Raglio
La community dedicata agli Asini

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piccoli gesti quotidiani
Commenti : 4
vale il 20-Mag-2014 in Generica
prendersi cura di chi hai preso con te, piccoli gesti quotidiani anche quando torni a casa stanca morta.
un rito con un somaro slegato, una zampa in su, poi una giù e un altra su...
un rito che si ripete ogni giorno. piccole cose che mi allargano il cuore.
i miei riti laici
5.000 MULI ALPINI
Commenti : 1
dentista il 11-Mag-2014 in Generica
5.000 MULI ALPINI SONO PARTITI PER IL FRONTE RUSSO…più di 70 anni fa! E in pochi sono tornati a casa dopo il disastroso inverno a 40 gradi sotto zero…
In pace e in guerra asini e muli hanno scritto la storia d’Italia (assieme ai vari popoli di etnie diverse che da secoli vivono sul territorio italiano) ; il mulo per i vecchi alpini è più di un ricordo e di un simbolo!
Sono animali che hanno sofferto e sono morti assieme ai soldati alpini e agli artiglieri da montagna; sul basto in un equilibrio precario hanno portato i pesanti pezzi di cannoni ed obici sulle cime delle Dolomiti…
Pordenone è onorata di aver ospitato in questi giorni l’adunata alpina… circa 400.000 persone; la confusione e qualche ubriaco, ma ora i vari reparti alpini per 12 ore sfileranno per le vie del centro di Pordenone di fronte alla tribuna di onore
DEL GOVERNO SONO PRESENTI ED APPLAUDITI ANCHE… RENZI E LA MINISTRA PINOTTI (la prima donna alla difesa!)
domandare è lecito....
Commenti : 11
vale il 08-Mag-2014 in Generica
la domanda che mi fanno sempre, quasi tutti
- che ci fai con un asino?
- niente.
poi penso alle domande che non mi fanno: che ci fai con un cane, con un compagno, un amico?
- niente, li sento vicini, ci condivido i giorni.
con un cane non ci vado a caccia, non mi faccio portare le pantofole, con un asino non ci faccio i trekking, non ci vado a sella, sono con me e io con loro.
poi con un cane in particolare ci vado a nuotare, con un uomo in particolare ci faccio l'amore, ci litigo, mi ci riappacifico, ci condivido la vita, un asino che si chiama giulio lo guardo felice quando pascola felice, e per un amico/a ci sarò sempre.
ecco, cose così, senza tornaconti.
Storie di ordinaria asinìa
Commenti : 8
pantagruele il 04-Mag-2014 in Generica
Ormai è passato un anno dall'incidente che mi ha tenuto bloccato per tre mesi e mi ha lasciato appesantito e claudicante, in grado di vedere il firmamento anche di giorno quando cambia il tempo o cammino per più di un km..
In questo periodo la "conigliona" è stata ospite di un centro ippico.
Mia moglie si è rifiutata di occuparsene e mi ha intimato di liberarmente, ma un animale, per quanto mi riguarda, è una responsabilità a vita, poichè decidi tu per lui, devi assumertela.
A fine estate potevo già pensare di occuparmene, ma nel frattempo piogge, temporali, il peso di rovi incontrollati e piccoli smottamenti avevano ridotto il recinto, privo di quotidiana manutenzione, a qualcosa di inguardabile (e soprattutto inadatto allo scopo).
Decido di fare le cose per bene, prima di riportarla a casa, sostituire i pali di legno con pali di cemento, più fitti e più alti, spostare il cancello in alto (durante un'alluvione mi è finito sott'acqua), e realizzare una nuova stalla con pavimento in cemento rialzato.
Poi succede di tutto: i pali li devo ordinare perchè li hanno tutti esauriti e arrivano dopo le ferie estive, guasti meccanici, l'auto mi pianta, poi un'alluvione rende impraticabile la carraia di accesso al fondo per tutta la durata dell'inverno più caldo e piovoso dell'ultimo secolo.
