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Data inserimento : 15-04-2010 22:43:32

Autore :

sceccupensu
Titolo : Per non piangere sul latte versato

Articolo :

Considerato che questi tipi di allevamenti operano per la produzione di un bene alimentare importante perché d’aiuto alla nutrizione di neonati con APLV o di sostegno nelle terapie ricostituenti di soggetti deboli in età geriatrica, cercherò di affrontarlo dal punto di vista “tecnico” e “politico”.
La mia posizione arriva anche a vedere favorevolmente la presenza di asine ma da pregare perché si lascino tirare un litro di pozione medicamentosa ogni tanto.
Contrariamente all’asino destinato alla carne, quello del latte ha una funzione curativa e di soccorso, non è quindi sfizio per la pancia.
L’attenzione che merita deve quindi partire da questa considerazione.
Non mi pongo aprioristicamente contrario a un simile impiego che ne possano fare certuni.
La scelta imprenditoriale non è però una missione ma un’attività economica e come tale assomigliante a tutte le altre in quanto il suo fine ultimo è la massimizzazione del profitto.
Ciò significa che gli animali allevati devono produrre un tot e devono essere allevati in un certo modo.
Le considerazioni da fare quindi non riguardano la giustezza di destinare asini per questo fine ma il modo come viene fatto (o potrebbe farsi in futuro).
È vero che la ricerca, partita da conoscenze tramandate dal passato e avvalorate da evidenze assai più che leggendarie ha, nell’ultimo decennio, avviato percorsi curativi convalidati da risposte palesemente positive.
È innegabile il valore che assumono quei rimedi quando riescono a risolvere problemi di salute con semplicità e metodi naturali.
Dovremmo, come umanità, osannare quando ciò accade e lodare il ritrovamento come di una specie di tesoro.
Quando l’umanità riesce a risolvere problemi con ciò che ha intorno e che lo circonda, non può che essere un bene e quel bene deve essere circondato di sacralità, rispetto, protezione, amore.
Personalmente sono molto affezionato a quest’aspetto della riscoperta dell’asino.
L’ho subito visto come un segnale per l’umanità che a questo punto della sua storia pressata e subissata da bisogni indotti oligofrenici e schiacciata nel consumismo più cieco o in una moltitudine di schiavitù compresa quella dal farmaco, riceva un dono o trova un tesoro dimenticato.
Così ha la possibilità di fermarsi, rallentare, guardare la realtà schiarita da orpelli fatui e perfidi.
È come un’occasione per fermare il corso degli eventi, piccola cosa ma, se compresa, premonitrice di cambiamenti, di un nuovo sentire la realtà ordinaria avviata verso un destino certo.
L’animale che per millenni ci ha accompagnato e sofferto insieme all’uomo e poi dimenticato e abbandonato, ritorna a starci accanto, ad aiutarci.
A volerci abbandonare all’immaginazione e lasciandoci esaltare da un poco di retorica riflettiamo sulla scoperta scientifica certa: il suo latte è il più simile a quello umano.
Vogliamo che significhi qualcosa? È un caso ma è una bella coincidenza.
Simbolicamente potrebbe rappresentare un’entità amica che ci viene a nutrire e curare poiché, rimasti orfani e in alcuni casi divenuti matricidi per le efferatezze perpetrate contro la natura, solamente attaccandoci alle sue mammelle possiamo crescere col giusto ritmo e nella giusta direzione.
Questo dovrebbe essere un animale sacro perché portatore di significati concreti e allegorici per l’uomo.
L’uomo è il solo mammifero che continua a bere latte molto dopo la fase di svezzamento.
Se ciò avviene, è solamente perché c’è un interesse di sfruttamento economico grandissimo che ammala i nostri organismi.
L’uomo con il “progresso” è stato capace di disfarsi delle balie così come si è sbarazzato degli asini che oggi tuttavia possono venirci incontro come nuove balie per i cuccioli umani e come cure per alcune malattie degli adulti.
Medicina, integratore, panacea e quindi non può essere considerata né fatta diventare bevanda alimentare.
La composizione chimica ha svelato la similitudine con il latte di donna e l’estrema lontananza da quello di tutti i mammiferi allevati a questo scopo.
Contenuto di lattosio simile o superiore a quello umano, ciò fa sì che la sua palatabilità riesca superiore a qualsiasi formula idrolizzata presente in commercio.
Scarso contenuto nella frazione proteica di caseina (responsabile della cagliata del latte da ruminanti anche nell’intestino di chi se ne nutre); presenza di sostanze proteiche particolari quali lisozima e lattoferrina, entrambe ad altissimo valore nutraceutico e nutrizionale svolgendo una potente azione battericida e attività trofica sulla mucosa intestinale.
Ciò spiega come mai nel passato le popolazioni locali conoscessero le proprietà ipoallergeniche del latte d’asina.
La composizione rivela anche un contenuto bassissimo di grasso ma interessante la sua composizione acidica con prevalenza di monoinsaturi e polinsaturi omega 3 e omega 6.
Essere riusciti a identificare l’identità di questo latte non è cosa da poco per l’uomo a qualsiasi età e con particolari problemi di salute.
Da qui parte l’interesse commerciale per gli asini, ricordiamocelo! Ma le cose come sempre prendono la direzione che ci si vuol dare.
L’attrattiva ad allevare asine per realizzare queste produzioni ha fatto leva su innovative possibilità imprenditoriali che attraverso investimenti ordinari avrebbe potuto rappresentare una prospettiva di guadagno anche per imprese agricole medio - piccole ma che per le caratteristiche proprie di ground-breaking si sarebbero poste in una posizione di mercato d’avanguardia capace di trainare un settore di sicura crescita avvantaggiandosi dell’iniziale spontaneità che caratterizza un mercato di nicchia.
La propaganda (perché di questo si tratta) insieme alla divulgazione scientifica d’innegabile attendibilità inerente alle proprietà mediche, ha fatto diventare l’allevamento di asine da latte come una specie di eldorado degli ultimi anni.
Da una probabile fondatezza terapeutica è stato creato un impianto economico fasullo.
Assessorati che hanno attivato bandi per ottenere investimenti o premi dei piani di sviluppo regionale per allevamenti di specie/razze in via d’estinzione.
Evito di soffermarmi sul funzionamento o sull’efficacia degli stessi che aprirebbe un capitolo a parte.
Istituti zootecnici sperimentali e Università che si occupano di una parte della sperimentazione mettendo in moto quegli ingranaggi algebrici logaritmici della ricerca che mangiano soldi peggio di una slot machine.
Istituti d’incrementi ippici che tutelano le razze che finalmente con la scusa del redivivo asino hanno la possibilità di non chiudere i battenti e così dare una rispolverata alle loro scrivanie.
Commercianti che nei loro camion possono imbarcare nuova mercanzia e con essi falsificatori di tatuaggi a fuoco e microchip per far diventare di razza meticci originali o giovani fattrici, asine di appena 20 anni.
I movimenti “economici” che la scoperta dell’asino da latte ha determinato sono questi che a ben vedere poco o nulla hanno a che vedere con la funzione terapeutica dell’asina.
Ognuno ha sgomitato per intingere il biscotto e ognuno di questi sta sotto la finestra in attesa che si apra e cada una nuova pioggia di moneta sonante.
Come sempre accade in questi casi, moltissimi sono i personaggi e le entità istituzionali che ricercano esclusivamente il proprio tornaconto, niente di nuovo o che posso scandalizzare ma dire che l’asina è nata con buone intenzioni per diventare poi un grande imbroglio, è il minimo che ancora possiamo affermare.
