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Data inserimento : 28-01-2010 00:30:51

Autore :

sceccupensu
Titolo : INTORNO AL PROFESSIONISMO

Articolo :

Premetto che personalmente non ho nulla contro chi dell’asino ne fa un MESTIERE, semmai ne ho da dire , a secondo il caso, del modo, del come e delle finalità per cui lo si fa.
Quando poi al mestiere e al lavoro viene attribuita la parola “professionalità”, i miei dubbi diventano leciti e mi corre l’ obbligo precisare che quel termine si presta ad interpretazioni e pensieri che possono portare lontano.
La parola, a pelle, assume un significato ridondante e pretestuoso.
Nulla di personale –ribadisco- con chi ha ideato e aderito al coordinamento nazionale di “professionisti” del trekking, sia chiaro.
Piuttosto traspare la esplicita volontà, da parte di chi lo sostiene, che con il passaggio da semplice mestiere a “professionismo” possa avvenire un salto di qualità, uno spostamento evolutivo e quindi una maggiore serietà ed affidabilità negli operatori organizzati in tal guisa.
Ciò mi lascia perplesso e mi fa ritenere che la qualifica di “professionista” non corrisponda, per definizione, a maggiore competenza.
Non posso fare a meno di immaginare che nel momento in cui scendono in campo i “professionisti” non sarà più come prima e che da quel momento in poi chi vuole lavorare con gli asini, dovrà appartenere ad una sorta di ordine di categoria e scegliere pertanto a quale corporazione appartenere.
Sono certo che non è questo il proponimento di chi sostiene il “professionismo” ma è verosimile che ciò possa attraversare la mente di qualcuno.
Si è detto tanto e di più sul professionismo, cercando una definizione compatibile ed accettabile con il mestiere di asinaro, quasi a trovare la giustificazione di un simile fregio applicato ad operatori che utilizzano l’asino come strumento di lavoro.
Sappiamo che da almeno un decennio, le attenzioni verso l’equino, parente umile del cavallo, sono andate via via crescendo, facendolo divenire l’oggetto di desideri più svariati o strumento potenziale di lucro pur agendo in un ambito di nicchia.
Tutto ciò non è bastato, nemmeno il tempo di scoprire che molteplici fenomeni per nulla edificanti, investono questo povero animale sempre più vittima di attenzioni speculative e sbavose, che ecco assistere ad un salto di qualità… nasce una definizione che come minimo crea grandi suggestioni.
In verità non è nuova la “professionalità” accostata all’asino, non sono passati molti anni dalla costituzione del consorzio nazionale per la produzione e la commercializzazione del latte d’asina.
Anche in quel caso ricorreva la parola tanto fascinosa ed indiziata.
A quel “progetto” aderirono privati ed istituzioni pubbliche, tra le quali, nella mia regione, l’Istituto Sperimentale zootecnico per la Sicilia con sede in Palermo.
Non sono più a conoscenza dell’attività di quel consorzio, né se esiste ancora e francamente non sono interessato a saperlo.
Ricordo però i giochi pirotecnici, la febbrile attività di promozione, i workshop, le tonnellate di carta patinata delle brochure informative, le partecipazioni prestigiose e ben remunerate di dotti esperti e accademici di Università italiane e straniere.
Ho perfettamente vivido il senso di inferiorità e smarrimento di coloro che iniziavano ad allevare asini come nuova attività, difficile certo, ma carica di aspettative tese a sbarcare il famigerato lunario, “professando” un MESTIERE che potesse dare anche soddisfazioni esistenziali.
L’abbaglio del nuovo business inizialmente riuscì a contagiare parecchi avventori.
In quel tempo io ero già abbastanza disilluso di mio per vicende collaterali che riguardavano i finanziamenti di misure comunitarie che avrebbero dovuto sostenere e favorire l’allevamento di specie e razze locali a rischio estinzione, tra cui ovviamente il NOSTRO, identificato nelle razze “ragusana” e “pantesca”.
Le intenzioni di un consorzio di produttori, per definizione, non possono che essere filantropiche nel senso che mirano alla solidarietà fra i soci organizzandoli con parametri razionali, tecnicamente moderni e competitivi per arrivare, così strutturati, sul mercato, divenendo portatori di un’ offerta compatta e senza sbavature.
Un consorzio che riunisce più produttori mira all’efficienza mercantile, crea le condizioni strutturali di funzionamento del sistema associazionistico e, moltiplicando le forze, si presenta sulla “piazza” con un’immagine di serietà, affidabilità e…professionalità.
In un sistema capitalistico-liberista “sano”, grossomodo, l’associazionismo aspira a questo .
Chi crede in un simile sistema ha il dovere di pretendere l’ attuazione di questi principi basilari.
Io sono condizionato da altri principi e volentieri mi esento dal crederci.
Nel periodo in cui era in auge l’idea del CONSORZIO PRODUTTORI PROFESSIONISTI LATTE D’ASINA, la propaganda e l’incitamento ad intraprendere quella nuova attività aveva un’articolazione precisa che presupponeva una strategia (commerciale, cos’altro?), una successione di passaggi ed inserimenti sul mercato (o forse meglio: un condizionamento dello stesso) ed infine un’ accurata scelta di partner istituzionali o comunque di potere, capaci di veicolare regole, indirizzi, autorizzazioni e denaro.
Sull’onda di quel progetto furono organizzati corsi di avviamento alla professione di operatore nel settore asinino; taluni gratuiti pagati dalla regione ma certamente non a costo zero per la collettività (tra parentesi, sarei curioso di sapere quanto denaro è andato all’organizzazione di quegli eventi…); tal altri, a pagamento dello stesso futuro operatore professionista.
Quei titoli (“doverosi” e “d’obbligo”), chi li ha ottenuti cosa ne ha fatto e a cosa gli sono serviti? Ad un certo momento è sembrato che l’onda entusiasta e dorata fosse finita.
I “piccioli” sono finiti e il fondo del barile asciugato e raschiato.
Prova e spia rivelatrice due circostanze note ed accadute in Sicilia più o meno un anno fa: la vicenda degli asini panteschi nella stazione S Matteo ad Erice e il furto di quelli ragusani all’istituto zootecnico regionale di Luparello in Palermo.
Entrambe le vicende sono sufficientemente idonee a rivelarci (nemmeno troppo tra le righe)che qualcosa è andata storto.
Semplicemente: sono finiti i “piccioli”.
Il primo caso ha generato l’abbandono e l’incuria degli animali tanto importanti ma privi ormai della patina dorata; il secondo ha presumibilmente determinato il furto perché nemmeno c’erano più fondi per pagare una sorveglianza decente.
In entrambi i casi quegli asini hanno subìto una svista del professionismo! Eppure, le sorprese non mancano mai: ciò che sembrava fosse finito appena poco tempo fa, da questo momento in poi sembra riprendere.
I “piccioli” sono tornati o comunque se ne sente già l’odore.
Nuovi bandi della regione, in cui vengono finanziati progetti attraverso i quali futuri asinari professionisti potranno tentare la strada sospesa o perduta; ripartono nuovi corsi di formazione, si intuisce un rinnovato entusiasmo.
Squarci di luce si riaffacciano nella fiera della compravendita della materia prima.
Suvvia la giostra riprende a girare! Questa è la mia impressione.
A supporto un ulteriore segno: la regione Sicilia con partner qualificati, ha ripreso a proporre corsi per acquisire titoli professionali che riguardano nuovamente l’asino in tutti i suoi emungimenti.
Poco prima delle feste natalizie ce n’è stato uno, si è trattato di un corso di formazione di I° livello denominato “attività di mediazione con l’asino”.
Io l’ho saputo, ebbene si, per una dritta (anch’io tengo amici che si trovano a passare nei corridoi dei palazzi); ho quindi letto il bando ed ho capito subito che era fatto apposta perché io non partecipassi… era tipo “cogli l’attimo”.
In 48 ore avrei dovuto provvedere a tutta la documentazione di rito ma soprattutto avrei dovuto organizzare la mia mandria e nella fattispecie trovare i miei sostituti durante sei giorni, almeno dalle sei del mattino fino alle sei di sera.
È chiaro si trattava di un limite della mia organizzazione e non perché veramente credo che esista un complotto nei miei confronti.
Questo che ho raccontato non è gusto alla narrazione fine a stessa, per quanto possa trovare piacere nel farlo.
Ha bensì lo scopo primario di trattare in maniera, spero conviviale, l’argomento per cui ho deciso di intervenire quest’oggi.
Certo ciò di cui ho parlato fino adesso riguarda in prevalenza la Sicilia ma penso che l’ esempio non è affatto limitante, anzi.
La Sicilia, ricordiamocelo, è la regione in Italia che presenta il maggior numero di animali della specie asinina (statisticamente non sono aggiornato, può essere che i dati ormai siano cambiati.
Chi è a conoscenza può smentire, apprezzerei).
Per le razze che detiene, per il passato, per una maggiore capacità a mettere in moto meccanismi che portano danari nelle tasche giuste, per l’innata dote dei suoi amministratori a realizzare giochi di prestigio che cambiano la storia al fine di farla rimanere sempre la stessa… presumo, che la Sicilia, possa essere considerata come traino delle scelte e delle idee che partono da altri luoghi ma che inevitabilmente qui arriveranno e viceversa, da qui partiranno gli stimoli tortuosi per creare altrove business fantasmagorici.
La “professionalità” di cui si è parlato nei giorni scorsi su Raglio.com merita secondo me un’attenzione differente che non può essere limitata alle definizioni brevi e coincise richieste da Ragliaconnoi.
L’esempio riportato più sopra di quel consorzio o di quei fatti di cronaca (ce ne sarebbero diversi altri) che hanno creato nel bene e nel male discussioni dentro il forum ed oltre confine, sono esempi di ciò che nella realtà è il “professionismo”.
Secondo me non perché derive di un sistema “malato” ma perché insito nello stesso sistema cheporta con sé queste dotazioni, anche qualora, accidentalmente dovesse essere “sano”.
Il termine, che lascia sottintendere maggior efficienza, sicurezza, resa nella produttività e/o servizi, è frutto di una mania malcelata di impadronirsi di spazi di mercato, dove, è noto, per sopravvivere si fa a gomitate.
Applicato ad un settore come l’attività con l’asino, diventa grottesco e pletorico.
“professionisti dell’asino” o più precisamente “professionisti –escursionisti a mezzo d’asino” vuol dire, scarna- scarna, mettere dei paletti artificiosi tra capaci operatori del settore ed inetti, inaffidabili, improvvisatori che abusivamente tentano di entrare nello stesso.
Le rapide di un fiume in piena separano le due sponde dove da una parte ci stanno coloro che in groppa ad un asino o mulo che sia, ci sanno e possono stare in quanto legittimati e possessori delle “carte” e dall’altra, coloro che non possiedono le permis de conduire e perciò non abilitati.
Nel momento in cui ci si appropria del termine in questione, si sostiene un distinguo di non poco conto: professionismo e dilettantismo.
Chi ha creato quel coordinamento lo sa bene e sa benissimo quali conseguenze ciò comporta.
Beata ingenuità? In altre occasioni è stato detto che non è quel corso o quel’altro a rendere pratici di asini.
Giusto.
la formazione può essere utile, è innegabile se fatta a dovere ma resta pur sempre vero che esistono operatori praticissimi di asini senza alcun attestato e viceversa, titolati che un asino lo vedono appena da lontano magari nei fine settimana.
Alla stessa maniera non è il pezzo di carta rilasciato da quella o quell’altra associazione riconosciuta che rende possibile la sicurezza degli utenti o clienti che dir si voglia ma il senso di responsabilità e l’esperienza.
Non è certo la professionalità declamata, né per auto-riconoscimento né per un titolo acquisito che può scongiurare scientificamente imprevisti o incidenti.
È sicuramente professionalità autentica aprire una polizza assicurativa qualora si pratica attività ludica, didattica o escursionistica servendosi di animali.
Tutto il resto che si vorrebbe attribuire alla parola “professionista” ha appunto fini di altra natura e cioè di marketing e appariscenza per emergere nella selva del mercato.
Visibilità e frizzi e lazzi per essere scelti.
Del resto, una volta che si inventano e rendono obbligatori certificazioni, bollini, licenze, attestati, diplomi, lauree e dottorati per guadagnarsi un pezzo di pane coadiuvati da un quadrupede che raglia, è pacifico un allungamento delle mani sulla torta.
Chiunque non si adegua, perché per dimensione non può o per altre ragioni non vuole, viene da sé che rimanga fuori.
Un privato che intende effettuare una passeggiata someggiata o con cavalcatura, è molto probabile che al momento di scegliere, a parità di prezzo, opti per i professionisti reclamizzati.
Ancor più un ente pubblico, alla necessità di affidare una concessione in un territorio demaniale magari protetto, come riserve e parchi, su chi farebbe cadere la scelta? L’esistenza stessa della “regolamentazione” obbligherebbe.
Questo chi ha deciso di auto definirsi “professionista” lo sa eccome! “Professionismo” vuol dire diventare più potenti, più protetti, più riconosciuti, più sotto i riflettori e quindi accendere, se è necessario, fari a basso impatto ambientale alimentati con risorse energetiche alternative.
L’asino ha per natura le caratteristiche di quella che viene definita sempre più diffusamente crescita responsabile o più propriamente, decrescita.
Purtroppo, anche questa idea può diventare apportatrice di nuovi business e l’asino può, suo malgrado, essere preso a prestito come elemento simbolico di traino.
Sono fermamente convinto che qualsiasi idea, istanza positiva di miglioramento, qualsiasi idealità, nel momento in cui viene regolamentata, istituzionalizzata e accettata dai politicanti, inizia la sua fine, si perde quella valenza iniziale, alternativa ad un presente marcio e allo sfascio.
Viene recuperata e inserita con abiti “professionali” in un circuito di produttività e di denaro.
Lo è stato con l’arte pop, il rock degli anni 60-70, le idee di società libere, orizzontali, pacifiche e fuori del capitale e tanto altro ancora.
In quei casi sono entrati gli apparati di tutti i furbi e dei pragmatici.
quelle idee sono così state comprate e vendute.
Per vendere anche l’invendibile il primo passo è sempre stato il “professionismo”.
Un esempi pratico e vicino ce l’abbiamo con l’agricoltura biologica.
Trent’anni fa i pionieri, gli smantruppati che la praticavano venivano derisi e ostacolati da chi oggi ne è diventato alfiere, industriale ed affarista.
Quelli di allora erano mossi da ideali, poesia e nuovo stile di vita, non da contributi e filiere “professionistiche” con l’occhio puntato sui grandi affari.
L’attività con l’asino segue lo stesso prevedibile passo: slogan, retorica, richiesta di figure professionali, chiacchiere accademiche, convegni, esperti, massmedia.
In definitiva, non credo che l’asino abbia necessità di essere diffuso ulterirmente e propagandato.
Ciò è deleterio per l’asino stesso! Egli ha ormai superato il pericolo di estinzione, in italia ne esiste un buon numero.
Perché valorizzarlo? Cosa vuol dire? Aumentare gli allevamenti perché la politica ( locale ed extra) possa fare propaganda populista funzionale al consenso con il pretesto di smuovere l’economia… Gli esuberi, i fallimenti di allevamenti arditi, l’abbandono degli animali e la macellazione degli improduttivi sono stati e potrebbero ancora essere soltanto alcuni degli effetti di quella economia concreta, efficiente e “professionale”.
Quando sento dire “valorizzare il nostro amico con le orecchie lunghe” mi vengono i brividi.
L’amico –io dico- non ha bisogno di essere “valorizzato” e che “valore” s’intende? In realtà l’unica “valorizzazione” a cui si punta è quella di chi si sbraccia nel fare discorsi per il proprio conto in banca.
Ritengo che, questo animale, ormai siano in molti, troppi, disposti a “cavalcarlo” fino a quando ciò che defeca porterà profitti.
Quando lo sterco inevitabilmente riprenderà colore, odore e la consistenza che gli appartiene, allora sarebbe opportuno rifare un censimento (magari in Raglio.
com) e contare quanti “asinari di professione” sono rimasti.
C’è molta retorica tutto attorno, anche appellarsi all’amore per ” il nostro amico dai passi uguali” mi smuove cose dentro.
Quell’amore non ha carte, né luci, né artifici legislativi, è silenzioso, spesso sofferto, irrazionale, profondamente interiore.
Soprattutto non è condizionato da risvolti produttivi.
Non c’è da valorizzare un bel niente se non quello di mantenerli vivi e felici tra noi.
Non posso farci nulla ma il “professionismo” mi porta a pensare male perché io, forse, penso davvero come uno SCECCU.
Concludo con una citazione popolare: “ …perchè tutto è un magna-magna” - George Weah (ex attaccante liberiano del Milan calcio)

