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la quiete dopo la tempesta (interiore ed esteriore)
Commenti : 5
martianna10 il 03-Dic-2016 in Generica
A volte nella vita ci si ritrova a nuotare come un pesce rosso nella sua boccia di vetro. Una boccia che è diventata familiare, sa di casa e di sicurezza e non riserva strane sorprese..ma è pur sempre una boccia stretta, priva di stimoli. Un giorno decidi che la puoi scheggiare, sta boccia... almeno così ha un segno nuovo, perde di monotonia! Ma si sa.. come i vetri dell'auto.. a volte una crepa crea la voragine.. e la boccia si sgretola ed il pesciolino rosso si ritrova da solo a nuotare nel mare. Tutto il nuovo con la sua vastità spaventa e ti ritrovi smarrito, non c'è più la boccia che ti protegge. Siete tu ed il mare. Ma tu non sei solo, avevi preso degli impegni prima, hai delle responsabilità, avevi scelto di farti carico di altri esseri viventi.
Ora anche loro sembrano appesantirti, ora che sei sola... il lavoro, la lontananza, l'impegno fisso associato ad altri mille variabili, loro che rappresentano il ricordo di qualcos'altro, di un progetto scritto a più mani che si è frantumato. Forse è il momento di ammettere quello che tutti ti stanno dicendo.. ormai è andata così, sono un peso, un impegno eccessivo a livello di tempo e di denaro e tu non sei più in grado e non hai più la motivazione per fartene carico. Il trasloco è, forse, l'ultimo passo p prendere la decisione definitiva e dolorosa...per dare lo stacco definitivo.
E così si trasloca, trascorre l'estate e segue l'autunno.. tu li "ignori" il più possibile, ma quando torni anche solo per una carezza, l'acqua ed il controllo recinto sono sempre li ad aspettarti. Sono sereni, tranquilli, imperturbabili e presenti.. anche quando ti accucci sotto i grandi gelsi e ti lasci andare ad un pianto, loro sono sempre li, con quei labbroni penduli sulla tua testa. Arriva l'autunno e non tutto dipende sempre da te... perchè ti chiamano per dirti che, vista la situazione e non essendo tue (rifugiandosi in false giustificazioni burocratiche) dopo 3 anni e mezzo, le due signore saranno restituite al proprietario, solo una comunicazione. Tu non hai gli strumenti e le possibilità per dire nulla, stanca del contesto e schiava dell'indecisione. E così se ne vanno, caricate su un camion, e non hai neanche il coraggio di guardarle negli occhi, solo una carezza furtiva, le lacrime e la necessità di metterle nel dimenticatoio. E così siete rimasti tu e Lui, Dove lo metti? Cosa te ne fai? Con chi sta?... "adesso devi proprio venderlo... ha sempre chi problemi di salute..è un peso.. chi gli da da mangiare....". Eppure non sei pronta a lasciarlo andare, trovi l'appoggio di persone meravigliose disposte ad ospitarlo durante l'inverno, in compagnia...risparmiando a lui e te le pene. Ogni volta che arrivi,anche solo per 5 minuti, lui è li che ti aspetta e si lascia andare a un raglio quando ti vede e sente la tua voce, che ti segue e cerca le tue mani, ed ogni volta hai la certezza che il vostro legame è forte, va oltre gli altri, oltre il denaro, oltre l'impegno ed il tempo, oltre i fatti che accadono ed ogni volta matura sempre più la convinzione che siete una coppia affine, legati dentro. Così torna la primavera, arrivano le mani amiche di chi ti aiuta in cose stupide, ma che da sola sembravano montagne.. così un recinto si aggiusta, quattro orecchie lunghe di compagnia per Lui si trovano... tante persone, un trasporto di fortuna e LUi torna a casa sua. Non si può descrivere la corsa sfrenata, dopo mesi in cui aveva smesso di correre -mai una volta- la sua felicità, la sua casa.
Nuotiamo nel nuovo mare, vasto e meraviglioso, ma rientriamo serenamente nella nostra baia. Dopo
Le "difficoun anno , per caso, vai a comprare del fieno e vedi due grandi asine al pascolo, sono loro. Basta un richiamo, una frazione di secondo e sono già al galoppo verso di te, poco dopo le mani si mesconono nel loro pelo: neppure loro ti hanno dimenticata.
L'umana è felice di salutarvi ora, dopo tanto tempo passato. Meglio ora un saluto ed un abbraccio virtuali, ma sereni.
