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Riflessione (valore e valori)
Commenti : 7
jolly il 24-Dic-2013 in Generica
Quanto vale un asino?
Quanto può valere?
Dipende. Dipende a chi si domanda.
I più potrebbero rispondere “Un “mus”? E che potrà valere? Il suo peso in carne?”
Qualcuno potrebbe dire che non vale niente…non è mica un cavallo, no? Il più delle volte non lo puoi neppure cavalcare. Cioè, potresti…ma alla sua velocità e per brevi distanze. E che te e fai?
E poi dicono che sia stupido e gli accostano innumerevoli epiteti dispregiativi sulla sua testardaggine.
Solo una spesa inutile per chi li possiede.
Un capriccio.

***********

Poco tempo fa stavo girovagando con la Pepita, per le stradine secondarie, insegnandole a non aver paura delle macchine. Ad un certo punto incrocio un signore su un furgoncino che si sbraccia per salutami. Io ricambio il saluto, cercando di capire chi possa essere, e continuo per la nostra strada.
E’ brava la Pepita. Non mi sorpassa mai. Sempre o a fianco o dietro.
Ad un certo punto quello stesso furgoncino mi sorpassa e si ferma in una casa poco più avanti. Scende un signore che ha i tratti indiani e mi saluta gentilmente. Ne segue una breve conversazione.
Lui “L’asino lo puoi montare, lo sai vero?”
Io “Ma lei è giovane…non si può ancora caricarla. Intanto la sto abituando alla confusione.”
Lui “Ah, ho capito. Brava. Quanto ha?”
Io “Un anno e mezzo”
Lui “Ah, giovane. Ma quanto l’hai pagata?”
Io “Mi è nata in casa. Ne ho altre.”
Lui “Ma quanti ne hai?”
Io “5”
A quel punto ho visto una luce di autentica ammirazione nei suoi occhi. Lo stesso sguardo di involontario incanto che si può scorgere sulla povera gente che vede gli agi dei benestanti. Ho avuto una folgorazione. Per lui, nella sua cultura, nel suo paese di provenienza, io che ho 5 asini…sono ricca! Perché per lui l’asino ha un valore inestimabile. Ed averne 5 significa essere benestanti!

Buffo.
Per alcuni l’allevamento è da morti di fame, da poveretti, da pezzenti.
Poi scopri che per altri sei una persona ricca per lo stesso motivo.
L'asina
Commenti : 4
martianna10 il 22-Dic-2013 in Generica
..., Il movimento del gregge e gli spostamenti erano supportati da quattro asinidi cui una femmina, in quel periodo gravida, perció non utilizzabile. La bestiola aveva già il suo peso da portare e anche piuttosto prezioso. Icio nutriva particolare affetto per l'asinella, tanto che la chiamava Nina, come sua madre. Non con ironia ma per udirne il suono. Sua madre era morta e il suono di un nome caro puó aiutare la nostalgia, renderla meno acuta, avvicinarne il ricordo. È un gesto d'affetto.
Quel pomeriggio di fine settembre, Icio e il pastore stavano là, sul bordo dell'aria, col vuoto che saliva dal dirupo come un canto tenebroso. Ogni tanto davano un fischio e i cani partivano a far piegare le pecore dal pericolo verso terreno sicuro. In quella zona c'era erba buona ma occorreva stare all occhio. I due non mollavano attenzione, i cani facevano egregiamente il loro dovere. Gli asini, meno esigenti, soprattutto meno golosi, si contentavano di una breve radura circondatada faggi. Là, raspavano erba che non c'era più,l'avevano già mangiata. Forse era così dolce che volevano succhiarne le radici. L'asina incinta se ne stava in disparte, brucava poco. Era preoccupata, alzava la testa, sentiva muoversi qualcosa. Sentiva che erano trascorse dodici lune, il tempo di gestazione finito, il piccolo doveva saltar fuori dal nido. Lei era pronta, bastava arrivasse il segnale. Arrivó di li a poco. Percepì che il
Mondo dentro di sè si stava rompendo, il ciuchino scalciava, brontolava, voleva l'aria. L'asina lentamente si mosse. Lasció gli amici che brucassero la radura, lasció il gregge, lasció il boschetto, attraversó il pendio e andó a posizionarsi in una conca tra due larici vicino al dirupo. Forse volle fare quattro passi per stimolare il parto o solamente rimanere sola, lontano da occhi indiscreti. La nascita di qualsiasi essere è atto intimo, unico, il travaso di vita da madre a figlio, dal buio alla luce. Un miracolo di pudore che non dovrebbe avere spettatori. Gli animali lo hanno capito, gli uomini no.....