Fonte :

Questo articolo è stato visto : 8589 volte

Commenti all'articolo :


Inserito da : ragliaconnoi il 28-01-2010 alle ore 12:28:05

Testo del commento :

Sono molto vicino e propenso a chiudere bottega,a cessare l'attività.Come hobbista "dilettante" ho lavorato tanto per la diffusione dell'amore e della conoscenza per l'asino,per la "valorizzazione".
Ho partecipato a fiere ed eventi senza mai intascare una lira se non per coprire solo in parte le spese.
Ho pubblicizzato tutto e tutti indistintamente.
Ho fatto parte di associazioni per "asinari dilettanti" guidate da professionisti tuttofare e mi sono dissociato a modo mio.
Adesso i personaggi sono cambiati ma la storia è sempre quella.
Davanti ad ogni attività,ogni manifestazione o fiera c'è lui l'asino ma dietro ci sono sempre i soldi,gli affari e i conti devono tornare.
Dietro c'è sempre "chi cavalca",stando ben saldo in sella,operazioni commerciali.
Oggi l'asino è di moda e allora bisogna sfruttare il momento e a me le mode non piacciono.Io che c'entro con tutto questo? Basta,mi ritiro,non collaboro più con nessuno.
Parteciperò solo a raccolte di fondi per i bambini leucemici o per altri scopi benefici,non prima di averci guardato bene dentro.
Sono anni che porto le bretelle e la cintura per tener su i pantaloni e ora che mi dicono essere di moda mi vergogno un pò.
Me ne starò a casa a coccolare i miei asini,ad addestrarli per il mio puro piacere,a divertirmi con qualche amico e i suoi figli o nipotini.
Basta vetrine per la "valorizzazione".





