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cacaone il 06-Giu-2012 in Generica
L’asino di Christiane Singer
Sezione: Racconti
Franco lamensa
L’asino di Christiane Singer
Ho avuto la fortuna, a pasqua, di assistere il mio vecchio asino che moriva. Ho avuto anche il privilegio di vegliare delle persone care in punto di morte e provo un’immensa riconoscenza per essere stata autorizzata a entrare nella camera dei moribondi – nel luogo dove si celebra la morte. Come nei luoghi dove si celebra la nascita, le porte del cielo si aprono: terra e cielo si toccano. All’ingresso e all’uscita dall’esistenza, lo stesso miracolo, sempre.
Il mio asino aveva già quarantadue anni. L’avevo conosciuto una trentina d’anni prima, quando era arzillo, aveva una vitalità incredibile, un’energia esuberante. Poi l’ho visto invecchiare, incanutire; e alla fine era diventato anche molto ingombrante, sempre ritto e immobile dove non era il caso, davanti alle porte, nell’atrio, e difficile da spostare, con quella lentezza della vecchiaia, quell’eternità che si spande piano piano nelle vene… E qualche giorno prima di pasqua ecco che si piega su un fianco e non può più alzarsi. Viene chiamato il veterinario del villaggio e dice che bisogna addormentarlo perché certamente non si rialzerà più. Ho chiesto al veterinario perché bisognava addormentarlo. Mi ha risposto: per evitargli di soffrire. Ma io gli ho detto che aveva già sofferto molto: aveva perduto la sua compagna, un’asina greca, e due figli, aveva trascorso tanti inverni solo nella sua stalla buia… Conosceva bene la vita e tutto il suo corteo di miserie e di gioie. Conosceva tutto ed era abbastanza grande per arrivare fino in fondo alla vita. Il problema era piuttosto, gli ho detto, di sapere quante sofferenze fossimo in grado di sopportare lui ed io e di quanta pazienza fossimo capaci!
Il veterinario se n’è andato; e sono cominciate le lunghe giornate in cui scendevo ogni ora a dare da bere al mio asino con un cucchiaio – le lunghe, lunghe giornate. Un mattino mi sono chiesta se non avessi preso una decisione sbagliata e mi sono sentita perduta: è stato quando ha cominciato a muoversi, a scalciare, a dibattersi. Ma rasserenandomi, riprendendo fiducia in noi due, ho creduto di capire che ancora una volta la vita si risvegliava in lui con la fiera memoria delle cavalcate, e che lui tentava di balzare incontro all’orizzonte, come spesso aveva fatto.
Poi mio figlio più piccolo m’ha consigliato di non allontanarmi più – si trattava di poco – e aveva ragione. Si è verificato qualcosa di meraviglioso in quegli ultimi istanti. Il mio asino ha emesso profondissimi respiri e all’ultimo momento, quando aspettavo ancora un respiro che non è più venuto, un’immensa lacrima cristallina si è staccata dall’angolo del suo occhio ed è colata sul fieno. In quella stalla il cielo si è aperto e quello che avevo conosciuto al momento della morte di persone vicine e care era presente là, della stessa qualità e con la stessa meraviglia.
Il cielo si è aperto per accogliere un asino!
Era qualcosa di talmente inatteso per me, quel sacro in quella stalla, che veramente tremo ancora quando ne parlo. Avrei potuto raccontare anche altri episodi, ma voi capite che con un asino si può andare direttamente all’essenziale. Nessuno intralcia il passaggio.
Ecco l’ultima storia che volevo parteciparvi, una storia di ogni giorno, una storia che distrugge le categorie e ci fa entrare nel miracolo di CIÒ che È – senza aver niente da aggiungere né da togliere.
Christiane Singer, Del buon uso delle crisi, Servitium

Commenti

In questo momento ci sono 18 commenti
Inserito da cacaone il 06-Giu-2012 alle 21:06:04

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qualche lacrimuccia
Inserito da Iside il 06-Giu-2012 alle 22:06:43

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una storia che distrugge le categorie e ci fa entrare nel miracolo di CIÒ che È . Mi scappa la lacrima!
Inserito da bruno il 06-Giu-2012 alle 22:06:54

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La storia è bella e toccante.....certo che dopo una giornata di lavoro (dove, nel mio caso, la sofferenza è di casa) collegarsi al sito per rilassarsi, e leggere questa storia, non è molto piacevole, ma purtroppo la vita è fatta anche di sofferenze....a volte più delle cose piacevoli.
La morale che ho colto in questa storia è che bisogna saper accettare ciò che la vita ci riserva e coglierne sopratutto gli aspetti positivi, come ad esempio..."Ho avuto anche il privilegio di vegliare delle persone care in punto di morte e provo un’immensa riconoscenza per essere stata autorizzata a entrare nella camera dei moribondi".
Ciao Bern...
Inserito da heidiepeter il 07-Giu-2012 alle 09:06:06