In realtà, tolto l’affare per i parolai di mestiere, per gli addetti alla ricerca per i burocrati, per i contrabbandieri di bestiame, non resta nulla di economicamente valido per le aziende o chi impronta un allevamento di questo tipo.
Oggi chi lavora con 100 asine lattifere se riesce ad andare in pareggio, è un vero miracolo.
L’entità dell’investimento e dell’impegno non compensa benefici adeguati e la domanda non è certo quella prospettata dalle analisi economiche dei “propagandisti”.
A fronte di una tendenza di neonati affetti da APLV che si suppone in continua crescita, il latte antiallergico naturale non decolla ma non è una manchevolezza dell’offerta bensì della domanda.
È vero che non esistono allevamenti di giuste dimensioni in ogni regione ma come mai laddove esistono il prodotto frequentemente prende altre vie che non siano quelle per uso terapeutico? Saponette, creme e cosmetici vari a base di latte d’asina sono diventati più noti e pubblicizzati del prodotto primario.
Questo può essere un piccolo indizio che qualcosa non va? Ciò è imputabile al prezzo non proprio proletario che difficilmente può raggiungere le fasce sociali meno agiate? Alla distribuzione frammentata? All’ostruzionismo delle multinazionali dei surrogati sintetici in polvere? Chissà.
Sta di fatto che nonostante il decantato valore medicamentoso e i convegni che a ogni angolo rilanciano il latte asinino, la sua diffusione resta circoscritta e ancora al di sotto di una dimensione di nicchia.
Su questi argomenti si può dibattere quanto si vuole ma mia convinzione è che occorre tornare indietro.
Lo sviluppo auspicato attraverso una produzione e distribuzione industriale non ha portato e non porterebbe a nulla di buono né per i produttori, né per i utilizzatori né tantomeno per gli animali.
Il progetto di rendere più efficiente produzione e distribuzione attraverso una verticalizzazione di tutto il comparto come può essere un consorzio nazionale non farebbe altro che muovere e sprecare risorse a favore del sistema organizzativo, della sua visibilità e del suo prestigio “politico”.
Il prezzo al pubblico non diventerebbe certo abbordabile lo stesso e i produttori della materia prima si vedrebbero rapinare quei pochi utili su cui ancora oggi possono confidare.
Come in altri casi con la scusa della “professionalità” aumenterebbero le figure “competenti” ma improduttive e parassite che sono soltanto il volano di una economia finta e d’immagine.
E gli animali allevati? Questo tipo di allevamento inteso specializzato, già di per sé si trascina quelle caratteristiche tecniche comuni ad allevamenti di altre specie.
Turni di mungiture, stabulazione, alimentazione funzionale, fino a una metamorfosi della mammella com’è avvenuta nella bovina da latte, la selezione di una asina nuova mai vista prima nel passato, fino allo stremo di eliminare l’incomodo del puledro sostituendolo con stimolatori artificiali e chimici.
Le esigenze di mercato e l’efficienza produttiva lo impongono, ci sono fior fiore di ricercatori con i cervelli in fuga pagati per realizzare la massima produzione a cospetto di tutto ciò che finora è conosciuto come naturale.
Forse solo a quel punto il latte asinino acquisirebbe un prezzo più abbordabile? … Nella metà degli anni 90 chi cominciò a studiare l’asina e il suo latte, oltre alla qualità si accorse di un limite molto serio: la quantità emungibile che non corrispondeva a parametri di fattibilità economica, la scarsa quantità dovuta a limiti anatomici e fisiologici.
La sua mammella non ha la cisterna come nei ruminanti e quindi la secrezione di altro latte da parte della ghiandola mammaria non avviene fino a quando non si siano svuotati i dotti galattoferi.
Il problema da subito è stato affrontato applicando una legge basilare dell’economia liberista: sul diagramma il prezzo cresce o decresce in maniera inversamente proporzionale delle quantità disponibili.
L’elevato valore di mercato viene per lo più giustificato da questo.
Ma a quel punto è iniziata una sfida per la ricerca: incrementare la quantità di latte che un singolo individuo può secernere durante la giornata.
Ecco che si è passati da una singola mungitura giornaliera delle prime prove a tre turni in un solo giorno con conseguenza allontanamento del puledro il mattino e ricongiungimento con la madre la sera dove il lattante-asino per tutta la notte può tentare di tirare gocce di latte da una madre stanca e stressata.
In contemporanea l’alimentazione della lattifera è studiata e messa a punto quella cosiddetta funzionale analoga a quella praticate con le bovine: iperproteica.
Le tecniche di allevamento quindi assumono piano piano le caratteristiche di allevamento specializzato con tutto ciò che ne consegue che, si badi, non è soltanto sicurezza alimentare e rispetto delle condizioni igieniche sanitarie.
Queste possono esistere e applicarsi comunque senza sconvolgere la natura.
Da prove effettuate su altre specie, si è visto che la stabulazione protratta e regolare incrementa la produttività e rende più semplificate le operazioni di mungitura.
E quindi è presto fatto: l’allevamento delle asine diventa allevamento specializzato di asine lattifere, selezionando i soggetti più produttivi e che rispondono meglio agli imput di alimentazione e mungitura.
Che possa nascere una “razza” nuova non è solo una battuta.
Basta confrontare le mammelle di una vacca “pezzata” e quelle delle vacche di popolazione indiana, africana e amerinde, per capire che le razze animali quando sono troppo in mano all’uomo finiscono per diventare “cose” assai lontane che nemmeno la natura aveva previsto.
Un domani avremo asine sempre più produttive che cambieranno i connotati della specie.
Fino ad arrivare a superare lo scoglio più grosso: la presenza incomoda del puledro.
E magari i soggetti che rispondono positivamente all’inoculo di ossitocina e suoi derivati sono le linee dalle quali partiranno i nuovi soggetti.
Tornare indietro vuole dire inserire la produzione di latte in un contesto più diversificato non soltanto come azienda che ha un indirizzo misto agricolo-zootecnico ma nello stesso ambito dell’asineria.
L’animale che coopera nelle attività agricole al contempo partecipa a quelle didattiche, ricreative.
Anche con pochi animali, durante gli eventi riproduttivi, il latte potrebbe diventare un ulteriore opportunità di reddito occasionale ed estemporaneo.
Semmai in questo caso occorrerebbero norme che consentono la vendita in azienda in rispetto della sicurezza igienica e sanitaria.
In sostanza basterebbe che l’azienda abbia gli animali in regola con l’usl e con un minimo ma essenziale attrezzatura per il controllo il risanamento del latte come una vasca refrigerante e un locale a norma per la mungitura.
Basterebbe una rete di contatti ufficiale cui l’eventuale cliente possa rivolgersi (e in tempi d’internet non sarebbe difficile) per coprire a macchia di leopardo interi territori.
Questo significherebbe tornare al passato recente ma con più consapevolezza e organizzazione orizzontale e autogestita.
Tornare indietro o non imboccare la direzione che il mondodeiprofessionisti da qualche tempo sta avviando, vuol dire dare il giusto valore a un animale che, sebbene salvato dall’estinzione, adesso rischia di subire uno sfruttamento mai visto prima, diverso da quello che si è avuto nel passato, più tecnologico, quasi a farlo diventare una macchina spillatrice di secreto bianco.
Realizzare una filiera industriale del latte d’asina oltre a provocare una mutazione genetica dell’animale così come lo conosciamo adesso, comporta lo scatenamento di quei fatti spiacevoli che si possono identificare nella corsa febbrile ad allevare asini.