Inserito da : vale il 28-01-2010 alle ore 19:05:18

Testo del commento :

Stefano, devo ammettere che ti ho apprezzato molto in questo intervento, e penso che per te non sia stato facile scriverlo.
Ti riconosco un'onestà che ammiro, in cui gli asini vengono prima di tutto e tutti.
E ora possiamo ricominciare a litigare! ;-)
Ciao

ps sull'articolo ho già detto, sceccupensu in stato di (lucida) grazia


Inserito da : alessia75 il 28-01-2010 alle ore 19:16:19

Testo del commento :

bello davvero quello che scrivi, anch'io dietro lo sfruttamento dell asino non mi ci ritrovo.. però se qualcuno riesce a divertirsi e far divertire il suo asinello guadagnandoci pure , diciamo che è molto fortunato . Per il resto l'unica cosa che conta è che i nostri asinelli siano felici e contenti..

Inserito da : burro60 il 29-01-2010 alle ore 09:51:01

Testo del commento :

Ho letto più volte quello che hai scritto Sceccupensu e alla fine rimanevo sempre con la domanda " e allora come si fa? E' sbagliato impegnarsi, lavorare, cercare fondi e poi farsi conoscere e mettersi sul "mercato" per far conoscere, amare e far trascorrere qualche ora di gioco e di gioia a dei bambini? Come ci si deve organizzare per dare l'oppurtinità a dei "cittadini" di fare una passeggiata in compagnia di un asino, in un oasi naturale, proponondelo in alternativa alla solita visita presso un centro commerciale?

Stefano quando o letto questa frase: Sono molto vicino e propenso a chiudere bottega,a cessare l'attività. mi è venuto un colpo poi continuando a leggere mi sono rincuorato. :-)


Inserito da : sceccupensu il 29-01-2010 alle ore 23:05:52

Testo del commento :

Burro/bob, mi dspiace che ti sei fatto queste domande o meglio mi delude il fatto che ciò che ho detto non è bastato per portare chiarezza. Evidentemente non ho espresso in pieno il pensiero ma fare di più mi impegnerebbe in maniera spropositata e forse non ci riuscirei lo stesso a farmi capire. Ho dei limiti precisi. Anche Alessia è fuori commento. Con questo non voglio dire che apprezzo o sono alla ricerca di complimenti e favorevoli condivisioni del detto, anzi, mi sarebbe piaciuto un ulteriore dibattito su questo o perlomeno sentire altri punti di vista. In fondo è come io vedo la questione e così come mi appare non mi piace, Punto. Non ho messo mai in dubbio che tenere asini può anche essere un mestiere. Non ho detto cose che possano far pensare all'immoralità del lavoro di asinaro remunerato. Ho cercato di guardare la realtà dal mio punto di vista che non è quello che tutti vedono.
Ma tutti coloro che sono attivi e normalmente partecipano perchè non dicono nulla? Non sulla qualità dello scritto ma sulla sostanza. Mi/vi chiedo non c'è altro da dire? Chiuso?
Perchè quando ci sono litigi e bordelli, "sangue" e zuffe collettive, la partecipazione diventa numerosa e appassionata e quando si vuole riflettere sulla reltà magari non più da favola (che intenerice e ammorbidisce)ma che forse procura qualche piccola scomodità, si svia per altri vicoli e cantoni?
Sono d'accordo: libertà è... non partecipazione. Su questo non ci piove. -non sono mai stato d'accordo sulla frase detta correttemente di Gaber




Inserito da : dentista il 30-01-2010 alle ore 05:18:28

Testo del commento :

Ma che vuol dire il soprannome SCECCUPENSU?
Forse somaro pensoso che riporta alla mente il "PIO BOVE" del poeta Carducci...
Anche noi di Giais reputiamo che non sian necessari molti corsi universitari per portare a spasso un asino... o meglio 7!!!
Domenica scorsa con 4 ragazzini abbiamo fatto una passeggiata Simonetta, Franco ed io; gli asini conoscono noi 3 che gli portiamo il cibo e le ghiottonerie.
Abbiamo 2 asine che allattano 2 piccoli di 11 e 5 mesi, ma preferiamo bere il latte di mandorle o quello di cocco.
Andremo alla fiera di Godega per nostro divertimento, non per averne un utile...


Inserito da : burro60 il 30-01-2010 alle ore 10:46:28

Testo del commento :

Ciao, Sceccupensu ho letto più volte quello che hai scritto, credo di aver capito il tuo punto di vista, la domanda "e allora come si fa?" lo scritta proprio perchè ho interesse e piacere a conoscere l'opinione di altri. Io mi sono messo a disposizione con i miei asinelli, una regola che ho adottato, la più importante, è prima vengono le esigenze e i bisogni degli asini dopo le "attività".
Ricordo in occasione del primo incontro organizzato per far conoscere gli asini a dei bambini ho chiesto aiuto qui su raglio.com, Stefano mi ha dato dei consigli tra questi uno che non dimenticherò mai diceva più o meno questo: "prima di far cavalcare l'asino il bambino gli deve accarezzare il muso"
Sono sicuro di essere riuscito a trasmettere che l'asino non è un giocattolo.


Inserito da : ragliaconnoi il 30-01-2010 alle ore 12:05:55

Testo del commento :

"Andremo alla fiera di Godega per nostro divertimento, non per averne un utile..."

Anch'io ho sempre portato le mie asine alle fiere per divertimento e soddisfazione personale,senza avere "un'utile" ma tanti ringraziamenti e congratulazioni,che non costano niente.
Viceversa il mondo dei "professionisti" non si sposta se non intravede l'utile e i ringraziamenti non bastano.
L'amore e la passione che io provo per gli asini è uguale a quello che provano i "professionisti"?
O forse noi siamo i veri "professionisti dell'amore e della diffusione della conoscenza"?
Forse noi abbiamo seminato "amore e conoscenza" e i frutti li raccolgono mani...meno amorose.
Quindi,quando un "professionista asinaro" si rivolge a noi,dovrebbe togliersi il cappello e ringraziare.



Inserito da : rasti il 30-01-2010 alle ore 12:35:26

Testo del commento :

penso che i "professionisti"corrano un rischio cioe' quello di stancarsi e di non poter piu' godere di quelle piccole piccole emozioni che ti danno l'entusiasmo e l'amore incondizionato ...
ciao ciao


Inserito da : burro60 il 30-01-2010 alle ore 12:53:08

Testo del commento :

Ripeto una volta per tutte che secondo me è proprio dalla collaborazione tra professionisti ed amatori che può e deve nascere qualcosa di sempre più serio che sia ingrado di trasmettere all'opinione pubblica le potenzialità e la magia che questi animali sono in grado di regalarci tutti i giorni.

Ho ripreso questa frase scritta da ostello dei balocchi perchè mi aveva colpita: questa collaborazione porta sì ai risultati sopra descritti ma sono diverse le motivazioni che spingono i professionisti e gli amatori in questo impegno.


Inserito da : ragliaconnoi il 30-01-2010 alle ore 13:53:51

Testo del commento :

Esatto Burro,le motivazioni sono molto diverse.
Chi organizza eventi,chi li gestisce(quasi mai un asinaro),chi ha in mano il famigerato "badget" ha bisogno degli amatori che,come già detto,si accontentano di un "Grazie,bravo,complimenti".
Poi ci sono le eccezioni dove l'amatore riesce a trarre un profitto per sopperire alle spese e allora,se sono a scarsità di asini presenti,ti allungano il costo del trasporto.
O.T. Quello che concordai per " RaglioDays" lo devo ancora vedere,per fortuna mangio lo stesso.
Se "le potenzialità e la magia che questi animali sono in grado di regalarci tutti i giorni." non si divulgano,la gente che sceglierà di fare le vacanze "a dorso d'asino" non aumenterà,il nocciolo è questo.





Inserito da : sceccupensu il 30-01-2010 alle ore 16:46:18

Testo del commento :

Forse sta nascendo un equivoco. Non si tratta di collaborazione tra professionisti ed amatori, questa è semplice e gratuita. La collaborazione tra "professionisti" e "dilettanti" (che pur di mestiere fanno anche gli asinari), non è semplice nè possibile, nè gratuita. Perchè si parla di collaborazione? Chi la chiede? Si tratta di entità diverse a partire dai principi.
Non è scontato che chiunque abbia a che fare con gli asini sia un mio "fratello" o "compagno" o "collega"


Inserito da : junior06 il 30-01-2010 alle ore 17:29:15

Testo del commento :

Buon giorno, purtroppo non conosco l'autore di questo articolo, che mi trova completamente d'accordo.
Gradirei poter scambiare altre parole per dire che non è opportuno generalizzare e semmai esplicitare chi e cosa si è comportato in questo modo. Personalmente da 5 anni me ne sento dire addosso di tutti i colori e leggere questo redazionale mi ha rasserenato e convinto ancora di più della scelta e della strada intrapresa.
Eppure nonostante questo, TV, ASL, e quant'altro sempre alla ribalta, una grandissima presa per in giro. Chissà quando questo sarà possibile dirlo in presenza di molti asinari professionisti, dilettanti, professionali?
Sono vicino al Tuo pensiero, non molto con quelo di Stefano, proprio mi ha insegnato di non mollare mai.
Forse hai perseverato con vicinanze non sempre affidabili, questo capita, ma, credimi c'è sempre modo e tempo per rimediare.


Inserito da : junior06 il 30-01-2010 alle ore 17:33:19

Testo del commento :

Aggiungo che in occasione di una riunione di un coordinamento di cui facevo parte, all'epoca le riunioni si facevano dalle parti del centro Italia, mi sono sentito dire da un esponente di grido: "in questa associazione vogliamo solo professionisti non dilettanti".
Ovviamente il soggetto si riferiva alle fregature, pertanto ho deciso di allontanarmi da quei pensieri.


