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il viaggio "C"
Commenti : 14
platero il 30-Ago-2014 in Generica
A volte si pensa di essere ad un passo dalla realizzazione di un sogno. Un piccolo scatto in avanti e via… lanciandosi un po’, un colpo di reni, uno scatto di coraggio, e la coda di pelo appesa sopra ai seggiolini della giostra sembra già tra le mani. E la si porta come un trofeo fin giù, a terra, dove gli altri sono rimasti a guardare, nasi all'insù. Aspettando non si sa bene cosa.
Ma a volte succede che in quel piccolo lasso di tempo, tra l'immaginare e il fare, altri pensieri ti fanno soffermare. Allora ti appoggi allo schienale e rifletti. Pensi che sì, essere in Toscana con l'asino non è cosa che capita tutti i giorni, si deve approfittarne. Perchè tornare a casa in camion oggi per fare il solito giretto nei dintorni famigliari domani, quando , ora, ci si trova in terre nuove e affascinati, tutte da scoprire al passo lento? Sarebbe da sciocchi lasciar perdere l'occasione.
Allora ti entusiasmi, prepari una bozza di percorso, stabilisci delle possibili tappe, cerchi dei punti ove sostare, contatti qualche asinaro, che non conosci e che poi diventa tuo amico, chiedendogli qualche dritta, qualche indicazione.
E poi quest'anno l'Estate è anche fresca. Ma non in Toscana. La Toscana: stupenda regione, giustamente famosa, giustamente rinomata, ovviamente valorizzata. Ad Agosto in Toscana non si trova un bed and breakfast, né un agriturismo che possa accoglierti per una notte. Tanto più se sei un po’ trasandata e con un asino, grosso, al seguito. La piscina occupa tutto lo spazio ove forse avresti potuto preparare un recinto temporaneo per la notte. Il prato è verde di due centimetri erba, ogni stelo sembra posato ad arte. Allora pensi alle fattorie. Vai a cercarle (c'è anche chi è gentile e ti accompagna in moto…). Ma le aziende agricole non hanno nulla a che vedere con l'immagine di aie polverose e tettoie oscure, profonde; non si vedono fienili, né recinti. Cerchi di immaginare come potreste sistemarvi, per una notte, tu e lui, il tuo amico grosso, ma non riesci a vedere nessun bel quadretto di civiltà agreste. Allora raccogli il coraggio e provi ad immaginare una notte in totale autonomia, nel nulla. Ma non c'è il nulla. Ci sono i pittoreschi vigneti, con i filari ordinati e una vanitosa pianta di rose come sentinella. Ci sono i brulli oliveti, un po’ d'ombra, la terra bella, l'odore buono. Immagini la tenda e il cordino tirato attorno a 4 alberi, così da formare un recinto. Ma il recinto c'è già. E' fuori, impenetrabile, tutt'attorno agli oliveti, tutt'attorno ai vigneti. Per i caprioli. Per i cinghiali. Ciò conferma la presenza di questi animali, che alla sera gironzolano, per i fatti loro, riempiendo questo non nulla di una fitta vita notturna nella quale ti sentiresti spaesata, forse anche un po’ impaurita. Ma i tre fili elettrici attorno alla coltivazione rendono vane anche possibili prove di coraggio.
E poi fa caldo, si deve camminare all'alba e alla sera e di giorno sostare. Dove?
Hai la cartine, un taccuino con tanti numeri di telefono, e qualche appunto.
Dividi le cartine e le pagine del taccuino. Ne fai due mazzi, anzi, tre. Viaggio "A", viaggio "B", viaggio "C". Lungo, medio, corto.
Guardi l'asino. Sta riposandosi, in fondo alla stalla, al buio, al fresco. Sin dai primi giorni, con prepotenza e con la sua mole, ha imposto agli altri asini la sua presenza nel punto più profondo del ricovero e ogni pomeriggio trascorre alcune ore in riposo. E in compagnia. Intanto dai la medicina a Piuma e vai a guardare il coniglio Armando. Qualche volta fai qualche lavoretto, solo se ne hai voglia. Aspetti la sera, per stare di nuovo un po’ con l'asino, quando uscirà dalla stalla.
Poi un mattino gli metti il basto, quello da lavoro, lo carichi, saluti con un ultimo sguardo tutte le creature del ranch e vi avviate.
Sapete quale sarà la prima tappa, ma non quale sarà l'ultima.
Il ranch è sempre più lontano, la coda di pelo sopra alla giostra è ancora lì, appesa. Con un salto forse riusciresti ad afferrarla. Ma cominci a dubitare che quel trofeo ti interessi davvero. Vi incamminate, cloppete cloppete, il suo muso ogni tanto ti sfiora. Respiri a fondo l'odore di Toscana. Raccogli da terra alcuni aculei di istrice: sulle tue montagne non ci sono gli istrici. Le tue montagne. Impervie e verdi, fredde e senza recinti. Lui cammina dietro a te.
E all'improvviso capisci qual è il tuo sogno: non è la coda di pelo che pende sopra alla giostra per essere afferrata dai più audaci, non è il trofeo con cui si premia la grande impresa, né la targa commemorativa che la celebra. Il tuo sogno è questo. Il suo respiro nelle tue orecchie. Il cloppete cloppete dei suoi passi a ritmo coi tuoi.
E' l'essere insieme, il partire o non partire insieme, l'aspettarsi adeguandosi alle esigenze dell'altro, il preoccuparsi per la sua sete prima che per la tua, il camminare piegata verso di lui per cacciar via i tafani che cercano di ucciderlo, il fargli domande e trovare risposte.

