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Asinità
Selvaggia70 il 15-Set-2009 in Generica
Il suo nome era Angelo, ma per quella strana abitudine paesana che portava a storpiare i nomi, tutti lo chiamavano Angelone. Era un uomo di campagna, aveva sposato Antonina , aveva avuto dieci figli e aveva sempre avuto un’asina che si era sempre chiamata Mirella (il perché neanche Antonina aveva mai voluto indagare). E con Mirella andava ovunque. In campagna, a fare la spesa, al bar, qualcuno dice anche nel paese vicino. I miei ricordi comprendono l’ultima, gigantesca Mirella e un Angelone anziano. Un Angelone che, quando Mirella anziana pure lei, cadde in un burrone, si rifiutò di tornare a casa fino a quando non andarono a cercarlo e lo aiutarono a tirarla in salvo.
Un Angelone che, quando i figli gli sostituirono Mirella, oramai non più in grado di camminare, con una bellissima e funzionale bicicletta, dopo esserne caduto, piangeva come un bambino sussurrando: “Ridatemi Mirella, la mia Mirella”
Se è vero che alcune sensibilità e alcune passioni passano attraverso il sangue (e il latte), io, che sono nata in un grande città che ho abbandonato appena maggiorenne a beneficio del paese, so dove è cominciata la mia asinità…
Ah, dimenticavo, Antonina oltre i suoi dieci figli, ne allattò altri due. Due gemelli la cui madre aveva tanto sofferto nel parto da non avere più latte. Uno era mio padre.

Commenti

In questo momento ci sono 25 commenti
Inserito da elcholo il 15-Set-2009 alle 18:09:26
Io sto zitto è meglio!
Emozionante
Inserito da ragliaconnoi il 15-Set-2009 alle 18:09:47

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Era da tanto che aspettavo.
Inserito da platero il 15-Set-2009 alle 18:09:40

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Ciao Selvaggia, che storia toccante e "genuina"!
Ti ringrazio per averla pubblicata sul sito: in questo momento di polemiche e discussioni, che con gli asini hanno poco o nulla a che fare, leggere qualche testimonianza di vera vita con gli asini, credo faccia bene a noi tutti. Grazie!
Platero
Inserito da vale il 15-Set-2009 alle 19:09:09

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Selvaggia, grazie per questa belle storia, per la tua sensibilità.
Bisognerebbe imparare da te e dalle persone come te.
Imparare a scrivere e parlare solo quando si ha veramente qualcosa da dire.
Il resto troppo spesso è rumore assordante e indistinto.
Ti abbraccio.
Vale
Inserito da Mora il 15-Set-2009 alle 20:09:11

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ciao selvaggia
semplicemente grazie per questa storia - non ne posso dire di piu. Mi ricorda un altra storia: in una delle mie passegiate con i miei asini nel paese vicino, incontré una anziana, si avvicina a me e mi chiede se puo accarezzare gli asini. Parliamo un po, e mi racconta che l'emoziona tanto vedere gli asini con basto, che lei fino a 25 anni fa vivia in un paese di montagna ormai abbandonato, in quel tempo ancora senza strada, solo con un cammino stretto, e che la sua famiglia sempre aveva avuto dei muli per trasportare tutto. La sua famiglia era l'ultima a abbandonare quel paese per andare a vivere giu nella valle, e dovevando vendere il mulo...
Inserito da platero il 15-Set-2009 alle 21:09:07

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dai Mora, fai un nuovo Blog e raccontaci tu una storia d'Oltralpe!!! al di qua e al di là delle montagne, sulle colline o nelle pianure, esistenze vissute in stretto contatto, addirittura in dipendenza, dall'ASINO. Tante storie che ci uniscono, perlomeno nel rimpianto di un tempo passato ormai, ma che, con altre modalità, più aggiornate, può ancora tornare!
Inserito da pantagruele il 15-Set-2009 alle 21:09:46

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bello
Inserito da rasti il 15-Set-2009 alle 21:09:24

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....che emozione....
Inserito da de-ragliando il 15-Set-2009 alle 22:09:36

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Grazie Selvaggia! Che poesia nella figura di Angelone, e quanta vita "trasparente" dalle tue parole...
Inserito da claudio il 15-Set-2009 alle 23:09:03

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Bella storia,ma una volta avevano molto meno di noi ma erano tutti più felici,più uniti,si stava meglio quando si stava peggio.
Inserito da elcholo il 15-Set-2009 alle 23:09:50
Spetta a noi non deviare dove è il marcio, ignorare polemiche e sterilità e prendere d'esempio certi blog e ........
scrivere , scrivere sano, scrivere pulito, scrivere in onore agli asini
E' inutile dire che così non va , non è bello.
Serve agire - parlare - capire asini e asinari
E' semplicissimo!