Inserito da : junior06 il 30-01-2010 alle ore 17:34:26

Testo del commento :

Ciao Stefano, ma dove vivevate?
Ti sei perduto tra le nebbie del bolognese?


Inserito da : junior06 il 30-01-2010 alle ore 17:36:21

Testo del commento :

Stefano perchè non venite a trovarci, Maria e Tu?
Anzi, fai venire solo Maria, che per te ci sentiamo con Skaip!


Inserito da : junior06 il 30-01-2010 alle ore 17:38:29

Testo del commento :

A proposito, ho una mera curiosità da soddisfare, che fine ha fatto il consorzio Allevasini?

Inserito da : ragliaconnoi il 30-01-2010 alle ore 17:54:49

Testo del commento :

Bhè,iscritti al sito ci sono persone "vicine" al consorzio,chiedilo a loro,ma non ti risponderanno...stiamo parlando di cose che pochi conoscono,diventiamo noiosi e andiamo fuori tema.
Scusa ma quando mai io e te ci siamo sentiti con scaif...telefona che mi trovi sempre...ciao ...cavatappi!!


Inserito da : ragliaconnoi il 30-01-2010 alle ore 17:57:22

Testo del commento :

Anzi,sai cosa faccio??
Vengo a Godega(senza asini) perchè devo mandare affan... una persona..forse più di una.(Tu sei tra gli organizzatori no??)
P.S. Io non mollo,anzi,quando sento odore di merda devo vedere da dove viene.
Che bello non avere padroni!!!


Inserito da : elcholo il 30-01-2010 alle ore 18:10:32

Testo del commento :

Raccogliamo le idee prima di scrivere non facciamo più commenti di fila, alla fine si perde il filo del discorso.
Capisco la veemenza di postare ma per chi legge risulta faticoso.
Poi la pagina diventa lunghissima e ci si perde.


Inserito da : ragliaconnoi il 30-01-2010 alle ore 18:24:47

Testo del commento :

Capoooo...calma,non rompere sempre dopo un mio intervento...ok???


Inserito da : vale il 30-01-2010 alle ore 19:20:00

Testo del commento :

sarei curiosa di sapere quali sono le procedure per consorziarsi, cosa viene richiesto, se ha un costo e in caso a quanto ammonta.

insomma, vorrei sapere in base a cosa si può avere il certificato di "professionista" doc.

e in caso, mi verrebbero garantiti dei "pacchetti"?

nei charter nautici funziona così, si vendono e comprano pacchetti affidandosi alle agenzie, solo che nei periodi morti le barche vanno in rimessaggio e non c'è da spalare letame e caricare fieno!


Inserito da : junior06 il 30-01-2010 alle ore 23:01:18

Testo del commento :

Caro Stefano , per l'ennesima volta non hai saputo cogliere l'ironia, errore mio a non comunicare bene.
Non ci siamo mai sentiti con Skype era una battuta. Ricordo qualche tempo fa che si riusciva a scherzare e ridere insieme. Era per stemperare gli animi, ma, non capiterà più, ho colto nuovamente acredine gratuita,
anche perchè ti sbagli nuovamente noi non siamo gli organizzatori.
Tutto qui, mi spiace che Tu sia così deluso, non ne conosco le cause, prima di parlare però credo sia necessario nonchè opportuno conoscere bene gli argomenti e come vanno le cose. Grazie per avermi ospitato in un forum, in cui non entrerò più. Alla faccia della serenità.


Inserito da : vale il 30-01-2010 alle ore 23:26:54

Testo del commento :

spiace che junior06 sia entrato come se fosse una chat per suoi problemi inter-personali senza minimamente considerare domande che sono state poste, vabbè, pare che per alcuni raglio.com sia solo un cagatoio pubblico.
scusa elcholo per le parolacce ma quando ce vò.
sarebbe stato secondo me buon gusto non fare commenti sull'articolo, questa si chiama adulazione da facce di gomma, o panegirici da politici, che è lo stesso.
qui c'è un sacco di gente mai vista che entra a gamba tesa, spara sentenze, e poi sbatte la porta pure risentita.
alla faccia del confronto!!!!!
sogno asini meno illuminati e più rispettati.
più poesia e meno "professionismo".


Inserito da : elcholo il 30-01-2010 alle ore 23:40:14

Testo del commento :

Ho già inviato un messaggio privato a junior06 per evitare polemiche e sottolineare alcuni aspetti di Raglio.com


Inserito da : ragliaconnoi il 31-01-2010 alle ore 02:22:12

Testo del commento :

Spiegami tu,visto che io non sò,come vanno le cose.


Inserito da : junior06 il 31-01-2010 alle ore 09:58:24

Testo del commento :

Non so chi sia e neanche mi interessa approfondire la conoscenza del nickname Vale, il Suo modo di rivolgersi si palesa da solo, il fatto è che mi sono riavvicinato ad alcuni luoghi in cui credevo si volesse costruire qualche cosa, ma, è un mero miraggio. Credo di non aver offeso nessuno e se il risentimento è così ampio e scurrile suggerisco di farlo con altri. Per anni ho personalmente subito parole e atteggiamenti a dir poco offensivi senza saperne il motivo.
Non sarà una chat, ma, credo rileggendo di aver posto una domanda senza uscire dai binari e dando la mia personale opinione su argomenti che condivido. Mi sono permesso di inserirmi perchè avevo tempo a disposizione, poi non devo spiegazioni a nessuno. Sapete tutto Voi quindi è superfluo aggiungere ognicosa. Complimenti e auguri per le vostre attitudini asinine.
Grazie.


Inserito da : ragliaconnoi il 31-01-2010 alle ore 02:28:00

Testo del commento :

Come mai Junior arrivi solo adesso su Raglio.com ??

Inserito da : junior06 il 31-01-2010 alle ore 10:01:46

Testo del commento :

Ah! Dimenticavo, informatevi sulle aziende che lavorano con gli asini dal nord al sud, capirete le differenze, cooperative sociali, profesionisti, imprese commerciali, chiedetevi questo e cercate sulla rete le diversità, comincerete a capire meglio chi fa e che cosa.
Il presidente di una cooperativa sociale.


Inserito da : burro60 il 31-01-2010 alle ore 15:16:45

Testo del commento :

Negli ultimi tempi vedo e mi viene riferito che in tv, sui giornali nelle varie pubblicità ecc. la presenza dell'asino è frequentissima. Mi chiedo se tutto questo fa bene all'asino.
Alcuni anni fa c'è stata la moda del cavallo da sella per passeggiate, arrivavano a Bari migliaia di cavalli argentini, tutti volevano fare i cow boy, molti di quei cavalli sono finiti chi appena sbarcato chi dopo qualche mese nei macelli, la moda è passata e si sono arricchiti i commercianti, i pochi appassionati che con professionalità hanno messo su maneggi hanno quasi tutti chiuso. Ancora una volta i soldi li hanno intascati quelli che senza scrupolo compravano i cavalli in primavera li affittavano durante l'estate per poi disfarsene a fine stagione.
Non c'è il rischio che questo accada anche con l'asino?
So già, qui dalle mie parti, di qualcuno che si sta preparando come professionista, con tanto di attestato,per mettere su l'impresa da asinaro. (Non ha mai visto un asino) E' un'occasione da non lasciarsi scappare, arriveranno i contributi e poi nella regione Molise non esiste ancora nessun centro di questo tipo. Bene questo prenderà i soldi, che impiegherà per costruire una struttura, che potrà essere sempre usata per qualcos'altro, acquisterà 4 asini che utilizzerà nel centro commerciale per far fare "giretti" ai bambini mentre i genitori sarrano indaffarati a guardare le vetrine (acquisti? ma con quali soldi) a fine stagione rivenderà gli asini (costa molto di più tenerseli)
Sulla locandina pubblicitaria di questo signore saranno decantate le qualità e le doti dell'asino ecc. ecc.
Io ho tre asini ed una cavalla (che fra non molto si metterà a ragliare) ho avuto la possibilità e la gioia di far trascorre dei momenti bellissimi e magici a dei bambini insieme ai loro genitori, inutile dire che gli asini non sono stati per nulla stressati, anzi hanno apprezzato molto la compagnia umana. Se non sono un professionista con tanto di attestato ed iscritto a qualche associazione e/o coordinamento potrò trascorre ancora qualche giornata gioiosa con i miei asinelli ed i miei amici, organizzando dei giochi e delle passeggiate? O sarò un "abusivo"?



Inserito da : junior06 il 31-01-2010 alle ore 18:28:06

Testo del commento :

Bene, burro60, hai proprio ragione, questa è la paura di molti. Da anni, coltiviamo la paura che alcune brutte abitudini in uso dagli ambienti dei cavalli possano essere trasferite anche in quello degli asini. I motivi sono da ricercare nelle false illusioni create da qualcuno.
Siamo ancora in tempo per riportare ad uno status più consono al pensiero degli Orecchielunghe.
Spesso ci arrivano email di persone che iniziano il discorso in questo modo:
..sono tizio ho a disposizione un pezzo di terreno (quanto?) mi piacerebbe allevare asini, come si fa per avere i contributi?
Ora davanti a questo alzo le mani e dico....bah!
Se il messaggio che arriva è questo vuol dire che in qualche modo abbiamo fallito.
Non trovi?