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Bisogna ammettere che oggi l’impressione è che tutto sembri un poco più ridimensionato rispetto ad appena qualche anno fa; apparentemente non si notano grandi movimenti di compra-vendite di “materia prima” ed anche i progetti imprenditoriali alla produzione di latte sono limitati a uno sparuto gruppo di “professionisti” che tentano di rilanciare il settore fantasma alzando il grado di competenza, conoscenza e immagine.
A tal proposito sono ripresi convegni e congressi in cui vengono nuovamente intavolate “discussioni” ben congeniate, utili soltanto a esaltare il loro mestiere di venditori di fumo.
A Castelbuono (Pa) a fine febbraio se n’è svolto uno, dalle cui tavole rotonde e pulpiti di alta quota, si sono aggregati un buon numero dei “mammasantissima” dell’asino moderno, salvadanaio da frantumare e contabilizzarne le potenzialità.
“Il valore dell’asino” è il titolo che hanno dato all’iniziativa! A parte un paio di amici e conoscenti allevatori, per i quali non viene meno la mia stima e ai quali è stato riservato in coda uno spazio per i “brevi interventi”, il resto costituiva un perfetto assortimento dell’intellighenzia nazionale dell’“oro bianco” e relative miniere.
È stupefacente come anche il loro linguaggio non mostri tentennamenti e dubbi; hanno intitolato l’argomento portante proprio così: “oro bianco”, senza il punto interrogativo, senza alcuna ironia.
È chiaro fanno sul serio! Amministratori in cerca di stabilità nei consensi, dottori di ogni foggia, giornalisti e saltimbanchi si sono dati appuntamento in un paesino vivace per contarsi, rispolverarsi, allungare di nuovo le mani su un business che probabilmente non parte, non è mai partito e forse non partirà mai.
Ma intanto reclamizzare è già un affare perché le chiacchiere in certi luoghi vengono sempre ben remunerate e smuovono la partecipazione degli animi più sensibili e dei creduloni.
A Castelbuono (a parte qualche individualità invitata a partecipare per arricchire il programma e mettere in vetrina casi di “concreta realtà”) si è riunito il vertice politico, amministrativo e ideologico regionale e nazionale della bufala-asino.
Esperti di asini a tutto tondo, medici-psicologi-psicoterapeuti-giuristi-politici hanno affrontato tutti gli aspetti dello scibile asinino, andando anche oltre ma tacendo sulla CARNE che pure c’è nei programmi e più che mai nella dinamica degli allevamenti.
Senza memoria come se nulla fosse accaduto ma anzi ostentando autocommiserazione, si è riportato nuovamente alla luce l’ASINO PANTESCO.
È chiaro si tenta di smuovere denaro ancora con la scusa del “salvaguardare”… certo, di certi guadagni! Quell’evento con tutte quelle presenze, con quell’impostazione e finalità, ha infilato anche LA DECRESCITA FELICE.
Perché le teorie più bislacche e sempliciotte si abbinano del resto benissimo con l’asino! Avrei voluto però vedere quei mammasantissima salire su a Castelbuono in bicicletta o insieme all’asino, bivaccare in tenda, sopra e sotto i carretti, fare tra loro la colletta per pagarsi il vino, il pane e il companatico e vederli discutere dall’interno delle cose.
Quello è il mondodeiprofessionisti e lì anche la “decrescita” è ben altra roba! Dell’ABBANDONO ne hanno parlato? Non mi pare fosse nel programma.
L’argomento effettivamente non porta “Oro” alle loro tasche, forse ne toglierebbe una parte perché appunto significherebbe tornare umilmente indietro.
È indubbio che la prima grande ondata di propaganda verso l’Oro bianco abbia portato sbandamenti vari, anche di una qualche gravità.
Non soltanto le persone ne sono rimaste contuse ma moltissimi animali ne subiscono le conseguenze ancora oggi.
Ci sono bestie in giro che non usufruiscono per niente dell’ottimismo di tutti quelli che ieri come oggi propagandano l’asino e il suo “oro bianco”.
Fra i loro proprietari (anche fra coloro che l’hanno fatto per “compagnia” e moda) che li hanno acquistati entusiasti e pieni di aspettative, ce ne sono molti che non li possono più mantenere e li tengono stentati e male; altri li hanno già abbandonati a commercianti che conoscono il metodo di selezionare la “roba” di prima, di seconda e da macello.
Una nuova ondata propagandistica, non so quanto grande o piccola, pare sia già in atto e temo foriera di nuovi abbandoni, lacrime e ragli sofferti.
Una nuova grande iniziativa, forse politicamente avversaria di Castelbuono, si va a svolgere, al nord, in Piemonte –Raglio ne dà notizia-.
Un altro popolodeiprofessionisti si riunisce per discutere dello stesso “oro bianco” e magari di asini e di come spostare il loro destino.