.... Icio stava in alto, notó il movimento della Nina. Sapeva che era prossima all'evento. Spostandosi verso il dirupo in mezzo ai larici era entrata nella sua naturale sala parto. Icio voleva scendere subito, poi riflettè e lasció che si sgravasse. Per il momento era al sicuro, il ciuchino non si sarebbe alzato prima di un'ora. Dopo un po' di tempo, caló a vedere se era nato l'erede. Era nato, la mamma ancora lo leccava, mentre stava accoccolato nell'erba. Ma il cucciolo ne aveva abbastanza di stare sdraiato. Con un colpo di reni si rizzó sulle gambe. Le puntó divaricate e tremolanti sul terreno e aspettó che arrivasse l'equilibrio. Tentó un passo e finì a terra. Si tiró su di nuovo, sta volta con maggiore certezza. Tentó altri passi e piombó giù. Al terzo tentativo, padrone di una forza precaria, partì. Partì con l'entusiasmo dei bambini che scoprono la natura, il cielo e la terra. S'avvió, come molti giovani che s'affacciano alla vita, dalla parte sbagliata. Fece pochi passi, i suoi primi passi, verso il dirupo e sparì di sotto. Il povero ciuchino aveva vissuto poco più di un'ora. Quando vide che andava storto, Icio tentó di abbrancarlo, ma ormai era tardi. La mamma lanció un raglio disperato. Fissó il bordo del salto, raglió ancora una volta, prese la rincorsa e si lanció nel vuoto. Morta anche lei assieme al figlio. Aveva preferito così. Tante volte Icio mi ha raccontato questa storia. Forse voleva che la scrivesdi. Eccola.
Mauro Corona
La nostra storia
Commenti : 8
generba il 21-Dic-2013 in Generica
Ciao a tutti.. Qualcuno di voi già ci conoscerà per alcune vicissitudini raccontate sul forum.. Oggi ci vogliamo presentare: dietro al nick di Generba ci nascondiamo in due, Pietro e Elisa, sposini freschi che hanno deciso di vivere in campagna.. Assieme ai genitori di lei abbiamo preso questa casa di campagna a Luco di Mugello, con tanta terra.. E da amanti degli animali quali siamo tra tutti, durante una girata da una conoscente allevatrice di asini amiatini, ci siamo innamorati di un batuffolino appena nato, con le sue zampette zebrate e dal nome un pò strano, Caronte.. Eh si, perchè lui nacque giusto in quella settimana torrida dell'estate 2012, in cui c'era l'anticiclone Caronte... Luglio 2012... E qui l'incoscienza ci ha colto in pieno.. In pochi giorni abbiamo deciso, tutti e 4 insieme, e 6 mesi dopo, orgogliosi di aver costruito la stalla tutta da soli e di aver fatto il recinto, ci portano questo asinello, che nel frattempo non è più un batuffolo. I primi giorni lui è spiazzato e noi anche ("chi ha mai avuto a che fare con un asino? Cani, gatti, conigli, galline... Ma mai con un equino ne tanto meno con un asino). Il nostro approccio è dolce, molto dolce.. Troppo dolce.. Infatti, passato il periodo di spiazzamento, subentrano gli ormoni... Caronte diventa ingestibile, ci spinge, ci morde, mai con cattiveria, ma con quell'occhietto da bullo che non ci faceva certo stare tranquilli... Andare a governarlo era terrorizzante, correva e scalciava in aria, ragliando a tutto spiano.. Entravamo giusto per le cure minime e scappavamo via di corsa.. Un tarlo si insinua nella nostra mente ("e se lo dessimo via? Tanto siamo incapaci, ci ha completamente sopraffatti, non siamo in grado di gestire questo bestione che nel frattempo è cresciuto e sembra più un cavallo che un asino..."). Iniziamo a farci un pò di cultura su raglio.com, ma per delle persone senza esperienza come noi non basta. Decidiamo di parlarne con l'allevatrice, che decide di venire in nostro soccorso. Dai suoi metodi capiamo che il nostro approccio era completamente sbagliato, sotto i suoi consigli ci siamo armati di frustino e di un pò di coraggio, e abbiamo provato a reimpostare la relazione. Nel frattempo Pietro inizia a metterlo a cavezza e a farci un pò di lavoro.. Con molta moltissima difficoltà.. Le cose iniziano un pò a cambiare, anche e non di tanto a dirla tutta.. Però avevamo dalla nostra qualche "metodo" in più per affrontare il bestione.. Ma ancora siamo ben lontani dallo stare bene con lui.. Ci accorgiamo (anche se in realtà ci era stato chiaro fin dai primi tempi) che Caronte si sente molto solo, e ce lo dimostra in