Inserito da : ragliaconnoi il 31-01-2010 alle ore 19:02:59

Testo del commento :

Giusto Junior,ma chi ha fallito? Gli allevatori da affezione,quelli come me che hanno fatto divulgazione ecc ecc... o i professionisti allo sbaraglio ??
Poco tempo fa,lo scrissi anche qui da qualche parte che la domanda giusta da fare sarebbe "vorrei prendere un asino,cosa mi aspetta? Cosa devo e non devo fare?"


Inserito da : junior06 il 31-01-2010 alle ore 22:46:46

Testo del commento :

Semplicemente d'accordo; purtroppo la mia risposta è un pò tutti noi per motivazioni e responsabilità diverse.
Dovremmo cercare di lasciare perdere le nostre varie velleità personali e dimostrare alle persone che si avvicinano agli asini e di conseguenza a noi, quanto siano importanti questi animali.
Sarà un pensiero utopico, ma, credo sia la giusta strada per riordinare un pò le cose.
A.D. poteva essere un luogo per fare questo, altri eventi potranno esserlo, ne abbiamo voglia?.


Inserito da : junior06 il 31-01-2010 alle ore 22:58:05

Testo del commento :

crediamo di essere più bravi degli altri, lo dissi anche pubblicamente ad un paio di persone di un coordinamento qualche tempo fa; i cuori pelosi, insomma tutta una serie di cose che poco centrano con l'asino.
Vieni a trovarci ad Asti, volentieri ci scambieremo opinioni e punti di vista.
Il corso a Gombola lo fai ancora?


Inserito da : junior06 il 31-01-2010 alle ore 22:59:38

Testo del commento :

..ah dimenticavo cosa intendi per professionisti allo sbaraglio?
Sono curioso di conoscere l'ostrakon.


Inserito da : ragliaconnoi il 01-02-2010 alle ore 10:31:00

Testo del commento :

Professionisti allo sbaraglio = Professionisti che si buttano nella mischia,che potrebbero vendere aspirapolveri o coltelli tagliatutto,che poco hanno a che vedere per l'amore per l'asino,affaristi,
"insomma tutta una serie di cose che poco centrano con l'asino." Hai capito benissimo perchè me lo chiedi?
Sì ho collaborato anche quest'anno,anche questa è una cosa che già sapevi,perchè me lo chiedi?Non crederai che la mia collaborazione in quell'occasiane sia un segreto,era nel forum di A.D. anche il programma.
Prima che tu me lo chieda ti dico anche che ho collaborato,partecipato,pubblicizzato e sostenuto AsinoDays e sarei felicissimo se si ripetesse nello stesso luogo.


Inserito da : junior06 il 01-02-2010 alle ore 16:30:26

Testo del commento :

Stefano, dimmi come faccio a saperlo?
Vado a intuizione.
Sono d'accordo con Te.
Non capisco perchè te la prendi, mi hanno insegnato che "chiedere è lecito, rispondere è cortesia".
Il sottoscritto qualche proposta l'ha già fatta, dimmi cosa ne pensi.


Inserito da : ragliaconnoi il 01-02-2010 alle ore 18:02:52

Testo del commento :

Dai..mi conosci abbastanza bene,sai che non me la prendo mai,generalmente me la danno!!
(siamo pari con "cita\zione".


Inserito da : junior06 il 01-02-2010 alle ore 19:34:53

Testo del commento :

Ciao Stefano, qui non è il mio posto.
Ho cercato di riavvicinarmi ma ho capito che è meglio proseguire nella strada che abbiamo intrapreso.
Spero di rivederti

Saluzzo e Mondovì


Inserito da : elcholo il 01-02-2010 alle ore 19:41:45

Testo del commento :

Mi dispiace molto della tua scelta
Ma non capisco perchè non vuoi condividere le tue esperienze con gli altri 998 iscritti a Raglio.com
Un saluto


Inserito da : vale il 01-02-2010 alle ore 21:06:37

Testo del commento :

sarà, ma a me, baby juonior, della tua scelta non me ne può fregare di meno, anzi, mi auguro che tu vada davvero a dare contributi generosi altrove. se questi sono i contributi da offrire, assolutamene ad personam (conti in sospeso poco interessanti per il popolo bue, cioè noi) ti auguro folle festanti in luoghi degni tella tua sapienza.
è un po' che saluti, pare che nessuno si stia stracciando le vesti per farti cambiare idea!

people are strange....

http://www.youtube.com/watch?v=K3CHi_9sxj0&feature=player_embedded



Inserito da : ragliaconnoi il 01-02-2010 alle ore 21:22:07

Testo del commento :

Ciao Junior,sono molto dispiaciuto perchè le tue domande mi avrebbero dato l'occasione di parlare ancora di "professionismo e dilettantismo".
Peccato davvero sarebbe stato interessante continuare,tu la "storia dell'asino" la conosci,forse conosci meno i personaggi.
Condivido la tua scelta,questo non è il tuo posto.


Inserito da : vale il 01-02-2010 alle ore 21:25:55

Testo del commento :

poi junior...se vuoi elargire a questo popolino di donkey lovers....non dico perle...ma almeno qualche caccola di saggezza....mi faccio crescere le orecchie e ascolto.
altri l'hanno fatto, quotidianamente, con immensa umiltà.
magari sono dei poveri scemi, ma delle loro perle ne ho fatto collane preziose....


Inserito da : ragliaconnoi il 01-02-2010 alle ore 22:02:29

Testo del commento :

Tornando al nostro dibattito sul professionismo,come è possibile che almeno 4 marchi siano riconducibili alle stesse persone?
Si tratta di "monopolio" o di cosa?
Amore o affari??
A cosa servono quattro\4 marchi se non ha monopilizzare il mondo asinaro,il mondo asinaro siamo noi,siamo noi quelli che si alzano al mattino e la prima cosa che fanno è vedere come stanno gli asini,siamo noi e solo noi che i nostri animali e basta!!!!
Siamo noi che salviamo,per quel che possiamo,gli asini maschi dal macello.
Gli Asinari siamo noiiiiii!!!!


Inserito da : burro60 il 01-02-2010 alle ore 22:23:41

Testo del commento :

l'uscita di junior non l'ho capita, si stava dialogando abbastanza serenamente e qualcosa incominciavo a capire anch'io. Andiamo avanti.

Inserito da : pantagruele il 01-02-2010 alle ore 22:43:21

Testo del commento :

Mi sono letto tutto!!

Cercando di scremare i commenti di Junior06 che mi ricorda il personaggio di una vecchia barzelletta.
Quella del tipo che sapeva ballare solo il valzer e quando l'orchestra attacca una polka, non si scompon ee continua con il valzer, un orchestrale pensa bene di farglielo notare e quello stizzito "Te suona pure quello che vuoi, che io ballo quel che mi pare".

Per il resto, ogni volta che leggo i tuoi post, Sceccu, ho l'impressione che parliamo lingue diverse.
Faccio veramente fatica a seguirti.
Probabilmente è un mio limite.

Vediamo se stavolta ho capito: le tue conclusioni sarebbero che sarebbe meglio smetterla con promozioni, incentivi etc., che possono portare all'impianto di aziende che non possono stare in piedi da sole o all'abbandono di soggetti da parte di privati un po' irresponsabili e vittime delle mode?
Fammi sapere se stavolta ho capito bene perchè dopo più di 40 interventi anche fuori tema non ne sono tanto sicuro.


Inserito da : sceccupensu il 02-02-2010 alle ore 05:31:35

Testo del commento :