Pepito ed io siamo tornati a casa. Alle nostre montagne impervie e fredde. Abbiamo vissuto una bell'esperienza al ranch Margherita, e poi siamo partiti. Il nostro viaggio è stato quello C. "C" come corto, "C" come Chianti. Non posso definirlo una grande impresa. Ma è stato il nostro piccolo viaggio nel Chianti ed è stato stupendo.


Delusioni
Commenti : 12
heidiepeter il 27-Ago-2014 in Generica
Il mese passato in suol patrio e' stato molto bello, un carico di cugine, sorelle, figlie, mamma e un nipotino nuovo di zecca, feste e i migliori amici etc...
Ma il rientro mi ha lasciata delusa, la persona che si occupava degli animali ha cannatno in una delle cose più importanti: non ha mai pulito il terreno dallo sterco.
Non che uno possa essersene dimenticato, perché lo si vede da lontano e si che gliel'ho tanto raccomandato, con il perché e il percome e proposto di prendere qualcuno se fosse troppo per lei.
Mi sono fatta i fondelli per tre anni a pulire praticamente tutti i giorni a volte anche due volte e ora, in un mese tutto e' rovinato, il terreno oramai e' infestato di uova.
Per essere perffetti si dovrebbe persino cambiare il terreno ogni anno e ora dovrei tenerli un anno su un altro terreno e non ho tale possibilità, oltre che preferisco averli vicino a casa.
Poi qualcuno, un paio di gioii prima che tornassi, ha tagliato il recinto in tre punti (impossibile che fosse accaduto da se) gli asini hanno capito l'ambaradaan e partono a giri lunghi in cerca di erbette più fresche visto che qui oramai tutto e' secco, perfetto per la loro alimentazione, ma loro, come noi, non si tengono volentieri alle diete perfette.
Ma gli l'apparecchio del recinto elettrico con presa non funziona bene (l'ho scordato all'ultima pioggia) e quello a batteria fa le bizze e non capisco se e' un problema di messa a terra, benché ho quei pali appositi, ma e' arrugginito, che in se non dovrebbe essere un problema o se il cavo in alluminio si e' bruciato dal sole e dovrei cambiarlo, in cerca di difetti ho fatto il giro del recinto un po di volte - che l'anno prossimo mi iscrivo al campionato di atletica di Zurigo.
Visto il gran caldo si può lavorare solo la mattina presto e la sera, infatti mi sono alzata alle 5.30 i primi giorni per pulire il terreno che oggi ho portato a cambiare la ruota della carriola, ho ramazzato 12 carriole ma non ho finito e devo dire che ne ho poca voglia con sto caldo; le sere si sono già accorciate e viene buio più presto.

Sabato il arriva il carico di fieno 30 balle, con del grano che raccolgo per Orfeas che non riesce a masticare il fieno.
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