Martianna e Mito
Incesto-Buridano
Commenti : 3
max il 01-Nov-2016 in Generica
E' il 4 settembre: poto i 'succhioni' degli olivi. Sento, ogni tanto, colpi al legno del capann degli asini. Interrompo e mi avvicino. Sono almeno due o tre lune che sbaglio, quindi devo vedere.
Arrivo e Luana è agitata dentro, incalzata da Lou, che appena mi vede, esce. Luana si sdraia. Appena Lou realizza mi lascia e ritorna a costringere Luana, sempre più agitata, a rialzarsi. Allola lo prendo e lo posto in un altro recinto. Ritorno al capanno e Luana è sdraiata e espelle liquido e placenta: esce un fantasma, col lenzuolo si muove tutto e cerca di liberarsi. E' più grande di Luo, quando è nato. Vado a prendere la macchina fotografica. Torno e mamma e piccolo sono fuori dal capanno, senza placenta. Tenta di alzarsi ma le gambe lunghe e secche non reggono. Luo era stato più veloce. Controllo sempre da lontano. Luana lo lecca, lo odora, lo spinge col naso.
Sono passati alcuni minuti. Ho avvisato la famiglia della nascita e torno a vedere. Il piccolo è in piedi, un po' frastornato. Devo capire se è una Sivana o un altro (il quinto di Poggio del Raglio) maschio.
Lo tasto: delusione. Aspettavo Silvana, ma è arrivato un altro maschio, che non potrò tenere.
Scrivo a Irene proponendo il nome (tocca a me, stavolta). Syd è bocciato, allora propongo Buridano. Dopo la spiegazione, pare sia accettato. Abbiamo Buridano, figlio dell'incesto tra Luana e Lou. E ora?
E' dolcissimo, comunque, e molto grosso: la taglia, mi sa, è di sua mamma, ma mantello, portamento e orecchie sono del babbo (ereditate da Pucciotto). Sono passati quasi due mesi , dopo l'iniziale difficoltà di Luo ad accettarlo (con Luana a scattare per proteggerlo), sembra si stiano abituando, ma la situazione è difficile. Tra poco Luana sarà di nuovo pronta. Devo decidermi sul da farsi.
Però, è dolcissimo...
ennesimo spostamento
Commenti : 5
Bicmak il 21-Ott-2016 in Generica
Tralascio la litania di incomprensioni e pasticci vari, che mi hanno portato al convincimento che un posto dedicato ai cavalli non va bene per noi, perchè gli asini vengono sempre considerati delle 'sottomarche' dei cavalli.
Così anche con il terzo maneggio le cose non hanno funzionato.
Ora ci siamo spostati di pochissimi chilometri (sempre a circa 15 minuti di macchina da casa) all'interno di una fattoria tenuta da una giovane e appassionata famiglia con bovini e sei asini.
Abbiamo un terreno di circa ottomila metri, con una casetta in legno di circa 3x5 con veranda coperta di 3x4. inserirò qualche foto nel vecchio forum dedicato a suo tempo alla prima casetta-stalla.
Il vecchio Tony è in forma, come pure la pony Fragola. Il nuovo arrivato, Mondo, è ormai con noi da quasi un anno e va per i dieci anni d'età. dopo la castrazione (gennaio)ha semplicemente continuato ad essere bravissimo, e un po' più tranquillo. Gli zoccoli sono ormai quasi perfetti, dopo quattro o cinque interventi del maniscalco.
Come sempre, se passate in zona Como fatevi vivi perché apprezzano le visite - e anche noi.
La ferita
Commenti : 6
platero il 09-Ott-2016 in Generica
E poi è bello perché lo vedi correre. Allora lo guardi. Corre per gioco. Perché le gambe, gli zoccoli, il muso, ogni parte del suo corpo vuole sentire la terra, e l'aria, e la velocità. E capisci che tutto il male è passato. L'odore del disinfettante, il sapore delle medicine, la puntura delle siringhe, le mie parole sussurrate. Ora è tutto passato. Il pelo rasato sta già ricrescendo. Ricoprirà la ferita. Come se volesse distoglierci da quel pensiero. Ma è difficile non pensare, scacciare l'ansia e la paura che qualcosa possa succedere, che si possano fare male, tagliarsi, impigliarsi, strozzarsi, azzopparsi. L'ambiente, finora familiare, all'improvviso rivela mille insidie, mille pericoli. Si analizzano tutti i rischi. Si rasenta la paranoia. Vorremmo controllare tutto, anche i loro pensieri e le loro azioni. Evitare che facciano sciocchezze.
Ma intanto lui ha rallentato la sua corsa, sudato raggiunge il suo compagno, che si è già fermato, che lo aspetta, anche lui sudato per le corse e il gioco.