Il maltempo a me toglie pure la comunicazione sia perché salta qualche ripetitore della compagnia telefonica, sia perché non mi mette nelle condizioni di avere un umore appropriato per poter interagire con gli altri, inoltre mi si complica la gestione degli asini e tutto il resto.
Per amore della comprensione supero gli ostacoli che sono alla mia portata e rimetto in piedi pure il ripetitore danneggiato …
Panta, se mi chiedi io rispondo.
La lingua potrebbe essere ritenuta la stessa, dopo l’unificazione anche io mastico un poco di frasario italico. Mi sembra che, superato Napoli, mi sono sempre fatto capire, forse la pronunzia ha tradito la provenienza ma l’impressione è stata che l’interlocutore capisse comunque. Mi hai messo qualche dubbio, a questo punto.
Il linguaggio è sicuramente diverso, così come diversi siamo io e te. Il tuo è certamente lineare e misurato il mio eccentrico e talvolta intemperante. Siamo agli antipodi nella comunicazione scritta. Probabilmente è un limite di entrambi ma sono fiducioso, credo che se limiti ci sono non siano insormontabili.
Mi permetto di pensare che forse davvero non hai capito, anche stavolta: non ci sono mie conclusioni, questo è il punto. Forse cercavi di capire cose che io non ho preteso di dire. In realtà anch’io sto cercando di capire come te e pressoché tutti gli altri. Forse sopravvaluti le mie capacità oppure mi sottovaluti pensando che io mi ritenga depositario di verità in tasca. Dubito sempre e quel che dico è frutto di ciò che mi capita di vedere e sentire o che mi succede di vivere direttamente sulla mia pelle. Certo, da questa angolazione sono mie verità che comunico immaginando che possano generare uno scambio di vedute. Non mi permetto di tirare conclusioni o perlomeno non mi spingo a formularle. Infatti non ho risposto alla domanda “e allora come si fa?” (Burro 60), non per superbia ma per il semplice motivo che non lo so o non lo so bene. Posso sapere cosa non si fa, questo comincio a capirlo.
“le promozioni, gli incentivi etc che possono portare all’impianto di aziende che non possono stare in piedi…” come tu hai riportato estrapolando il mio pensiero, non sono conclusioni ma è l’analisi o se vuoi la segnalazione che ho fatto. Non è la conclusione di un bel niente ma la denuncia di ciò che nella realtà è. Io e non soltanto io la vedo così perché la tocco con mano da quando sono possessore di asini, perché la vivo tutti i giorni da circa sette anni, perché ho imparato, malgrado me, a guardare dentro alle cose. Ho fatto questo, intervenire su un argomento che porta dentro innumerevoli aspetti di ciò che oggi vuol dire “allevare asini”. Se queste sono le conclusioni che pensi di non aver capito o che non ho espresso chiaramente, ebbene si, le confermo: l’asino è una bella esperienza umana di convivenza e di collaborazione che può essere intesa anche come mestiere e guadagno ma che, come succede sempre, è divenuto territorio di conquista di affari di ogni genere che toccano la politica (non quella della polis), l’economia ( non quella della distribuzione) e il malaffare (questo si, è nell’etimo). Confermo che la valorizzazione è una parola ormai ambigua, pericolosa e controproducente per l’asino stesso in quanto ciò che s’intende valorizzare è il valore di una merce inanimata in funzione di giovamenti umani avidi di prestigio, forza, autorità e ricchezza. L’animale-oggetto è umile ma nelle finalità di chi lo vuole strumentalizzare gravano molte prospettive spiacevoli. Confermo che l’amore che può rivolgersi a questo animale può rappresentare sentimenti diametralmente opposti a seconda di chi lo esterna collocandosi a sinistra o a destra del petto. Valorizzazione ed amore sono parole della lingua italiana che rivolte all’asino mi fanno pensare altro che il loro autentico significato e per questo ho difficoltà ad usarle ma ancora non ne ho trovate nuove in sostituzione. Per il momento, per distinguerle, sono portato ad associare a ciascuno l’attributo “professionale”. In questo caso se dico “valorizzazione professionale dell’asino” o “amore professionale dell’asino” so per certo che sto parlando di un’altra valorizzazione e di un altro amore.
Ciò che ho cercato di dire (con un lingua evidentemente diversa della tua ma questa tengo) è che esistono modi assai diversi fra loro nell’ avvicinamento al pianeta-asino compreso il mestiere che se ne vorrebbe fare. È abbastanza ovvio ciò che dico e che mi hai invitato a ribadire ma penso che si possa applicare ad ogni cosa che riguarda le attività, le passioni e i bisogni umani: l’approccio con qualsiasi animale ed essere vivente e con la natura in generale muta da individuo ad individuo, ed anche l’interesse e le aspettative assumono connotati diametralmente opposti da persona e persona.
Ho espresso il mio punto di vista, portando anche esempi eloquenti, le conclusioni ognuno se le tira fuori da sé, liberi di esprimerle come sa o può fare.
Certo che sarebbe meglio di “smetterla” con incentivi, promozioni, luminarie, sagre e fiere campionarie. Si, questo è il mio pensare da sceccu. Ma a scanso di equivoci, non promuovo per contro l’ideologia del “poverismo”, non sostengo che gli “asinari buoni” sono necessariamente quelli che hanno un bilancio aziendale in rosso ma semmai che il “professionismo” con i suoi diktat, dogane e corsie preferenziali, comporta l’esistenza di asinari che stanno dall’altra parte della sponda del fiume. Queste forse sono conclusioni? Può essere.


Inserito da : pantagruele il 02-02-2010 alle ore 08:10:45

Testo del commento :

Sceccu, mi hai messo di nuovo in difficoltà:(
Sarà perchè io tendo a esprimermi in modo lineare.
Ho deciso di usare un "trucco" che mi è venuto utile per affrontare testi di scuola un po' ostici.
Cercare di tradurli con un modo di esprimermi più vicino al mio, frase per frase, paragrafo per paragrafo, sforbiciando i concetti non fondamentali e le divagazioni del testo.
Dimmi tu se la traduzione (quella tra virgolette)può andare:


Il maltempo a me toglie pure la comunicazione sia perché salta qualche ripetitore della compagnia telefonica, sia perché non mi mette nelle condizioni di avere un umore appropriato per poter interagire con gli altri, inoltre mi si complica la gestione degli asini e tutto il resto.
Per amore della comprensione supero gli ostacoli che sono alla mia portata e rimetto in piedi pure il ripetitore danneggiato …
Panta, se mi chiedi io rispondo.
La lingua potrebbe essere ritenuta la stessa, dopo l’unificazione anche io mastico un poco di frasario italico. Mi sembra che, superato Napoli, mi sono sempre fatto capire, forse la pronunzia ha tradito la provenienza ma l’impressione è stata che l’interlocutore capisse comunque.

"Oh, polentone! Io parlo italiano come te! Chetticredi che siamo Africa qua!?"


Mi hai messo qualche dubbio, a questo punto.
Il linguaggio è sicuramente diverso, così come diversi siamo io e te. Il tuo è certamente lineare e misurato il mio eccentrico e talvolta intemperante. Siamo agli antipodi nella comunicazione scritta. Probabilmente è un limite di entrambi ma sono fiducioso, credo che se limiti ci sono non siano insormontabili.

"Mica tutti sono terra-terra come te.
Sveglia!"


Mi permetto di pensare che forse davvero non hai capito, anche stavolta:

"Ma sei de' coccio!"
(vabbeh, fin qui era autoironia, ora ridivento serio)

non ci sono mie conclusioni, questo è il punto. Forse cercavi di capire cose che io non ho preteso di dire. In realtà anch’io sto cercando di capire come te e pressoché tutti gli altri. Forse sopravvaluti le mie capacità oppure mi sottovaluti pensando che io mi ritenga depositario di verità in tasca. Dubito sempre e quel che dico è frutto di ciò che mi capita di vedere e sentire o che mi succede di vivere direttamente sulla mia pelle.

"Non ho convinzioni ma opinioni dettate da esperienze personali."

Certo, da questa angolazione sono mie verità che comunico immaginando che possano generare uno scambio di vedute. Non mi permetto di tirare conclusioni o perlomeno non mi spingo a formularle. Infatti non ho risposto alla domanda “e allora come si fa?” (Burro 60), non per superbia ma per il semplice motivo che non lo so o non lo so bene. Posso sapere cosa non si fa, questo comincio a capirlo.

"Che desidero condividere.
Con umiltà.
Non so cosa fare, mi sto solo facendo un'idea di cosa non si dovrebbe fare."

le promozioni, gli incentivi etc che possono portare all’impianto di aziende che non possono stare in piedi…come tu hai riportato estrapolando il mio pensiero, non sono conclusioni ma è l’analisi o se vuoi la segnalazione che ho fatto. Non è la conclusione di un bel niente ma la denuncia di ciò che nella realtà è. Io e non soltanto io la vedo così perché la tocco con mano da quando sono possessore di asini, perché la vivo tutti i giorni da circa sette anni, perché ho imparato, malgrado me, a guardare dentro alle cose.

"Quelle che tu chiami conclusioni sono osservazioni della realtà, semmai punti di partenza."


Ho fatto questo, intervenire su un argomento che porta dentro innumerevoli aspetti di ciò che oggi vuol dire allevare asini. Se queste sono le conclusioni che pensi di non aver capito o che non ho espresso chiaramente, ebbene si, le confermo: l’asino è una bella esperienza umana di convivenza e di collaborazione che può essere intesa anche come mestiere e guadagno ma che, come succede sempre, è divenuto territorio di conquista di affari di ogni genere che toccano la politica (non quella della polis), l’economia ( non quella della distribuzione) e il malaffare (questo si, è nell’etimo).

"l’asino è una bella esperienza umana di convivenza e di collaborazione che può essere intesa anche come mestiere e guadagno ma che, come succede sempre, è divenuto territorio di conquista di affari di ogni genere che toccano la politica (non quella della polis), l’economia ( non quella della distribuzione) e il malaffare (questo si, è nell’etimo). "


Confermo che la valorizzazione è una parola ormai ambigua, pericolosa e controproducente per l’asino stesso in quanto ciò che s’intende valorizzare è il valore di una merce inanimata in funzione di giovamenti umani avidi di prestigio, forza, autorità e ricchezza. L’animale-oggetto è umile ma nelle finalità di chi lo vuole strumentalizzare gravano molte prospettive spiacevoli. Confermo che l’amore che può rivolgersi a questo animale può rappresentare sentimenti diametralmente opposti a seconda di chi lo esterna collocandosi a sinistra o a destra del petto. Valorizzazione ed amore sono parole della lingua italiana che rivolte all’asino mi fanno pensare altro che il loro autentico significato e per questo ho difficoltà ad usarle ma ancora non ne ho trovate nuove in sostituzione. Per il momento, per distinguerle, sono portato ad associare a ciascuno l’attributo “professionale”. In questo caso se dico “valorizzazione professionale dell’asino” o “amore professionale dell’asino” so per certo che sto parlando di un’altra valorizzazione e di un altro amore.
Ciò che ho cercato di dire (con un lingua evidentemente diversa della tua ma questa tengo) è che esistono modi assai diversi fra loro nell’ avvicinamento al pianeta-asino compreso il mestiere che se ne vorrebbe fare. È abbastanza ovvio ciò che dico e che mi hai invitato a ribadire ma penso che si possa applicare ad ogni cosa che riguarda le attività, le passioni e i bisogni umani: l’approccio con qualsiasi animale ed essere vivente e con la natura in generale muta da individuo ad individuo, ed anche l’interesse e le aspettative assumono connotati diametralmente opposti da persona e persona.
Ho espresso il mio punto di vista, portando anche esempi eloquenti, le conclusioni ognuno se le tira fuori da sé, liberi di esprimerle come sa o può fare.

