questo è il tuo modo di ridere, di ringraziare, di dimostrare quanto sei felice!
Si riparte. Con audacia e ottimismo scegliamo di tornare seguendo un altro percorso, un sentiero ripido e dal fondo sconnesso, che una volta l’anno scorso abbiamo tentato in salita, ma senza riuscirci perché Pepito, dopo aver fatto molte storie prima di decidersi a passare il primo ruscello, si era poi categoricamente rifiutato di oltrepassare il secondo , costringendoci a tornare indietro, salvo poi rifiutarsi di ri-attraversare quello superato all’andata: avevamo rischiato di accamparci lì, in attesa della stagione secca e del prosciugamento dei fiumi! Purtroppo, mi ricordo bene, solo con le maniere forti eravamo riusciti a farlo passare. Triste esperienza. Ma oggi ci sentiamo sicuri di noi e … di lui!
Cammina cammina, tutto bene, Pepito forse è un po’ stanco e non si concede divagazioni, segue tranquillo, anche nei tratti scivolosi. Noi, senza confidarcelo, aspettiamo con ansia la prova ruscello. Penso alle piogge serali, violente e abbondanti, che avranno senz’altro ingrossato questi due torrentelli. Ed eccoci lì, Luciano, che tiene Pepito, esita un attimo e Pepito coglie questa debolezza e si rifiuta. Lo prendo io, torno indietro qualche passo, gli abbasso un ramo perché possa mangiare le foglie, gli parlo tranquilla, poi lo dirigo con scioltezza, come avevo fatto tra i tubi, e attraversiamo il rumoroso ruscello. Bravo Pepito: e la carota è il tuo premio, tienilo presente tra pochi metri! Infatti, ecco il secondo ruscello, qua l’attraversamento può avvenire o nell’acqua o passando su una grossa pietra. Temo che sia scivolosa e di finire io stessa a mollo, invece, via, decisi, e lui è alle mie spalle, di qua, in attesa della sua carota. L’hai meritata! Bravo! Bravo!
Che soddisfazione che sollievo sapere che anche questa paura è scacciata, che, forse, rimane solo il grande problema della strada e del traffico e del guard-rail metallico col vuoto dietro. Ma, abbiamo tempo e buona volontà. Speriamo.
Il sentiero finisce nei pressi di una casa semi-abbandonata, occupata più o meno clandestimanete da un gregge di simpatiche capre. Pepito si ferma, incuriosito. Muso a muso, forse osserva quelle pupille sottili, caratteristiche delle capre, ma due corna ricurve lo dissuadono dall’approfondire lo studio, vieni, andiamo, quelle sono capre: ti piacciono? ne vorresti una per avere compagnia? Non mi risponde, o, forse, non voglio sentire…
Passiamo un ponticello e imbocchiamo una bella strada sterrata, una mulattiera in piano, all’ombra. Abbiamo caldo e siamo un po’ stanchi. Pepito cammina dietro me, è stanco anche lui. Un tratto di asfalto, la strada dove le moto corrono veloci, ma per fortuna oggi ne passano solo tre e vanno piano e non ci spaventano, poi la rotonda, che Pepito percorre con attenzione, ed eccoci ai piedi della montagnola con il brutto sentiero scivoloso e ripidissimo, che dobbiamo risalire, con tanta fatica, per poi scendere dal bosco, sul lato opposto, proprio sopra alla casa di Luciano e al terreno ove abita Pepito. Ultimo sforzo, eccoci in cima, ora scendiamo, di solito qua mi fai arrabbiare o perchè vuoi correre giù e mi spingi e non ubbidisci, invece adesso sei stanco, si proprio “stanco come un asino”, e non sprechi le tue forze per tirare e litigare. Penso che dovrei sempre addestrarti quando sei stanco, così sei remissivo e non dobbiamo discutere per ogni cosa. Alla sua casa Luciano si ferma: la sua cavalla si affaccia al recinto: non l’abbiamo portata con noi perché è in attesa di un puledrino! Le scaccio le mosche dagli occhi, con il gesto naturale che uso per buttarmi indietro la frangetta sulla fronte. Che armonia con i nostri animali!
Pepito cammina veloce nell’ultimo tratto di strada, ove di solito si ferma a pascolare, attraversiamo l’arena ed eccoci a casa! Toh, l’ultima carota! Sei davvero un Pepito d’oro, pepitino mio! Ti levo la capezza e ti accarezzo il muso: mi sono riproposta di non baciarti più il naso, ma … non riesco a trattenermi. Poi tolgo dallo zaino la pala, il secchio, la corda, la longhina. Riempio i secchi d’acqua e la mangiatoia di fieno. Buonanotte Pepito, non se se gli asini sognano, ma se lo fanno, so cosa sognerai stanotte. E sarà il mio stesso sogno.
si riparte
Commenti : 6
pantagruele il 05-Lug-2009 in Generica
Si approssimano di nuovo le vacanze, quest'anno più brevi, resta la necessità di sistemare Agnese.
Contatto il centro ippico che me l'aveva custodita lo scorso anno.
Ok, sono contenti di riaverla, rispetto a un cavallo mangia meno, occupa meno spazio e da' meno rogne.
Prendiamo accordi per portarla di domenica, ovvero oggi.
Mi alzo di buon'ora con un fastidioso mal di testa da prosecco (portato da un commensale e ingannevolmente “leggero”).
Sta diluviando.
Alla prima pausa, verso le 10,30, ci mettiamo in moto.
Io davanti, Agnese alla lunghina, coniuge dietro.
A 10 metri dal recinto ricomincia a diluviare.
Vabbeh, è estate, fa caldo..
Il coniuge apre l'ombrello frettolosamente, Agnese a momenti mi fa partire un legamento.
Facciamo annusare e osservare per bene l'ombrello ad Agnese che si tranquillizza.
Si riparte.
Agnese è nervosa, ultimamente è uscita poco dal recinto e si spaventa per un nonnulla.
Impieghiamo venti minuti per cercare di convincerla a saltare un fossatello.
Desistiamo noi e ci rassegnamo a passare sulla strada asfaltata.
Gli accordi erano che uno dei due proprietari stesse al fianco di Agnese durante l'ordalia del nastro d'asfalto.
Il coniuge, forse a causa dei contrattempi, pare essersene dimenticato e se ne è andato per i fatti propri.
Ad ogni auto che sopraggiunge Agnese scarta e si mette di traverso.
Io segnalo preventivamente a tutti di rallentare e fare attenzione e riesco a raggiungere un tratto di terreno inerbito senza causare incidenti.
Complice anche la curiosità degli automobilisti che rallenterebbero comunque.