*******************************************

Di fronte a questo genere di VALORIZZAZIONE portatrice di “valori” che non condivido, mi sento di dire che non intendo promuovere l’asino secondo il pensiero, gli strumenti e i luoghi delpopolodeiprofessionisti.
Di questo qualche tempo fa stavamo discutendo e quanto detto è un altro capitolo, in continuità a “pianeta asino”, “intorno al professionismo”, diversi blog e forum fino a quelli di “m’illumino di meno” e sulla proposta di legge di vietare la macellazione equina.
Raglio.com avrebbe secondo me l’autorevolezza per farsi voce di un pensiero terzo, per scrivere un manifesto di principi, maniere e forme condivise, riconoscendosi.
Un Movimento non politico (non partitico) di asinari senza vertici e connivenze subdolamente interessate col Potere; distribuito sul territorio come presenza autonoma ma riconducibile a un PROGETTO comune.
Che è avere legittimità e rilevanza a dire, denunciare ma anche creare in altra maniera e promuovere senza falsificare, senza fare demagogia e campagne di propaganda ingannevole. Organizzare “eventi” su scala nazionale e transazionale con lo stile della “semplicità” e della cooperazione ma anche sfidare e far sapere alle istituzioni che con gli asini non ci sono soltanto i “professionisti” ma anche o soprattutto un popolo informale orgoglioso di essere “non-professionista”.
Un Movimento di Mutuo Soccorso per asini e asinari in diversi gradi di difficoltà.
Non voglio addentrarmi più di tanto negli aspetti propositivi ma se si vuole cogliere, qualcuno coglierà e se ci saranno proposte e idee eventualmente se ne discuterà.

Fonte :

sceccupensu

Questo articolo è stato visto : 20072 volte

Commenti all'articolo :


Inserito da : ragliaconnoi il 18-04-2010 alle ore 09:31:36

Testo del commento :

Letto,molto interessante.

Inserito da : vale il 19-04-2010 alle ore 12:00:52

Testo del commento :

letto e colto.
discuterne e arrivare a concretizzare nuove possibilità la vedo già più dura.
ci abbiamo provato tante volte, senza mai riuscire ad uscire dal proprio piccolo recinto, purtroppo!
sembra che ormai solo il miraggio del guadagno spinga ad aggregarsi.
grazie per questo articolo.


Inserito da : garzingo il 19-04-2010 alle ore 13:04:21

Testo del commento :

Letto,condivido e ti faccio i i miei complimenti per aver tradotto quello che è il mio pensiero,ma purtroppo siccome il mio modo di pensare è "fuori dai canoni",non so quanti possano apprezzare questo tuo approfondimento.Questo tuo articolo penso che lo apprezzeranno solo pochi intimi,vai a toccare troppi interessi di chi Può.Io mi auguro un'associazione che al primo punto metta l'asino come compagno di vita e allievi il lavoro di chi lo alleva,non di chi lo vede come produttore di reddito per via diretta.Se togliamo la bolla speculativa di cui è oggetto(e che per fortuna sembra esaurirsi)l'allevamento di asini a fini di reddito non ha senso:per il lavoro ci sono le macchine,per la carne ci sono animali ben più redditizi,per il latte c'è la chimica,che cosa rimane come reddito???Solo ed esclusivamente la speculazione.
Mi piace l'idea del Mutuo Soccorso per Asinari,ma anche qui la vedo dura,ci sarà da scontrarsi con la miriade delle varie associazioni animaliste che non credo vorranno privarsi di un pezzetto del loro orticello.Ma la vedo un'associazione necessaria perchè come tu dici,e anch'io confermo,cominciano ad esserci asini che nessuno vuole più e non sanno come collocarli se non al macello indifferentemente che siano maschi o femmine.


Inserito da : sceccupensu il 19-04-2010 alle ore 22:59:59

Testo del commento :

un due e tre...niente so niente vedo niente sento
un due e tre marcondiro ndiro ndè
zzzzzz ihhhh ohhhh
marcondiro ndiro ndè


Inserito da : cannonau il 22-04-2010 alle ore 14:13:58

Testo del commento :

Ciao Sceccu, bentornato. Nelle mie frettolose -mio malgrado - visitazioni su raglio mi era sfuggito il tuo scritto, e si che è corposo e farcito!

Agli inizi della nuova storia italiana dell’asino mi ritrovai a discutere, in uno stage a Gombola, con uno dei più convinti promotori della produzione del latte d’asina in Italia. Allora erano solo pensieri immaturi proiettati in un futuro molto vago. Risposi, con buona dose di utopia, che, per me, lo scenario auspicabile era di reperire il latte nei vicini paesi in “via di sviluppo” (dove di asini se ne trovano anche sotto il letto e gli usi sono molteplici e quotidiani, e dove il territorio permette loro una vita naturale da somari) con un sistema capillare territorialmente diffuso. A noi italiani il compito di occuparci della ricerca scientifica e tecnologica sul trattamento e la conservazione, sulla distribuzione e, soprattutto, gli studi sulla reale necessità di questo latte. Lui fu un po’ contrariato.
Attualmente, se penso al latte d’asina, l’unica immagine che mi riesce famigliare e in sintonia è quella di una famiglia alle prese col problema, che trova il necessario aiuto nell’asina del vicino. Come un tempo succedeva con la balia. Anche contemplando espressioni di riconoscenza in forma materiale, ma in un contesto di relazioni della comunità.
Non riesco invece a familiarizzare con alcuna forma che contempli la commercializzazione di un prodotto, e conseguente profitto tangibile, proveniente dallo sfruttamento diretto degli asini. Carne e latte in testa. Figuriamoci poi se questo prodotto è fasullo come i cosmetici!