In questo periodo al centro ippico ci sono andato solo per saldare i conti, e controllare Agnese da lontano.
Bel recinto asciutto e tettoie con tetti che non gocciolano, tanto posto per muoversi e anche compagnia.
Anche se noto che i cavalli stanno da una parte e lei da sola da un'altra, e quando arriva il foraggio lei mangia isolata (altrimenti la cacciano, quei bulli con le scarpe di ferro).
Comunque la vedo ben nutrita, fa un giro anche il maniscalco a darle una sistemata, i bambini la vanno a trovare spesso, e anche gli adulti che la accudiscono si sono abituati a quell'equino che si comporta come un cane e corre loro incontro per poi galoppare in circolo ad esprimere contentezza e li saluta ragliando quando arrivano e quando se ne vanno.
Io preferisco non farmi vedere, è troppo abituata a vedermi arrivare con foraggio, acqua fresca, frutta o carote e la lunghina per le passeggiate e il pascolo.
Preferisco non deluderla.
Solo a Natale decido di farmi vedere per appurare se mi riconosce.
Entro nel recinto scansando un cavallo e la chiamo da lontano, alza le orecchie e non si muove
Mi fermo appoggiato a un palo e le faccio cenno, poi aspetto.
Poco dopo si avvicina cautamente e mi annusa da un paio di metri, le offro una mela a spicchi e sembra gradire, poi si avvicina ancora di più, comincia ad annusarmi i capelli, le orecchie e la barba, l'esame dura qualche minuto come se dovesse ricordare qualcosa che le sfugge.
Poi appoggia il testone sulla mia spalla chiudendo gli occhi.
Io ne approfitto per un esame ravvicinato: niente segni di morsi, pelo uniforme, zoccoli a posto, non è nè ingrassata nè dimagrita.
Al momento di lasciarla cerca di fermarmi tagliandomi la strada.
Poi calcia la porta del box con le anteriori e raglia disperata, vorrei portarla a fare un giretto, ma si sono persi la sua capezza e la sua lunghina e non ho nemmeno un pezzo di corda per ovviare.
Mi riprometto di tornare solo quando la potrò fare uscire.
E poi ancora piogge.
A marzo il terreno comincia ad asciugarsi e riesco a trasportare i pali con l'ausilio di un trattorino, anche così affonda quasi fino ai mozzi, arrivo fino a due terzi della strada, il resto a piedi trascinando i pali (sul braccio sinistro, dopo la frattura scomposta, non posso ancora fare affidamento), poi mezza giornata e molto lavoro con un palo da tre metri come leva per togliere dal fango trattorino e rimorchio.
E antidolorifici serali.
Seconda metà di marzo tornano le piogge e proseguiranno per tutto il mese di aprile, ma ormai il materiale l'ho trasportato e ogni ora libera è dedicata al maledetto recinto, finalmente, a metà aprile, è tutto pronto e comunico l'intenzione di portare a casa Agnese per Pasqua quando per strada ci sarà meno traffico, il centro ippico,però sarà chiuso per le feste e l'operazione slitta al 25 aprile (la liberazione!).
Le due sere precedenti la porto fuori per brucare un po' di cibo verde, nel recinto l'erba è cresciuta fino a un metro e mezzo e non vorrei le facesse male tutto ad un tratto, anche se ho potuto notare in passato che sa trattenersi
Arrivo con capezza e lunghina nuove, prevedendo che dopo un anno mettergliele sarà un rodeo e che dovrò discutere parecchio per tornare allo standard "io davanti tu segui".
Praticamente si infila la capezza da sola e dopo un'oretta si fa riportare al paddock.
La mattina fatidica la chiamo e arriva trotterellando, in mezz'ora di cammino è al recinto nuovo, solo il solito problema di impuntarsi di fronte al solco di una ruota riempito d'acqua, si fa togliere la capezza e fa il giro del recinto per controllare l'opera , le fornisco un po' di cibo secco e la lascio a brucare beatamente.
E ricomincia il solito tran tran, come non fosse passato un giorno.
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