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Un racconto stupendo, grazie Berni
…con quella lentezza della vecchiaia, quell’eternità che si spande piano piano nelle vene…

Leggo...ma aggiungo:
Accompagnare degli animali nel passaggio ultimo è un'esperienza che ho conosciuto e sono momenti molto, molto particolari.
Era mia ospite per un po tempo una cavalla, in compagna degli asini, era bella, grande, era vittoriosa all'ippodromo di Atene, aveva sofferto molto oltre che per la sua gamba irrimediabilmente lesa.
Lei è stata uno dei primi animali a confermarmi in modo esplicito della loro consapevolezza e dell' esistenza di comunicazione con loro.
Era oramai distesa da due giorni anelando, ansimando ma nel momento che diedi il si al veterinario di farle l'eutanasia lei mi guardo, fece un profondo sospiro di sollievo e si rilasso.
Oramai era tranquilla e le tenevo la testa in grembo mentre il vet le fece l'iniezione per assopirla prima di somministrarle quella letale, poi, forse era un' illusione mia, mi pareva di vedere la sua anima esalare attraverso gli occhi, c'era un ambiente difficile da esprimere.

Quando aiutare all'anima di abbandonare il corpo, quando lasciare avvenire è difficile decidere. capire, sapere…
Così io domando: quanto sono pronta di soffrire io ?

Inserito da foxtrot il 07-Giu-2012 alle 13:06:29

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Bello e molto commovente questo racconto.Per me è ancora difficile vivere serenamente il distacco che dà la morte, ma purtroppo, come ogni essere umano,mi è già capitato di viverlo da molto vicino.Come scrive l'autrice è proprio come la nascita, dove cielo e terra s'incontrano...
Inserito da Jolly il 07-Giu-2012 alle 14:06:54

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Grazie.
Inserito da icaro il 07-Giu-2012 alle 19:06:41

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grazie cacao, molto molto bello !
Inserito da cacaone il 07-Giu-2012 alle 21:06:11

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sono certo di avere imparato più' di una cosa in questo racconto.
qui niente dei, nessuna religione, solo vita e morte.
mi spiace di non avere grande dimestichezza con le parole, la mia modesta cultura mi limita e non riesco ad esprimere quanto mi ha colpito questa storia.
di una bonta' e semplicita' disarmante.

grazie christiane singer
Inserito da Bicmak il 07-Giu-2012 alle 21:06:55

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Resta, nel mistero e nella nostra ignoranza, la segreta e superstiziosa speranza che, dopo, ci incontreremo di nuovo. Gli amici, i parenti, ma anche tutti gli animali che ci hanno amato e che ci mancano tanto...
Inserito da cacaone il 07-Giu-2012 alle 22:06:01

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non girare il coltello nella piaga,
por favor
Inserito da platero il 07-Giu-2012 alle 22:06:46

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Cacaone, grazie per questo brano.
Inserito da cacaone il 07-Giu-2012 alle 22:06:54

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ciao platero
Inserito da TEO il 08-Giu-2012 alle 15:06:58

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Sicuramente un finale molto poetico... ma non sono d'accordo sul dovere lasciare soffrire un animale senza speranze di vita. Sarà forse perchè davvero sono io che non riesco a sopportare la sofferenza degli esseri che amo ? Sicuramente è così ma per me è essenziale la buona qualità della vita e quando arriverà il momento del non ritorno li aiuterò ad andarsene in pace.
Inserito da Bamby il 08-Giu-2012 alle 17:06:42

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Inizio a leggere come sempre in velocità ma poi, già al secondo capoverso, i miei occhi scandiscono parola per parola. Ogni parola un rintocco nel cuore. Poco dopo.. buio. La rugiada offusca il mio sguardo e sento solo le mie pulsazioni in testa. Attorno a me silenzio. Mi fermo e la mente mi travolge nel vortice dei ricordi. Non troppo lontani. Golia, uno straordinario cane morto per un tumore devastante. Morto mentre lo tenevo fra le mie braccia stretto rassicurandolo che non avrebbe più sofferto. Se ne è andato così, mentre la veterinaria inseriva la siringa per addormantarlo, per sempre. Non serviva più. Ma gli ha fatto ugualmente l'inezione letale. Mi manca. Tanto. Allora cerco di non pensare. Certo di reagire. Cerco di proseguire nella lettura. Difficile. Sempre più afannosa. Sono qui in ufficio da sola. Nessuno mi vede. Nessuno mi sente. Ho abbassato le barriere. Il cuore si contrae e far sgorgare dai miei occhi quel senso di impotenza... contro la sofferenza. Contro quel male che ti debilita ogni giorno sempre più. Che non si può curare perchè si rigenera più forte di prima. Quel male che si alimenta del tuo corpo, ma prima di tutto della tua anima perchè ti trascina in ospedale e butta su di un letto freddo di una sala operatoria da cui uscirai con un'unica domanda. Quando?