tutti i modi. Il più eclatante è il fatto di "trattarci da ciuchi".. E poi raglia, raglia a più non posso... Chiediamo consiglio al forum, ma la risposta è unanime: dobbiamo prendere un altro asino. Ma come è possibile pensare di prendere un altro asino quando non ne sappiamo gestire neanche uno? Impensabile! fatto sta che i casi erano due: o si dava via Caronte, o se ne prendeva un altro e amen. Optimo per la soluzione numero 2, anche se non è stato facile scegliere se prendere un maschio o una femmina, poichè i pareri sono discordanti, e siccome Caronte è intero non vogliamo prendere una femmina e ritrovarci con 3 asini... Tramite il forum conosciamo Garzingo e andiamo a trovarlo a Palazzuolo sul Senio verso Giugno 2013... Li ci innamoriamo di Dafne, un'asinella meticcia dolcissima di 2 anni e mezzo... Con Garzingo ci mettiamo d'accordo per prendere Dafne verso ottobre, quando sterilizzeremo Caronte.. Dafne entra nella nostra vita il 4 novembre: i primi giorni li teniamo separati, anche se in un occasione lei, a causa di un spavento, scavalca la recinzione e si butta a capofitto verso Caronte, il quale, nel pieno dei suoi ormoni, gli da dietro per tutto il grande recinto (!)... Dopo pochi giorni Caronte viene portato via per essere operato per la castrazione (finalmente!!!!), e quando rientra decidiamo dopo un paio di giorni di metterlo insieme a Dafne, che nel frattempo si è ambientata.. Caronte è già cambiato, sembra che la sola castrazione abbia fatto miracoli.. E un ulteriore miracolo lo fa la compagnia con Dafne... Anche se lei ha messo in chiaro le cose fin da subito (gli da certe pedate nello sterno...), l'affinità c'è e si vede.. Stanno sempre insieme e non si sono mai più separati, si mordono, si calciano, si fanno le coccole, ma sono sempre insieme! E finalmente il rapporto di Caronte con noi è maturato.. Adesso è davvero tutta un'altra storia... Dafne è meravigliosa e Caronte sta diventando proprio un asinello bravo.. Stiamo iniziando a lavorare concretamente sulla cavezza con entrambi, poi stiamo facendo desensibilizzazione e tanto grooming e questo è solo l'inizio della nostra meravigliosa avventura con loro...
'L'asino e il contadino'
Commenti : 8
saverin81 il 06-Dic-2013 in Generica
... forse sarebbe stato più opportuno attendere l'arrivo delle orecchie lunghe prima di marchiare a fuoco la fattoria didattica con questo nome ...
Non certo per l'inevitabile e voluta domanda che ne consegue ... "Chi l'asino e chi il contadino?" ...
Domanda oltretutto lecita visto che il sottoscritto - come il più subdolo Mr Hide - gioca a travestirsi per la maggior parte della giornata al perfetto consulente imbellettato e ingiacchettato.
Il problema è a monte, dove risiedeva la ferma decisione di ospitare castroni.
Ed eccoci qui con due asinelle meravigliose.
Madre e figlia.
Legate da un rapporto che le accomuna alle mie predilette che mi accolgono e accettano sotto il tetto domestico (mia moglie e mia figlia ... Vera, come l'asinella di qualche iscritta al sito ...).
Si amano e respingono in continuazione. Forse, come mia moglie, anche Ginevra è in dolce attesa. Di certo Olimpia, come mia figlia, è coccolona, monella ed estremamente empatica.
Le attività, tempo a disposizione permettendo, sono iniziate e non vi so esprimere la gioia e la soddisfazione nel vedere una classe di bimbi di 5 anni armarsi di palette e scatenarsi nella raccolta delle cacche delle due erbivore. Raccolta che si è presto trasformata in un lancio ... =)
1° Dicembre
Commenti : 16
platero il 01-Dic-2013 in Generica
1° Dicembre. Tra poco, bianca come un fiocco di neve, arriverà Dosolina. Non riesco più a dormire dall'emozione. Fuori la brina ricopre i tetti e anche in casa fa freddo. Quest'Estate finalmente Pepito e io siamo andati a vivere insieme. Come avevo sempre sognato! Una storia che non son riuscita a raccontare perchè mi coinvolge troppo e non trovo parole adatte per esprimere il battito fuori ritmo del mio cuore. Ora che siamo tornati nelle nostre case invernali, separate,Pepito avrà questa nuova compagna.
Tra poco, bianca come un fiocco di neve, arriverà Dosolina.
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