Due anni fa ero a Castelbuono, in quegli anni ero abbastanza presente dovunque si parlasse di asini. Si trattava della prima manifestazione del genere in Sicilia. Bisognerebbe storicizzare il contesto. Non ho assistito al convegno sul latte (ho sempre nutrito poco interesse). Quello del giorno dopo, al quale parlai (tirai fuori i G.A.S. e le fattorie sociali!), trattava delle varie ipotesi di utilizzo dell’asino. Fu anche interessante! tanto che tenne la sala, zeppa e variegata, in assoluta attenzione per ore. Si parlò anche di decrescita, e la cosa mi stupì, ancor più perché ebbi la sorpresa di trovare come relatore, in sostituzione di quello previsto, il mio amico fiorentino Giannozzo Pucci.
Ricordo quel titolo naif (latte d’asina “oro bianco”). A leggere il programma, già alla seconda edizione del maggio scorso i toni e i modi sono cambiati. Chi sa quanto ciò è dovuto alle pulsioni non programmate dell’anno prima? Probabilmente , nel contesto generale, poco è cambiato di una certa mentalità imprenditoriale, politica, manageriale, accademica, così poco in armonia con l’asino che ci siamo immaginati.
Tutto ciò potrebbe confortare e rafforzare la tua teoria di un “pensiero terzo” che spinge in direzione diversa, a volte opposta e contraria, non so quanto autorevole o minoritaria ma sicuramente convinta, quindi forte e, chi sa? magari convincente.
E’ vero, in questo, Raglio.com (ma anche altre realtà) dovrebbe essere attore primario.


Inserito da : cannonau il 26-04-2010 alle ore 12:09:42

Testo del commento :

Corre voce di rappresentati farmaceutici che già’ propongono ai distretti ASL prodotti della categoria “integratori alimentari” a base di latte d’asina liofilizzato. Sarebbe un prodotto di una azienda svizzera in collaborazione con una italiana (credo Montebaducco). Comunque sia, aggirare la classificazione di “categoria pharmafood/nutraceutici da destinare a categorie particolarmente sensibili di consumatori”, consente operazioni commerciali più semplici e vantaggiose, sempre che le potentissime multinazionali parafarmaceutiche, interessate al latte vaccino in polvere o altro latte derivato in commercio , non decidano di schiacciarle!

http://www.lattediasina.it/latte-di-asina/29-informazioni-sul-latte-di-asina/116-novita-in-campo.html



Inserito da : sceccupensu il 26-04-2010 alle ore 13:27:27

Testo del commento :

Grazie della notizia. Da mettere in relazione anche con la new "della filiera garantita piemontese". Menomale che c'è corrispondenza con la realtà e che non bisogna scomodare Nostradamus.

Inserito da : cannonau il 26-04-2010 alle ore 15:00:06

Testo del commento :

ho trovato questi articoli, che confermano quanto mi ha detto un amico dirigente della ASL. C'è qualche elemento di conoscenza in più.
Non so a che punto sia il progetto del latte siciliano, nè quello pugliese, tanto meno il Consorzio Allevatori, sicuramente all'Emilia ed a Eurolactis la palma del primo arrivato! ed anche del più intraprendente: un progetto internazionale che guarda anche all'America, altro che piccole schermaglie locali! ... mo' vediamo come si mette.....
alla ricerca "onalat" si apre un mondo!

http://www.eurolactis.com/fileadmin/documents/pdf/fr/presse/Corriere_Magazine.pdf

http://www.eurolactis.com/fileadmin/documents/pdf/fr/presse/eurolactis_agrisole_090428.pdf

http://www.facebook.com/pages/Eurolactis/161259254200


Inserito da : ragliaconnoi il 27-04-2010 alle ore 21:23:18

Testo del commento :

Perlomeno qui il latte si fà sul serio.
Qui si lavora e si fanno investimenti,creando posti di lavoro.
Le chiacchere del "Consorzio" le lasciano ai "Tuttofare".



Inserito da : sceccupensu il 27-04-2010 alle ore 23:08:46

Testo del commento :

idem con patate. Raglia, sempre a difendere un passato e a sentirti partigiano di qualcuno a cui sei affezionato o avversario di qualcun altro che ti sta sulle balle. Ma l'hai capito che gli investimenti chi li fa e a che costo? tutti quei milioni di ettolitri (mamma mia, mi viene il capogiro!) di latte nutraceutico e l'hai capito cosa comportano e a chi vanno a finire? E i managgerr che trascorrono la loro vita tra la Svizzera e Montebaducco non ti fannmo incazzare? Ma dai! che futuro?che ragli ti puoi aspettare? Perchè non accetti la voce veramente "terza". Lascia perdere Stefano, i tuoi amici di un tempo vanno troppo oltre e tu non sei come loro! almeno credo. 650 asini su una sessantina di ettari di cui la metà femmine e gli altri (sempre ad aumentare)che vanno a fare la "somarina". Ma per quale fine? fosse per salvare il mondo... pensi o no che c'è un altro modo? dimmelo! Non voglio più avere a che fare con questo mondo di asinari indecisi e rincoglioniti di nascite e di valorizzazioni e di INVESTIMENTI e CORAGGIO. #@#!#@#!^! Difendiamo gli asini e chi li difende e prendiamo una posizione, altrimenti non vale più la pena far parte nemmeno di questo sito. Smettiamola per favore di masturbarci col buonismo dell'asino terapeutico-poetico, qui la questione si fa più seria, dobbiamo essere Asinisti (si ideologicamente!) e preparci-organizzarci a tamponare le minchiate di chi vuol diventare ricco con questi animali. Quando si è posto il problema dei canili è successa la stessa cosa, adesso cominciamo a pensare che ci sarà ua emergenza che ci riguarderà molto da vicino.
A questo punto chiedo che intervengano soggetti attivi di questo sito ma responsabilmente assenti per la questione specifica :
Alessia 75
Mora
Somariamente
Platero
De ragliando
Luposolo
Msgsi
Burro60
Elcholo
altri attivisti
L'unico "professionista" rimasto
e i soliti che non hanno bisogno di sentirselo dire
Perchè sprecare le parole su temi da "giovani marmotte" se poi non si è in grado di affontare il presente. Non mi piace affondare la testa sulla sabbia come gli struzzi.
A cosa serve Raglio?
Gli amici che ci sono me li tengo lo stesso ma il sito potrei anche farne sa meno.
Allora con gli asini si vuole fare un industria, cosa ne pensate?


Inserito da : elcholo il 28-04-2010 alle ore 07:51:17

Testo del commento :

Vorrei capire le tue intenzioni e dove vuoi arrivare?