Passo le dita leggere su quella ferita. La prossima estate sarà ben visibile, lì, sul gomito sinistro. Un nuovo segno sulla pelle, un nuovo racconto nella sua vita, che si aggiunge a tutti gli altri, quelli di cui non so e posso solo supporre.

Atena
Commenti : 6
heidiepeter il 14-Ago-2016 in Generica
Ho il piacere di presentarvi Atena.
Durante la mia assenza ho ricevuto una telefonata alla mia amica che le sue vacanze le ha passate col figlio qui a casa mia prendendosi cura dei animali, mi ha comunicato che è arrivato un signore chiedono se potessi accogliere un asina che da un po di tempo gira nei dintorni fuori Kalloni', la gente le porta acqua e da mangiare ce n'è a sufficienza nei campi oramai secchi.
Ho parlato anche con quel signore visto che tra di loro la comunicazione era un po difficile senza sottotitoli, sono andati a vederla e due giorni dopo, con John sono andati a prenderla, era un po lontana ma infine la mia amica l’ha portata camminando lungo la spiaggia dalla parte Ovest di Skala Kallon fino a casa che è a Est del paese.
La scelta del nome l’ho lasciata a loro e ho chiamato la vet di andare a visitarla con tanto di esame del sangue - cosa che ho scelto di far fare a tutti i “new entry”- , ho pensato una visita veterinaria sarebbe stata un esperienza interessante e un po insolita per la mia amica e suo figlio e infatti.
Atena è un po anemica, ha un problema di pelle, i denti son da fare ma non gravi, gli zoccoli idem e si vede che è stata sovraccaricata, la schiena è un po incurvata e mi pare che le anche sono un po asimmetriche, l’età è incerta suppongo intorno ai 25 anni.
Ha ancora quasi tutto il manto invernale, anche segno di età avanzato, ma mi pare veramente esagerato, siamo a fine agosto e ha il manto come a fine Giunio, forse è legato ai problemi di pelle, persino il vecchio campione Orfeas ha gia il suo bel manto estivo corto e lucido, avevo raccomandato alla mia amica di spazzolarla tutti i giorni e prima ho preso in mano la forbice. Domani passo dalla vet, sono tornata mercoledì sera, ma ho auto un piccolo shock termico quando sono arrivata e non c’era un filo di vento, osservavo le foglie sugli alberi in speranza che si muova qualcuna, ma per fortuna ora c’è un bel venticello da nord.
Nei giorni seguenti al rientro ho dovuto andare prendere un paio di cani che avevo portato in “vacanza”, due a Petra e due a Mitilene, non potevo lasciare 11 cani alla mia amica.
Si vede che Atena non è abituata che gli esseri umani possano essere altresì gentili, un po diffidente all’inizio ha capito velocemente che qui c’è chi da carezze e amore e una mano leggera, sembra essere molto cosciente, osserva, segue e si sta abituando volentieri a questo nuovo stile di vita.
Al branco non si è unita ancora totalmente, ma sta incrementando - Orfea ci ha messo sei mesi -
probabilmente non è abituata nemmeno a stare con altri della sua specie.
Ieri gli ho portati a casa, l’estate la stanno passando in un campo a ca. 300 mt da qui, verso il paese vicino al posteggio dietro i “beach bar”, ci sono quattro grandi pini e una stalla, erba secchissima, una piccola fonte d’ acqua sempre attiva e vista mare, nel recintato intorno a casa non c’è abbastanza da mangiare ho persino dato un po di fieno, di quello già acquistato per l’inverno, ma è peccato con tutta l’erba secca che c’è da per tutto e a lasciarli fuori a pascolare liberamente non mi garba molto perché fa troppo caldo a correrci dietro, il sole picchia spietato dal mese di maggio.

Ieri siamo andati a fare sopralluogo al nuovo posto, tra poco iniziamo a sistemare, prima pulizia stalla (c’erano pecore e capre e Lakai mi ha detto che il suolo va disinfettato), perfezionamento della recinzione, costruzione cancello e a trasloco fatto, ci sono ancora tante cose da fare.
Ma finalmente ho trovato cio che cercavo da anni, purtroppo non è “sotto casa” come abituata ma a 4 min. d’auto dalla casa nuova, presto metero’ delle foto con tanto di approfondimento, cioè ci trasferiamo nel paese del mio compagno, a Parakila, dove da un suo cugino ho avuto un terreno quasi perfetto con una grande stalla e vista mozzafiato.
la fiducia vien perseverando...
