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il pelo e la pelle
Commenti : 12
platero il 27-Giu-2016 in Generica
Ti spazzolo. Con trepidazione. Non è curiosità, è qualcosa di più emozionante. Che mi fa trattenere il respiro. Ogni ciocca di pelo che resta nella spazzola, o che svolazza via, mi rivela qualcosa che non conoscevo. E sei tu. Ma non ti conosco ancora. Potrei anche confonderti con un altro. Non sei ancora UNICO. E allora sento sotto le dita il rilievo di una cicatrice. Sulla coscia qualcosa di più definito, sembra un disegno... ah! è un marchio. Tocco e vedo e ti conosco di più. Leggo la tua storia. Ogni madre che vede nascere il proprio figlio ricorda ogni avvenimento, ogni corcostanza, l'emozione, l'ansia, il senso di colpa, o la rabbia, per ogni singola cicatrice, per ogni ginocchio sbucciato, per ogni taglio, sa dove e perchè e ricorda anche le grida e le lacrime, i rimpoverei e le carezze di consolazione. Ogni segno è un racconto. Un pezzo di una vita, condivisa.
Ma di un figlio adottivo non puoi conoscere le cicatrici. Non quelle sulla pelle. E, forse, neppure quelle profonde, le più nascoste. Ma neppure i nei, le rose nei capelli, o una voglia di fragola. Sono cose che scopri pian piano.
Un'altra ciocca di peli e individuo una linea scura. Ma... l'avevo vista anche un attimo fa... dov'era? ah, si eccola, simmetrica, sull'altra gamba. Hai le zebrature, piccolino mio! che bello, arti zebrati. Mi piace. E il muso, quello è la parte anatomica che cambia di più. Sei più serio, il profilo più affilato, le ossa in evidenza. Dov'è il mio peluche arruffato? La tua pelle è sottile, freme sotto al tocco delle mie dita. Si, è sottile e sensibile. E vulnerabile. Una pagina di piccoli caratteri incisi che scrivono la tua storia. Le tue corse. I tuoi giochi. Le tue sfide. Le volte in cui hai disobbedito. E quelle in cui hai voluto far valere i tuoi diritti. le volte in cui correvi poco, eri lento, e le sfide con amici più forti di te. Leggo la tua pelle, e potrei parlare ore di te, di come ti sto scoprendo, sotto alla folta pelliccia dentro la quale sei giunto da noi. Ma era Novembre. Ora ci spogliamo, insieme, e per la prima volta ti abbraccio, forte, a braccia nude, il tuo collo appoggisto sulla mia spalla. Pelle a pelle. E sento persino il battito del tuo cuore.
Ti conosco. Con trepidazione. Non è curiosità, è qualcosa di più emozionante.


P.S.
oggi ho pensato di scrivere un blog perchè mai era successo che per due mesi nessuno scrivesse più. Non mi piaceva entrare in raglio.com e vedere sempre la solita prima pagina. Così 10 minuti fa ho deciso di scrivere qualcosa, un saluto per augurare a tutti voi buona estate. E spero tanto che presto qualcun altro voglia scrivere qualcosa di nuovo.
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