Non credo sia vietato utilizzare asini a scopo di lucro o fare altre attività con loro.
Non credo che Raglio.com possa verificare e controllare che eticamente o "praticamente" vengano fatte le cose nel modo giusto nell'allevamento.
Ci sono enti e categorie per fare questo lavoro (io spero che lo facciano)
Si è provato a dettare regole o a scrivere delle linee guida ma ........ non ci siamo riusciti.
Forse è difficile quando non ci si vede a 4 occhi o forse Raglio per molti iscritti va benissimo così com'è, e non cercano altro.
Io tutti i giorni dedico tanto tempo al sito e non impongo a nessuno idee , pensieri o cose da fare.


Inserito da : sceccupensu il 28-04-2010 alle ore 10:33:19

Testo del commento :

non ci sono intenzioni e scopi nascosti. Quello che ho detto si capisce: non vedo bene l'industria del latte d'asina e ciò che ne consegue. Ho accennato alla possibilità di metterci attorno ad un pensiero diverso e alternativo a queste tendenze (ebbene si anche per cercare di contrastarle). Vietare niente. Io non vieto nè impongo niente a nessuno. Su questo fatto del lucro e delle attività con l'asino mi sono espresso tante volte e non ho mai detto che sia sbagliato sic et sempliciter, sono andato a vedere oltre o almeno cercare di capire cosa succede quando si muovono tanti denari. L'ho fatto perchè interessato all'opinone degli altri, quasi assetato a sentire le altre idee, non per IMPORLE e OBBLIGARE A FARE! Esattamente il contrario, Elcho!
Piuttosto, è il non pronunziarsi della "maggioranza che può" che mi fa alzare il tono...
Nessuno lo fa in questo sito, c'è una certa specializzazione al buonismo e all'indifferenza, allora io mi specializzo in altro, se mi è permesso. Ci sarà spazio anche per i pazzi su Raglio?!
Se poi disturbo o risulto insopportabile, che me lo si dica chiaramente.
Raglio non può controllare che le cose si facciano mel modo "eticamente" accettabile ma può esprimersi a riguardo senza per questo temere di essere un covo di "sovversivi".
Apprezzo e so il tempo che dedichi al sito ma anch'io quando intervengo, per quello che posso, sottraggo tempo ad altro e tu sai bene che ho altre faccende cui badare. Se lo faccio è perchè ci credo in ciò che dico e cerco le verifiche e lo scambio. Che c'è di male se "pungolo" chi so che potrebbe dire e non lo fa?
Comunque, con questo adesso mi defilo e mi astengo; sono consapevole che è un sacrilegio disturbare la pace dei sensi o se vogliamo il piacere della maggioranza a mirarsi allo specchio. Io sono il corpo estraneo.
Non voglio arrivare da nessuna parte, sono già da un'altra parte.
Mi ero illuso che ci fosse una piattaforma comune su cui partire ma non ho preteso di fare adepti o partiti o IMPORRE come tu hai detto


Inserito da : vale il 28-04-2010 alle ore 17:38:25

Testo del commento :

non te la prendere sceccupensu.
è primavera, periodo di nascite, e son tutti intenti ad appendere fiocchi rosa e azzurri fuori dalle stallette! :-)
ci possiamo riprovare in autunno, hai visto mai che qualcuno sia interessato all'argomento.
però con un certo anticipo sul natale, perchè poi partano le valangate di auguri e strenne e non se ne caverebbe niente di nuovo.
oppure, semplicemente, la maggior parte degli utenti è interessato ad altro.
anche io speravo in "piattaforme comuni" e luoghi di riflessione e di scambio, ma devo costatare che siamo quattro gatti e sempre gli stessi.
non ho niente da recriminare a nessuno, ne prendo semplicemente atto.
a te e chi è intervenuto, grazie per averci provato.

ps avrei voluto dare un maggior contributo a questa discussione, ma francamente dopo tanti tentativi sfociati nel nulla, mi sembra tempo sprecato, ed il tempo è prezioso




Inserito da : elcholo il 29-04-2010 alle ore 00:09:12

Testo del commento :

C'è spazio per tutti come c'è sempre stato.

Inserito da : ragliaconnoi il 30-04-2010 alle ore 10:18:10

Testo del commento :

Lo spazio c'è e volendo si trova anche il tempo che è prezioso per tutti.
Si è parlato spesso del latte,della conseguente macellazione e degli incontri\convegni dedicati all'"Oro bianco" come qualcuno lo ha definito.
Ma Sceccupensu dov'era?
Negli argomenti sul forum "Latte di asina" postato da me il 20\9\2008 di lui non c'è traccia e non c'è traccia nemmeno in "Latte di asina e puledri al macello" aperto da Alessia il 7\9\2009.
Per non parlare della infinita polemica su Montebaducco e Asinoday,anche allora il nostro Sceccupensu aveva di meglio da fare.
Ora che improvvisamente si ricorda di Raglio.com e scrive il suo bell'articolo,avrebbe la pretesa che tutti gli dedicassero maggiori attenzioni.
Ora mi scuso con il sig.Sceccupensu,ma ho di meglio da fare.


Inserito da : cannonau il 30-04-2010 alle ore 13:33:13

Testo del commento :

Cercherei di non avvitarci in dinamiche contorte.
L'articolo di Sceccu ha dato lo spunto per affrontare un tema nevralgico, ha stimolato la pubblicazione di notizie reali riguardanti un passaggio molto importante (oserei dire storico)sulle attuali "attenzioni" verso gli asini. Sarebbe auspicabile vedere pubblicati ulteriori contributi e notizie nuove che riguardano altre azioni forti, legate a progetti o politiche di soggetti diversi che trattano di asini. L'interesse c'è (oltre 600 visitazioni dell'articolo). Qualcuno si farà la propria opinione in merito, di questi, una parte si sentirà di eprimerla, esternando dubbi, contrarietà o consensi. Altri se la terranno per se o non se la faranno proprio. Personalmente, sono attratto dall'anima attenta e critica, che affonda con sensibilità e patos nelle problematiche, se non proprio in direzione di cambiamenti di alcune rotte non condivisibili, almeno verso una consapevolezza ed un confronto di pareri su ciò che accade di importante e decisivo per il futuro del tema che ci accomuna.
Penso che per questa strada, insieme all'affettività più immediata e leggera, possa sedimentarsi un pensiero, condiviso ed il più possibile comune, che esprima la volontà (o le aspirazioni)e la ragion di essere di chi si ritrova a scrivere in questo sito.