"L'asino, per me, non è un oggetto, nè una merce, è un essere vivente e sensibile.
Ridurlo a una semplice variabile economica di un processo produttivo va contro il mio sentire."



Certo che sarebbe meglio di “smetterla” con incentivi, promozioni, luminarie, sagre e fiere campionarie. Si, questo è il mio pensare da sceccu.

"Ora che il pericolo di estinzione sembra superato sarebbe meglio smetterla con incentivi, promozioni, sagre e fiere "

Ma a scanso di equivoci, non promuovo per contro l’ideologia del “poverismo”, non sostengo che gli “asinari buoni” sono necessariamente quelli che hanno un bilancio aziendale in rosso ma semmai che il “professionismo” con i suoi diktat, dogane e corsie preferenziali, comporta l’esistenza di asinari che stanno dall’altra parte della sponda del fiume. Queste forse sono conclusioni? Può essere.

"!???! Questa l'ho trovata un po' ostica da tradurre, forse sottintende informazioni di cui non dispongo."

Riepilogando, tolte sfumature, incisi, divagazioni, sottintesi, riaffermazioni di cose ovvie (come le dfinisci tu, non io), e boiate mie, mi rimane, alla portata della mia comprensione, il seguente testo:

Non ho convinzioni ma opinioni dettate da esperienze personali.
Che desidero condividere.
Con umiltà.
Non so cosa fare, mi sto solo facendo un'idea di cosa non si dovrebbe fare.
Quelle che tu chiami conclusioni sono osservazioni della realtà, semmai punti di partenza.
l’asino è una bella esperienza umana di convivenza e di collaborazione che può essere intesa anche come mestiere e guadagno ma che, come succede sempre, è divenuto territorio di conquista di affari di ogni genere che toccano la politica (non quella della polis), l’economia ( non quella della distribuzione) e il malaffare (questo si, è nell’etimo).
L'asino, per me, non è un oggetto, nè una merce, è un essere vivente e sensibile.
Ridurlo a una semplice variabile economica di un processo produttivo va contro il mio sentire.
Ora che il pericolo di estinzione è superato, sono convinto sia meglio smetterla con incentivi, promozioni, sagre e fiere.

Ci sono andato vicino oppure non ho capito niente come al solito?


Inserito da : ragliaconnoi il 02-02-2010 alle ore 12:48:03

Testo del commento :

Io so quello che possiamo e dobbiamo fare,non dobbiamo litigare tra noi.
In tutta questa babele di pubblicità,di "marchi di fabbrica" che vanno e vengono,di "repubbliche asinare" di "consorzi e coordinamenti" noi dobbiamo e possiamo far sì che Raglio.com non si faccia imbrigliare,che possa continuare a ragliare libero senza compromessi,che non diventi mai un'associazione,che non abbia mai bisogno della politica e dei suoi favori,che rimanga un punto di incontro per tutti quelli che mettono la foto del loro asino e dicono "il mio asinello ha fatto la cacca" (cit.Ostello),che non ceda mai agli ultimatum e alle minacce di "cancellazione" ,che possa fare il suo bel "raduno annuale" senza l'aiuto di organizzatori titolati che nulla hanno da spartire con gli asini,che possa avere sempre le porte bene aperte,sia per entrare che per uscire.
Spero che molti che leggono rompano gli indugi e scrivano senza timore.Alcuni forum aprono,altri chiudono,noi siamo ancora qui esattamente come tre anni fà,ma siamo molti di più.


Inserito da : junior06 il 02-02-2010 alle ore 13:04:14

Testo del commento :

Signora Principessa Vale, credo che le Tue parole siano esemplificative dell'educazione che insegni.
Visto che sai tutto Tu e magari per Te Doors significa porte magari aperte in tutti i sensi! E' inutile parlare o cercare di comunicare, se organizzi dei corsi dimmelo che ho un mare di persone che verrebbero ad ascoltarti per imparare l'educazione prima di imparare a conoscere l'asino.
Come si direbbe nei fumetti di Topolino e dell'uomo Ragno, Sob!


Inserito da : junior06 il 02-02-2010 alle ore 13:05:32

Testo del commento :

Stefano, ricordati che il marchio collettivo se cerchi su Google ti spiega bene, cos'è. Prima di parlare informati, te l'ho già detto più volte. Buon viaggio

Inserito da : vale il 02-02-2010 alle ore 13:16:53

Testo del commento :

ragliaconnoi, sottoscrivo il tuo ultimo messaggio.
junior, se proprio devo essere sincera io sono contraria ai corsi. credo nell'amicizia, nella condivisione, nel tramandarsi le esperienze gratis, credo che sia il modo più sincero per stare insieme ed imparare l'uno dall'altro, e non solo di asini.
questo spesso succede vicendevolmente tra molti iscritti a questa community, e non solo virtualmente. semplice generosità d'animo.


Inserito da : vale il 02-02-2010 alle ore 13:28:12

Testo del commento :

ps la canzone dei doors non era un invito a prendere la porta, quanto una riflessione sul concetto di "straniero".
di chi è fuori da gruppi, consorzi, coordinamenti, albi "professionali"...
credo che da oggi sia ancora più straniero ed estraneo!


Inserito da : vale il 02-02-2010 alle ore 13:33:12

Testo del commento :

dimenticavo, ad ora nessuna risposta alla mia domanda:

"sarei curiosa di sapere quali sono le procedure per consorziarsi, cosa viene richiesto, se ha un costo e in caso a quanto ammonta."

semplice curiosità.


Inserito da : cacaone il 02-02-2010 alle ore 13:49:17

Testo del commento :

x raglia
la frase di ostello "il mio asinello ha fatto la cacca" mi aveva colpito.
ci ero rimasto male.
mi sono detto, poverino me.
che "figura de ciculatè" io che parlo sempre della mia lolita libero tranquillo mi sono sentito un pistola.
ora che la rispolveri, mi fa' venire in mente la ragione per la quale in questo dibattito "del professionismo"non ero intervenuto, semplice, non sono all'altezza in quanto non ne so' proprio niente.
pero' seguo con attenzione, come sempre ed imparo.
poi qualcun'altro( non ricordo chi) aveva scritto che ,nel caso dei "litigi" molti intervengono ma in questo no.
beh, ma quando uno rompe,rompe.
oh no?
inoltre raglia anch'io come vale condivido in toto il tuo post.
ciao


Inserito da : ragliaconnoi il 02-02-2010 alle ore 14:53:31

Testo del commento :

"Stefano, ricordati che il marchio collettivo se cerchi su Google ti spiega bene, cos'è. Prima di parlare informati, te l'ho già detto più volte. Buon viaggio"

Risparmiati le provocazioni,l'argomento non sono i "marchi".
Ciao,io non parto,buon viaggio a te.


Inserito da : somariamente il 02-02-2010 alle ore 15:06:19

Testo del commento :

Ciao,sono sorpresa e delusa.Sorpresa perche' certa gente nonostante la grandezza di cui si fregia e' veramente indisponente e non capisco perche' sputi nel piatto in cui ha mangiato finora..perchè?

sorpresa anche per la posizione di Raglia che finalmente ho capito..sono d' accordo anche io e mi fa impressione anche pensando a quanto conosca le persone e l'ambiente asinaro di cui parla e perchè ne ha visto tutta la sua evoluzione...

Delusa per la fine di certe premesse per anni costruite e ora trionfanti nella strumentalizzazione di persone e asini che hanno messo il cuore.
La moda dell'asino e' stata sapientemente creata dai professionisti del mercato asinaro,che
hanno lavorato bene alla base con corsi e corsetti,libri e libretti,coinvolgendo gli appassionati che mettevano il cuore a gratis e altrettanto bene con i media .
Pochi hanno aperto la strada a tutti..e ora che c'e' l'ondata di neofiti e per non esserne travolti (perche' l'allievo puo' superare il maestro) e' meglio saltare su una barca piu' bella magari con un capitano in poppa con la bandiera crociata..e sulla barca chiamare le specie migliori..(anche i due liocorni purche' paghino).

Sono scelte..una virata al soldo..al prestigio =:-((

Io sto qui..a pensare che l'asino sia un animale di territorio non un animale-giostra ,legato al suo pascolo e a un suo ambiente che sta sparendo da politiche di distruzione .L'asino continuo a pensarlo un animale con un uomo in via di estinzione,almeno l' Uomo che intendo io.