Questa è una delle strade buone e non la cattiva strada
Inserito da Selvaggia70 il 16-Set-2009 alle 11:09:37

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Vi ringrazio tutti..l'asinità che ci accumuna tutti ci rende sensibili e partecipi di storie antiche, di cui siamo discendenza.
Inserito da alessia75 il 16-Set-2009 alle 11:09:54

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è emozionante, toccante e davvero bello immaginarsi la scena del signore con la sua amata asina... grazie!
Inserito da msigis il 16-Set-2009 alle 12:09:31

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storia di tempi perduti
Inserito da Biacione il 16-Set-2009 alle 12:09:45

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waooo...dietro una passione c'è sempre un perchè...
grazieee
Inserito da burro60 il 16-Set-2009 alle 13:09:11

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Salve, a proposito di asinità e latte, mi sono sempre chiesto da dove provenisse questa mia attrazione e passione verso la "natura". Già nella prima infanzia era forte il richiamo, con i miei coetanei giocavamo a pallone o nascondino, ad acchiapparsi e spessisimo ad azzuffarsi, (eravamo divisi in bande) spessissimo lanciavo la proposta di andare ad esplorare zone più o meno selvagge, dai calanchi ai costoni di arenaria ricchi di fossili, al torrente a fare il bagno ed acchiappare ranocchi, ad abbuffarci di gelsi o sorbe, con i risultati che potete immagginare. A volte, spesso, però preferivo andarmene da solo a trovare nella loro masseria i miei "nonni di latte". Era un'avventura percorrere quei 4/5 Km. a piedi attraversare il torrente e superare i cani che erano a guardia delle greggi o delle masserie, ma la gioia di arrivare, entrare ed essere accolto dall'abbraccio forte e caloroso dei "nonni e degli zii", gli odori presenti nella cucina e la merenda con una fetta di pane, quello vero, e salame o solo con un filo di olio ed un pomodoro strusciato sopra, mi davano la forza di vincere qualsiasi paura e di non sentire la fatica o il dolore ai piedi (ricordo che la maggior parte delle volte partivo, senza dire nulla ai miei, con i sandali). E poi fino a tarda sera li aiutavo a governare gli animali: dai polli al maiale, mucche e vitelli al pascolo lungo i fossi dove c'era ancora un pò di erba verde. Riportare gli animali in stalla cercando di cavalcare un bue e la magica e calda atmosfera all'interno e la mungitura con l'inevitabile bicchiere di latte profumato ed ancora caldo. Ma più di qualsiasi altra cosa mi piaceva, quando all'imbrunire, si fissava il basto e si legava il cesto per riportare qualche pomodoro, un peperone ed alcune uova da preparare per la cena, magari un melone o dell'uva croccante e dolce, e ci si incamminava lungo il ripido sentiero arrivati al fosso mi era permesso salire sull'asino per un breve tratto pianeggiante ed io da li su osservavo con apprensione il momento delicato dell'attraversamento dell'acqua, all'inizio della mulattiera che era lunga ed in salita scendevo e attaccato alla coda rientravamo a casa. Entravo in paese al fianco dell'asina fiero e trionfante come un guerriero romano di ritorno da una gloriosa vittoria. Alessia la mia vera nonna non aveva avuto latte e mio padre fu allattato dalla "Nonna di latte".
Inserito da ragliaconnoi il 16-Set-2009 alle 13:09:02

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Bravo anche a Burro,complimenti!
Inserito da PUNDRA il 16-Set-2009 alle 14:09:57

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Bravi complimenti a Selvaggia e Burro60 per le loro storie. La dignità e il ricordo del nostro passato, della storia di ognuno di noi per creare un futuro basato sulla nostra storia... Facile a dirsi lo so ma volere è potere! Avanti Asinari
Inserito da cacaone il 16-Set-2009 alle 15:09:45

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avete gia' detto tutto,non so piu' cosa aggiungere.
semplicemente, brava selvagia.
Inserito da cacaone il 16-Set-2009 alle 15:09:19

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un plausone a elcholo.
speriamoo che ....qualcuno... capisca.
ciao boss.
Inserito da mannironi il 17-Set-2009 alle 08:09:34

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Grazie per questa storia di asini e gente comune, a presto...
Inserito da ciucoweb il 17-Set-2009 alle 15:09:20

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commovente
Inserito da mannironi il 18-Set-2009 alle 09:09:14

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Miracolo è rientrata dalle Ferie, ben tornata, a presto...
Inserito da msigis il 18-Set-2009 alle 09:09:11

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asinilità : si potesse avere uno strumento (come il termometro per esempio) per misurare il ns. grado di asinilità io avrei la febbre ;-)))
Inserito da capociuco il 20-Set-2009 alle 16:09:03

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Brava selvaggia era un pò che ci mancavi..
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