Commenti : 5
si il 19-Lug-2016 in Generica
E poi e' arrivato il giorno in cui Giovanna ha deciso di darci una chance..quel giorno piovoso in cui s'e' fatta infilare la capezza ha cambiato il nostro rapporto sempre più' in fretta..settimana dopo settimana si poteva sentire sulla pelle il suo lasciarsi andare…il suo iniziare a fidarsi….ogni giorno di più!
sono iniziate le passeggiate/pascolate…fino addirittura a farle fare il giro del paese..e poi sono arrivati gli zoccoli e il netta piedi..gli slalom tra i paletti..e i piccoli ostacoli sdraiati…i passettini sui lenzuoli e il fascione…..i comandi da dietro…le coccole mattutine…e poi quelle pomeridiane..le ragliate al nostro arrivo…la corsa a salutarci…il veterinario asl con la sua brutta puntura che non le ha fatto perder la fiducia in noi nemmeno per un secondo..anche se abbiamo collaborato..le carezze che si fa fare dal bimbo che viene a salutarla ogni tanto….
insomma un turbinio di avvenimenti,miglioramenti..un turbinio di felicita'!!!
la strada e' ancora lunga……ma ora che Giovanna ha deciso che con noi sta bene ho il cuore molto più leggero anche se stracolmo di amore!!


da quando si sono allungate le giornate ,e la stagione turistica ha iniziato pian pian a galoppare il tempo per scrivere e' stato nullo...ma un aggiornamento sulla storia della Giovi mi sembrava piu che lecito!!!!




il pelo e la pelle
Commenti : 12
platero il 27-Giu-2016 in Generica
Ti spazzolo. Con trepidazione. Non è curiosità, è qualcosa di più emozionante. Che mi fa trattenere il respiro. Ogni ciocca di pelo che resta nella spazzola, o che svolazza via, mi rivela qualcosa che non conoscevo. E sei tu. Ma non ti conosco ancora. Potrei anche confonderti con un altro. Non sei ancora UNICO. E allora sento sotto le dita il rilievo di una cicatrice. Sulla coscia qualcosa di più definito, sembra un disegno... ah! è un marchio. Tocco e vedo e ti conosco di più. Leggo la tua storia. Ogni madre che vede nascere il proprio figlio ricorda ogni avvenimento, ogni corcostanza, l'emozione, l'ansia, il senso di colpa, o la rabbia, per ogni singola cicatrice, per ogni ginocchio sbucciato, per ogni taglio, sa dove e perchè e ricorda anche le grida e le lacrime, i rimpoverei e le carezze di consolazione. Ogni segno è un racconto. Un pezzo di una vita, condivisa.
Ma di un figlio adottivo non puoi conoscere le cicatrici. Non quelle sulla pelle. E, forse, neppure quelle profonde, le più nascoste. Ma neppure i nei, le rose nei capelli, o una voglia di fragola. Sono cose che scopri pian piano.
Un'altra ciocca di peli e individuo una linea scura. Ma... l'avevo vista anche un attimo fa... dov'era? ah, si eccola, simmetrica, sull'altra gamba. Hai le zebrature, piccolino mio! che bello, arti zebrati. Mi piace. E il muso, quello è la parte anatomica che cambia di più. Sei più serio, il profilo più affilato, le ossa in evidenza. Dov'è il mio peluche arruffato? La tua pelle è sottile, freme sotto al tocco delle mie dita. Si, è sottile e sensibile. E vulnerabile. Una pagina di piccoli caratteri incisi che scrivono la tua storia. Le tue corse. I tuoi giochi. Le tue sfide. Le volte in cui hai disobbedito. E quelle in cui hai voluto far valere i tuoi diritti. le volte in cui correvi poco, eri lento, e le sfide con amici più forti di te. Leggo la tua pelle, e potrei parlare ore di te, di come ti sto scoprendo, sotto alla folta pelliccia dentro la quale sei giunto da noi. Ma era Novembre. Ora ci spogliamo, insieme, e per la prima volta ti abbraccio, forte, a braccia nude, il tuo collo appoggisto sulla mia spalla. Pelle a pelle. E sento persino il battito del tuo cuore.
Ti conosco. Con trepidazione. Non è curiosità, è qualcosa di più emozionante.


P.S.
oggi ho pensato di scrivere un blog perchè mai era successo che per due mesi nessuno scrivesse più. Non mi piaceva entrare in raglio.com e vedere sempre la solita prima pagina. Così 10 minuti fa ho deciso di scrivere qualcosa, un saluto per augurare a tutti voi buona estate. E spero tanto che presto qualcun altro voglia scrivere qualcosa di nuovo.
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