Inserito da : vale il 30-04-2010 alle ore 19:33:59

Testo del commento :

"C'è spazio per tutti come c'è sempre stato."
elcholo, stavo dicendo proprio quello.
ognuno può trovare i propri spazi ed i propri interessi e fin quando li trova, soprattutto gli interessi, è motivato a partecipare.

ovviamente ti ringrazio per l'ospitalità e per la libertà che hai sempre concesso a chiunque.


Inserito da : sceccupensu il 08-07-2010 alle ore 14:11:25

Testo del commento :

Sono superstizioso, faccio così in modo che il 17 dei commenti diventi 18. Non trovo motivi più seri di questo per intervenire.
Raglia, però non posso non approfittare dell’occasione per “parlare” con te. Non volermene!
Tu non sei come la poetessa e giustamente da uomo pratico che sei, mi hai punzecchiato nel luogo giusto e in tempi non sospetti.
“Ma sceccupensu dov’era?” Non è la domanda giusta perché non cercavo “maggiori attenzioni al mio bell’articolo” ma più partecipazionead un progetto che alcuni avevano accettato di discutere, fra cui anche tu, se non sbaglio.
Che c’entra dov’ero io? nel secondo caso che tu citi, ero fuori raglio ( nick cancellato); nel primo forse c’ero come iscritto ma in quella data stavo alle bahamas. Sappi che io, il 20 settembre di ogni anno sono sempre alle bahamas! Nel mio caso comunque, non mi appellavo a zonzo, certo che ognuno è libero di intervenire e può non esserci o non partecipare o essere nick cancellato o per i fatti suoi. Ho citato invece soltanto i nomi di chi in quel momento era presente in contemporanea e commentava foto od altro ignorando volutamente non un” bell’ articolo” ma un occasione per sapere come la pensiamo e se si voleva agire oltre che blaterare per il gusto di farlo.
Per ovvie ragione non ho citato te né quei pochi altri e forse ho anche sbagliato a scrivere Burro perché effettivamente lui era da molto che non lo vedevo in giro ma l’ho fatto, in quel caso, per simpatia.
Tu non sei un poeta e te la sei presa non perché ho chiesto la partecipazione di alcuni scritti al sito ma perché fai il mestiere di sentinella del sito, fai la ronda insomma. Chiunque osi mettere in dubbio, offendere o solo criticare Raglio, tu sei sempre lì, armato di rabbia e in quei casi di poca ironia. Non avevi il motivo a parte il gusto di attaccare e fare “polemica a tutti i costi”, il tuo accusarmi di assenza e di beccarmi con la colpa della non-partecipazione aveva tanto di evangelico (chi non ha peccato scagli la prima pietra). Purtroppo era fuori luogo e improprio perché il mio non era un accusare alcuno ma soltanto una spinta a partecipare. Non era certamente un ordine e nessuno era obbligato a obbedire e infatti nessuno l’ha fatto, tranne la poetessa che a distanza di tempo e in un luogo affatto idoneo, si è sentita in dovere di rispondermi in maniera infida. Ma l’ho capito perché: non voleva darmi confidenza tanto che neppure il mio nome o pseudo tale ha pronunziato. Elcho ha risposto pure ,a dire il vero, ma perché preoccupato che volessi arrivare chissà dove o volessi fare chissà cosa.
Niente di grave soltanto constatazione che due o più rette parallele non si incontreranno mai, forse nell’infinito e noi siamo fin troppo finiti.
Nessuna polemica ormai né costruttiva né distrutiva. E come potrei ormai che non ho nemmeno la legittimità a pronunziarmi visto che non sono più un asinaro né un possessore amatoriale dell’elemento fondamentale per cui raglio esiste. Anche il mio nome o nick ormai perde la ragione di esistere e la mia stessa presenza come scritto con partecipazione altalenante, diventa priva di significato.
Tuttavia dirò qualcos’altro magari per salutare serenamente o perché ho le ultime cose da dire per amore degli asini e di qualche asinaro rimasto
Almeno così non si vede più il 17 che secondo la mia cabala non è un bel numero.
Adios


Inserito da : elcholo il 09-07-2010 alle ore 11:12:41

Testo del commento :

Forse sono logorroico
Io combatto con le avversità della mia vita e sono su Raglio tutti i giorni cercando di fare qualcosa di buono.
Tutti i giorni cerco di capire e interpretare tutti con l'unica scopo di non offendere mai nessuno e cercando in tutti i modi di far rimanere il sito in un clima sereno.
Farei tantissimo, mi piacerebbe continuare a fare e ho fatto tante cose con questa community.
Io ci provo , sicuramente sbaglio, ma continuo !
Posso garantire che di problemi ce ne sono tanti.
Raglio.com rimane ancora aperto a tutti ed è sempre pronto ad iniziative.


Inserito da : ragliaconnoi il 13-07-2010 alle ore 17:36:10

Testo del commento :

"Chiunque osi mettere in dubbio, offendere o solo criticare Raglio, tu sei sempre lì, armato di rabbia e in quei casi di poca ironia."

Esattoooooo!! E ci sarò finchè posso,perchè Raglio.com è aperto a tutti,non ha secondi fini commerciali,come gli altri forum che conosco,tollera le "publicità"(anche occulte)persino nei blog.Non è "riservato ai soci".
Fà informazione e a volte diverte,qui una domanda trova sempre risposta.
E poi,la cosa più bella...ha le porte a ventaglio come quelle dei saloon stile hold texas dove potevi incontrare l'amore ma,a volte,la morte.
Raglio è limpido come un lago di montagna ma devi saper nuotare perchè l'acqua è profonda.


Inserito da : vale il 13-07-2010 alle ore 22:29:39

Testo del commento :

...e visto che raglio ha le porte a ventaglio, entro e riesco subito, giusto il tempo di abbracciare l'amico scecco, di dirgli che ci sono e ci sarò sempre, che mi farò veleno con lui, fino a quando il veleno non tornerà miele, perchè scecco non più scecco lo sento e lo sentirò sempre come un fratello!
non è un asino che ci può unire, piuttosto l'asinità.
entro disarmata e riesco in fretta, sperando di non venire impallinata dagli sceriffi difensori della libertà armati fino ai denti.
buona vita a tutti.
e specialmente al fratello sceccononpiùscecco
che tanto ha fatto per le sue scecche, tra la vostra indifferanza e i vostri leziosi commenti alle fotine.
la scecca vale


Inserito da : ragliaconnoi il 13-07-2010 alle ore 23:32:15

Testo del commento :

"tra la vostra indifferenza......

