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incuria per gli asini di Martina Franca
dontthinktwice il 24-Feb-2009 in Generica
Volevo portare la vostra attenzione sull'articolo comparso il 19 febbraio sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Alcuni di voi sono a conoscenza della faccenda. Per gli altri rimando al link

La situazione è incresciosa, oltre che pietosa per quelle povere 200 creature lasciate a campar di stenti.

Stamani, ho voluto capire più a fondo la questione, e ho chiamato la Stazione di Martina Franca della Guardia Forestale dello Stato. Ho parlato con un ispettore che mi ha innanzitutto rassicurato sulla salute degli asini, che, rustici come sono, se la cavano abbastanza. Devo crederci? Ma mi ha anche raccontato della complicazione delle cose.
Intanto il problema è squisitamente umano, anzi sindacale. Il fatto è che, come si dice nell'articolo, essendo stata distolta la guardiania e la cura dell'Azienda Russoli dal territorio, cioè dall'Ufficio Territoriale Biodiversità di Martina Franca, per esser assunte dalla Regione Puglia, nella fattispecie dall'Ufficio Incremento Ippico di Foggia, vuoi la lontananza, vuoi i sistemi corsari di ingaggio del personale nell'azienda, fatto è che i lavoratori che dovrebbero occuparsi dei somari sono effettivamente soggetti a strane assunzioni a termine, licenziamenti, riassunzioni, e così via, senza una sicurezza lavorativa. Ieri c'è stata un'udienza in tribunale, il giudice ha acquisite le carte e si pronuncerà. Ma la Regione non s'è neppure costituita parte.

Ho chiamato l'Ufficio Incremento Ippico. Anche da loro ho avuto rassicurazioni sulle condizioni di salute e di mantenimento dei somari: mi assicurano che, anche dal punto di vista veterinario, continuano a essere settimanalmente assistiti e che biada ne hanno. Devo crederci?
Viceversa il punto della questione, per quest'ente – che poi dovrebbe essere interessato al buon fine della faccenda in quanto promotore, dal 1981, del rinfoltimento della razza di Martina Franca (mi si racconta che da un nucleo di 30 esemplari si è arrivati a tutt'oggi a 600 esemplari sull'intero territorio pugliese) – è soprattutto l'eccedenza di animali nell'azienda Russolo. Mi si dice che fino a qualche anno fa le fattrici venivano date in comodato d'uso gratuito a chi ne facesse domanda, che la prole generata restava all'allevatore e le fattrici rientravano alla masseria. Per questioni politiche (misteriose), più che per intralci burocratici, ciò non avviene più. La popolazione all'interno dell'azienda non è più gestibile per struttura e per numero di lavoratori che ci si possono dedicare. Bisognerebbe, dunque tornare alla vecchia abitudine, o alla possibilità di acquistare i capi in esubero garantendo che la sorte che spetta loro non sia quella del macellaio.

Ma.
Ma ho parlato con Agostino Quero, il giornalista che ha sollevato il coperchio.
E mi assicura, anzitutto, che gli asini non stanno per nulla bene. Tutt'altro. Mi ha letto un certificato veterinario dell'agosto del 2007 in cui si lamentavano, già allora, grosse carenze di sviluppo e di alimentazione negli animali, in tutti, puledri, stalloni e fattrici. Animali magri, affamati, deboli. Ha pubblicato sul giornale, con cento scrupoli, la foto della carcassa di un'asina morta per debolezza impantanata in una pozza: ci ha messo una settimana a morire.
Per il resto mi conferma che bisogna sollecitare quanto possibile la Regione Puglia. S'intende che tutti sanno, Nichi Vendola è al corrente, e da tempo. C'è parecchia indignazione locale, ma voci che arrivano copiose anche dall'esterno potrebbero convincere i politici a trovare una soluzione.
Dunque la cosa da fare è sommergere di mails questi due enti:


- Regione Puglia. Risorse agroalimentari. Settore Agricoltura. Ufficio Zootecnia (dirigente Filippo Nico)
f.nico@regione.puglia.it
- Regione Puglia. Risorse agroalimentari. Settore Agricoltura. Istituto Incremento Ippico (dirigente Antonio Ursitti)
info@iriipfoggia.it

e anche, più in alto:

-l'Assessore alla Trasparenza e Cittadinanza attiva (Guglielmo Minervini)
g.minervini@regione.puglia.it

- l'Assessore alle Risorse agroalimentari (Enzo Russo)
e.russo@regione.puglia.it

- Nichi Vendola
segreteria.presidente@regione.puglia.it



Scrivete loro che vi sta a cuore il benessere di quegli animali, che sapete che stanno soffrendo, che è necessario che l'Azienda Russoli ritrovi dignità e qualità, che si ritorni alla possibilità di avere in comodato d'uso le fattrici, che si possano acquistare gli animali in esubero in modo da snellire la popolazione della masseria e migliorare la qualità di vita degli animali e di lavoro degli uomini.

Scrivete e fate scrivete. Mandate e-mails a ognuno di questi signori, e ricordatevi di scrivere ogni volta in copia a Carlo Bollino, direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, in modo che il giornale possa avere il polso della protesta nazionale.
carlo.bollino@gazzettamezzogiorno.it

Seguite, poi lo sviluppo della vicenda su
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_01.php?IDCategoria=11
Agostino Quero è determinato ad andare a fondo.
Vi segnalerò i nuovi articoli.

Commenti

In questo momento ci sono 2 commenti
Inserito da elcholo il 25-Feb-2009 alle 07:02:06
Bella determinazione ....... continuiamo a scrivere!
Inserito da maxdklv il 25-Feb-2009 alle 09:02:49

Moderazioni espresse: 0
allora ricapitolando gli indirizzi sono i seguenti:

f.nico@regione.puglia.it info@iriipfoggia.it g.minervini@regione.puglia.it e.russo@regione.puglia.it carlo.bollino@gazzettamezzogiorno.it

copiate i incollateli... e sbizzarrite la vostra fantasia... nel comporre messaggi!!
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