Poi c'è da attraversare la provinciale.

In attesa che si interrompa il serpentone di veicoli tengo Agnese a una distanza dalla carreggiata che la faccia sentire al sicuro.

Ha un momento di panico solo quando arriva un gigantesco autotreno con carico alto.

Non riesco ad immaginare come possa apparire ai suoi occhi.

Un ragazzo, apparentemente di origine nordafricana, si sporge da un furgone in transito e ci grida ridendo “Bello Somaro!”.

Credo che il sottinteso fosse che il furgone è meglio:)

Alla fine riusciamo ad attraversare (e fortuna che è domenica!).

Al centro ippico si erano dimenticati della nuova arrivata :( e la sistemano provvisoriamente in un box.

Mi preoccupa un po' che il rifornimento di acqua sia garantito da uno di quegli erogatori a pressione.
Provo ad azionarlo per farlo vedere a ad Agnese, non appare una goccia d'acqua.
Dopo un po' schizza via dall'erogatore un topolino bianco e la scodella si riempie, domani devo informarmi se Agnese la usi o meno.
Ad Agnese non garba trovarsi rinchiusa, sia pure in un box sovradimensionato.
Scava con lo zoccolo vicino alla porta, si appoggia e quando ce ne andiamo comincia con singulti come di pianto.
Sempre più difficile.
Partiamo tra qualche giorno e quindi torneremo a vedere come si trova.
Speriamo bene.

O.T.: L'altr'ieri ho ricevuto, qual viatico per le vacanze una buona notizia: la nuova assicurazione sugli infortuni stipulata dal mio datore di lavoro copre anche la morte per annegamento dei praticanti la pesca subacquea.
Il che significa che, se tornasse dalle vacanze sola, mi moglie incasserebbe un bel gruzzoletto.
Lo so, come buona notizia non è un granchè, ma di questi tempi non si può pretendere...

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