Di Sceccu non me ne può fregar di meno,lui sa il perchè.



Inserito da : ragliaconnoi il 15-07-2010 alle ore 00:20:23

Testo del commento :

....e i vostri leziosi commenti alle fotine."

Sì e quando non bastano questi,leggiamo i tuoi su fessbuk !!


Inserito da : sceccupensu il 15-07-2010 alle ore 13:41:16

Testo del commento :

Che di sceccu” non te ne può fregar di meno”, lo prendo come scampato pericolo. Se viceversa te ne fregasse qualcosa, comincerei a preoccuparmi. Ad ogni modo, quel perchè non sono sicuro di saperlo; so però che di me non t’ho mai chiesto di fregartene. Se invece, con riferimento criptato, intendi un episodio personal-politico accaduto altrove e per il quale ti ho scritto privatamente senza chiederti scusa ma parlandoti senza peli sulla lingua e con lealtà, allora lo so.
Non era nelle mie intenzioni provocare questo genere di botta e risposta tra noi; l’ho già detto, non mi piaceva vedere il 17. Ammetto che della tua prevedibile reazione ne avrei fatto volentieri a meno, tuttavia in compenso, c’ho guadagnato una ulteriore, generosa attestazione di stima che fa sempre bene. Questo mi basta e mi rassicura riguardo la condivisibile asinità che è ancora viva e affatto domata anche in assenza di asini. L’asino-dentro è una condizione mentale, un’andatura esistenziale laica e libera, priva di laccioli moralistici, religiosi e mercantili. Purtroppo, non tutti hanno l’asino-dentro nonostante se ne circondano, lo sanno allevare ed amare. Questo fa la differenza tra chi aspira al confronto aperto e chi invece lo dimensiona, adatta e stabilizza alla povertà d’animo accumulata negli anni. Fa la differenza tra chi è disposto a mettere/mettersi in discussione e chi invece no; tra chi non si arrende a percorsi ben determinati per incontrare l’amore o la morte e chi gioca ancora al pistolero nei “saloon old texas” per illudersi di incontrarli. La differenza è fra chi rimane perchè evidentemente nella vita non sa trovare altro e chi sceglie di andarsene perché il raglio è un tuono interiore che nei “saloon” non esplode ma diventa afono.
adios


Inserito da : ragliaconnoi il 15-07-2010 alle ore 14:33:19

Testo del commento :

Non intendo fare polemica su fatti altrove accaduti che non hanno niente a che fare con l'asino animale e con Raglio.com.
Sei molto bravo a scrivere,io non ho avuto abbastanza tempo per imparare ad esserlo.
I tuoi giudizi e le tue conclusioni sull'asinità interiore,sulla povertà d'animo..ecc ecc.. non mi interessano e non commento.
Che siano o no diretti a me.



Inserito da : cacaone il 15-07-2010 alle ore 15:46:28

Testo del commento :

caro sceccu,
parto cosi' perche' mi sento proprio di dire caro.
mi sbilancio, anzi non piu' di tanto, gia' in altre occasioni ho apertamente ,sinceramente e senza fini particolari fatto complimenti all'uno e all'altro, facendo pur capire la mia pochezza culturale.
a me piace molto il tuo modo di esprimere concetti,fatti,proposizioni.
caro sceccu, non pensi di essere un fortunato?
di essere un nato imparato?
per chiarezza,come tutti ti leggo, cerco di capire, elaboro,rifletto e imparo fino dove posso.
io non sono nato imparato.
che vuol dire? che il mio Q.I.
non è sicuramente come il tuo. il mio è sicuramente piu' basso, pero', visto che ho gia' compiuto 104 anni posso dire che qualcosa strada facendo ho osservato,assimilato e persino elaborato e sopratutto memorizzato.
dove voglio arrivare?
alla frase tua di qualche post qui sopra :
A CHE SERVE RAGLIO?
francamente mi sono un pochino offeso, poi mi son detto, tanto non sono nato imparato.
chi se ne frega.
raglio per me cos'è?
un piacevolissimo passatempo.
qui trovo tante belle persone, colte, intelligenti che hanno tanto da insegnarmi anche se ho 104 anni.
quindi ecco a che cosa serve raglio ad un povero tapino.
ricorda sceccu, ci sono anche quelli come me.
qualunquisti.Q.I. basso, ma hanno il diritto di vivere e persino di scrivere su raglio le proprie fesserie qualunquiste.
Q.I. basso ma tanta voglia di vivere, di imparare, di comunicare, di ridere, di giore,di soffrire per le pene altrui ...
predicozzo?
perche' no?
no,no.
solo per dirti di volare basso, ogni tanto, pensa ai tapini.
sei fortunato, io non sarei in grado di scrivere come fai tu ma neanche di pensare, del resto se non pensi,come fai a scrivere?
a volte leggendoti mi sembra di veder la scena di un film dove l'avanguardia dell'esercito si ferma, si gira , l'esercito non c'è.
è sola.
pensa che fesseria ho scritto.
ma allora una testa pensante ce l'ho anch'io, si, ma pero' per scrivere fesserie.
firmato
umilmente cacaone



Inserito da : cesarino il 14-08-2010 alle ore 09:45:34

Testo del commento :

Buongiorno, qualcuno ha idea di che fine ha fatto il consorzio degli allevatori di latte d'asina.
Abbiamo avuto richieste di adesione ma non so a chi e dove indirizzare le richieste, se qualcuno ha informazioni chiedo cortesemente che mi scriva lo status.

Grazie


Inserito da : ragliaconnoi il 14-08-2010 alle ore 12:20:27

Testo del commento :

La Coldiretti ha parlato di un incremento nell'allevamento di asini del 30%...c'è ancora qualcuno che ci prova!?!
Male che vada ci son sempre i salami!!


Inserito da : ragliaconnoi il 14-08-2010 alle ore 13:32:08

Testo del commento :

P.S. Scusa,non ho risposto alla tua domanda.(?)
Prova a mandare una mail ad Ass.Asino. forse loro hanno notizie.


Inserito da : asinolupo il 04-11-2015 alle ore 13:35:13

Testo del commento :

Salve
Son iscritto da poco al Blog
Siccome volevo ricercare altre informazioni e discussioni sull'argomento Latte di Asina e macellazione come citato citato da Ragliaconnoi e che fa riferimento a due post inseriti nel 2009 e faceva riferimento ad Alessia.
Come posso rintracciarli?

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