Non so perchè ho scritto questo. Non sono assolutamente tipa. Scusate.
La verità è che ho sentito a telefono poco fa il mio papà.

Ho sbagliato. Ha ragione Cacaone: Leggere e... basta.
Inserito da heidiepeter il 08-Giu-2012 alle 18:06:17

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Cara Bamby, non hai mica sbagliato, nemmeno io ho letto...e basta, ho commentato sopra e aggiunto una mia storia perché volevo dire che non mi permetterei mai di credere che sia giusto che altri soffrino, sopratutto se questo non ha voce e ha sofferto gia tanto, per vedere quanta sofferenza questo possa sopportare, perchè allora ora dovrei chiedere: allora quanta ne ha sopportata? E con la pazienza com'è andata ?
In piu devo chiedere se questo non é crudele ed egoistico
La natura ha provveduto per erbe che ci tolgono il dolore e per questo ci sarà una ragione, anche se oggi usiamo dei medicamenti chimici
Inserito da icaro il 08-Giu-2012 alle 20:06:32

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Abbiamo "aiutato" a morire tanti animali, perchè soffrivano in modo insopportabile e quasi ce lo chiedevano con lo sguardo, ma con la Bigia è andata diversamente: la nostra cara grande asina bianca era davvero molto vecchia e un giorno ha smesso di mangiare; ha continuato a muoversi lentamente in giro per il ranch per 6 giorni, poi ho sentito che non ce la faceva più a stare in piedi e allora le ho fatto un letto di paglia nel box e lei si è distesa...Sono tornata a trovarla dopo qualche ora e, riconoscendomi, ha fatto come il gesto di rialzarsi; allora le ho messo una mano sul collo e lei si è riadagiata,rilassata, tranquilla. Si è spenta come una candela la sera stessa. In quel caso non mi è venuto assolutamente in mente il fatto di "aiutarla"...se n'è andata naturalmente, tranquillamente,accettando la realtà che nella vita è compresa anche la morte e credo che non abbia sofferto per niente..
baci a tutti Cri
Inserito da Ilas il 08-Giu-2012 alle 22:06:03

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Fin qui ho letto....

....purtoppo ha ragione Cacaone ad aver voluto condividere
Ha avuto ragione Heidipeter ad aver ascoltato quel respiro...
... E' troppo disarmante Teo: condivido in pieno!
E Bamby ....NON commento, no, non ce la faccio proprio...
E Icaro? La perfezione!

Adesso solo adesso mi vengono le parole, mi viene la forza di condividere.
Ad ogni storia c'è un finale e solo quello può essere. Forse è caso. Forse no.
Ma ad ogni storia, ad ogni "passaggio" c'è una fine diversa e tutte sono giuste e importanti nello stesso modo.

Ho detto in un letto di ospedale di non preoccuparsi, che presto sarebbe stata meglio. E così è stato.
Ho chiesto alla mia nonnina di resistere, di prendere la mia forza per superare, per non morire... e lei quasi miracolosamnte ce l'ha fatta egregiamente per altri 7 anni.
Ho implorato un veterinario ad aiutare la Stellina a non soffrire più dopo quel brutto incidente.
Ma psempre io, a distanza di anni, ho poi salutato la mia cara nonna dicendole di lasciarsi andare, che presto sarebbe stata con i cari, i suoi fratelli e...

Ogni vita ha la sua, e solo sua,fine.
Sta a noi cogliere quella sfumatura, quella leggera differenza..
E se nei miei amici la scorgerò non avrò dubbi.....
Ma HeidePeter, quanto siamo disposte a sopportare???

Vi prego, se nel mio sguardo dovreste cogliete quella sottile, incoffessabile richiesta: PESTATE E PESTIAMO QUEL TUBO, ve ne prego!

.....Toffee con un battito di ciglia e un sorriso sdentato (mi sono accorta che ha perso un dente di sotto) mi fa capire che avevo fatto
meglio a continuare a leggere e ......basta
Inserito da vale il 13-Giu-2012 alle 22:06:09

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bellissimo frammento. rimane il fatto che l'eutanasia è il più grande gesto d'amore che possiamo fare. il più estremo, il più doloroso. l'ultimo addio a chi amiamo davvero.
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