(Che venga strumentalizzato asinoday alla fiera preelettorale di cudega mi ha fatto vomitare.Perche',e' cosi', io voglio delle cose e altri ne vogliono altre ma propongo di aggiungere nuove categorie: asinari professionisti commercianti e soprattutto asini professionisti ..ci sara' un coordinamento anche per loro?)



mi unisco:
dimenticavo, ad ora nessuna risposta alla mia domanda:

"sarei curiosa di sapere quali sono le procedure per consorziarsi, cosa viene richiesto, se ha un costo e in caso a quanto ammonta."

semplice sacrosanta curiosità.

m


Inserito da : sceccupensu il 02-02-2010 alle ore 16:31:15

Testo del commento :

Per Elcholo: non so cosa ne pensi o come giudichi la sciocca questione che si sta aprendo fra Panta e me. Mi sembra che , rispetto al tema, si stia uscendo fuori. Se dobbiamo seguire una regola deve essere per tutti. Non l’ho originata io questa piega ma se mi si sfida, fino ad un certo punto, ci sto. Stavo cercando di capire Junior 60 ma Panta ha ritenuto più interessante soffermarsi su altro. Pazienza ma mi tocca la replica.
Per Panta: è evidente che ti sto sulle balle, forse a ragione, posso capirlo. Ai miei occhi stai avendo però una caduta di stile. Apprezzo più Ostello che su di te l’ha detto (che gli stai sulle balle) esplicitamente che la tua ironia forzata su di me. Si capisce, sai, che c’è qualcosa di personale che viene da lontano. Dovresti sputare il rospo, ti farebbe bene.
Se la vuoi mettere sul piano stilistico-letterario, può anche interessarmi ma sei consapevole anche tu che non è questa le sede. Vero? Se non avessi avuto questa sparata col tempo ti avrei detto pure io che ammiro il modo in cui ti esprimi, asciutto e lineare, sobrio, ironico e sarcastico ma dirtelo ora potrebbe sembrare un salamelecco per tenerti buono. Giammai! Se è quello che ti preme, fallo pure. Non temo la tua abilità nell’argomentare. Sono sincero, neppure te la invidio, preferisco la mia anche perché “ogni scarrafone è bello a mamma sua”. Un poco mi hai deluso, Panta. Uno come te, attento ed equilibrato che si lascia andare in una “competizione” di questo genere e in questa sede, denota insicurezza, rancore e caos emotivo. Così facendo dai a pensare che anche tu cerchi un riconoscimento di “primadonna” (tuo epiteto , rivolto al boss di Asinodays, da me peraltro condiviso). Potresti, visto che ci sei, rivolgerlo pure a me e forse è quello che vorresti fare, ma non attacca io non ho le fisique du role. Qui su raglia.com non ho pretese del genere, voglio solamente esprimere il mio raglio e lo faccio come so e sono. Se ti chiedi come mai sono così “ostico” (per te) non ci sono risposte oscure. È semplice sono così e così mi esprimo e così mi piaccio e poi forse dimentichi un particolare: sono sikano anch’io con spalmature di grecità e quest’ultimi, dovresti saperlo, erano avvezzi alla “tragedia”. Inevitabilmente sono un “tragiatore” cioè colui che per rappresentare un’ idea si appropria di tutti gli angoli e le fenditure del proprio sentire, anche dei paradossi, delle contraddizioni e delle digressioni. Ciò che scrivo non ti deve piacere né lo devi accettare, non te lo chiedo. Comprenderlo è invece decisamente alla tua portata.
Ti suggerisco di non replicare in questo spazio, per correttezza. Possiamo spostarci al bar se proprio ci tieni.
ps anch'io mi associo alla domanda di Vale


Inserito da : pantagruele il 02-02-2010 alle ore 18:32:50

Testo del commento :

Sceccu, sei fuori strada come un land rover, l'unica ironia che ho usato nel mio post era rivolta a me medesimo, il resto era serio (per evitare equivoci l'ho anche scritto).
Come faccio a intervenire su un tuo post, come hai sollecitato, se non riesco a intenderti?
Sto aspettando di sapere se, alla fine, ho capito i passi fondamentali di ciò che volevi esprimere.


Un'altra cosa che non capisco è perchè ogni volta che ti rivolgi a me devi sfoderare tanta ostilità, non è che mi stai scambiando per qualcun altro?
Ti posso assicurare che non mi stai sulle balle, al più mi incuriosisci.



Inserito da : elcholo il 02-02-2010 alle ore 19:49:12

Testo del commento :

Ragazzi non litighiamo
Mi dispiace che si siano accese delle diatribe personali.
Cerchiamo di superarle , magari continuando a scambiare opinioni e cercando di tollerarsi.
Vi ricordo che c'è sempre un posto giusto in Raglio.com per superare piccole crisi e per affrontare i propri malumori
Il bello e il brutto di Raglio.com , essere troppo vivi e desiderio di comunicazione.
Una cosa è certa , pensiamo sempre al buon senso , al rispetto del prossimo , cercando di non litigare.
Saccenza e presunzione non servono a nulla
Questo mio pensiero vale in generale per tutti gli ultimi interventi.
Rimaniamo uniti è importantissimo


Inserito da : vale il 02-02-2010 alle ore 21:57:27

Testo del commento :

"Io sto qui..a pensare che l'asino e' un animale di territorio non un animale-giostra ,legato al suo pascolo,a un suo ambiente che sta sparendo da politiche di distruzione .L'asino continuo a pensarlo un animale con un uomo in via di estinzione,almeno l' Uomo che intendo io."

somariamente, secondo me hai scritto una cosa molto bella e molto vera


Inserito da : sceccupensu il 02-02-2010 alle ore 22:15:35

Testo del commento :

Ah, e allora se è così… che sei forte Panta! Un perfetto equilibrista. Ma guarda un po’, era tutto vero e quella era autoironia. Ed io invece che l’avevo intesa diversamente… un land rover sono!

Ti chiedo scusa per l’equivoco. Ma che vado a pensare!
Mi rincuora che non ti sto sulle balle. Volevo che tu sapessi che non ti scambio per qualcun altro e ti posso assicurare che non ho affatto “sfoderato” ostilità. Sei tu che non mi hai capito (ma questa non è nuova per te), anche la mia era ironia ma assai più ermetica rispetto alla tua. Però anche tu un poco land rover lo sei, eh! Un poco però.

Si, te lo posso confermare che i passi fondamentali li hai proprio azzeccati; ad eccezione di “con umiltà” (terzo rigo), la tua “traduzione” è eccellente. Sto pensando che la prossima volta, prima di inviare un post, te lo mando, così rendi comprensibile i miei testi ostici, così oltre a facilitarti il tuo eventuale intervento, fai un’opera buona anche per gli altri. Semprecchè ne hai voglia e tempo, ci mancherebbe.

Ormai che mi hai inteso, se vuoi, puoi intervenire al mio post, sei il benvenuto.
Ah, ci tenevo a precisare che non ho “sollecitato” ad intervenire sul mio post ma sull’argomento in ballo, infatti, appena ho scoperto il forum (mi sembra: “è nato il…”) sono venuto io di là. Parlare intorno “al professionismo” lo si può fare procedendo in avanti e quello mi è sembrato consono come spunto.
Quando sono rientrato in Raglio, le mie intenzioni erano buone e a dire il vero nemmeno troppo impegnate. Adesso non è cambiato nulla. Quando cambierà qualcosa magari avviso prima.
saluti pittoreschi
da paesaggi africani grotteschi

ps non mi piace la tolleranza, io rispetto o non rispetto.
somariamente hai scritto una cosa molto bella, molto vera e molto comprensibile. Avrei voluto proseguire con il passo della discussione ma sono stato impegnato con le "ripetizioni"


Inserito da : cacaone il 02-02-2010 alle ore 22:32:33

Testo del commento :

x il boss
magari litigassero tutti cosi'.
dai boss che continuino pure e qui.
mi sembrano 2 libri stampati.
è un piacere leggerli.
qualche colpo di fioretto o scimitarra.
magari solo un po' di fiducia l'uno nell'altro, forse basterebbe, e si stimano pure!!
troppo bello.
ciao asinari






Inserito da : platero il 02-02-2010 alle ore 22:42:48

Testo del commento :

concordo con l'intervento di Raglia delle 12.48.03 e con parecchie altre sue affermazioni.

Inserito da : pantagruele il 03-02-2010 alle ore 07:57:36

Testo del commento :

Sceccu, grazie per la conferma, il "con umiltà" voleva tradurre "non con superbia", vorrà dire che a quest'esame mi devo contentare di un voto basso.
Ora che da testone qual sono, sono riuscito ad afferrare i fondamentali del discorso giro qui una domanda posta sul forum.
La discussione è partita originariamente, su un singolo settore, quello del trekking someggiato con accompagnatori.
La domanda è: di che numeri stiamo parlando?
tra menischi rotti, legamenti strappati e il peso dell'età e della vita sedentaria è un po' che non mi inerpico per l'appennino, ma non ho mai incontrato carovane di asini, semmai gruppi di escursionisti appiedati.


Inserito da : sceccupensu il 03-02-2010 alle ore 12:03:25

Testo del commento :

C'è voluto il cesareo perchè partorissi la lieta domanda.
Forse sei una "madre" che ha rifiutato fino all'ultimo che il "pargolo" venisse alla luce. Forse comprendo: è il "padre" ad essere indesiderato innanzitutto. Consideriamolo illegittimo, io sto sempre con la madre.
I numeri? giusto. Diamo i numeri! Ci vorrebbe un lavoro... chi lo fa? o è stato già fatto? Ma la domanda è: a quale pro? per valutare meglio il fenomeno economico e sapere quindi di cosa si parla?
Non credo che sia di capitale importanza in questo momento avere simili dati statistici. In realtà, potremmo partire dall'ipotesi che l'offerta mira a far nascere la domanda o ad accrescerla. Mi sembra che da qualche parte il Panta abbia formulato questa ipotesi, del resto.
E' anche vero che se in qualche modo si riuscisse ad avere i numeri attuali sulla domanda di trekking a mezzo d'asino, almeno in alcune aree, si potrebbe comprendere meglio l'impulso a fare il salto di "professionalità". A quel punto anche l'interessamento politico e gli sponsor avrebbero una spiegazione ma non sarebbe certo una sorpresa.
Mi chiedo se davvero sono necessari i "numeri" per comprendere un


Inserito da : sceccupensu il 03-02-2010 alle ore 12:12:50

Testo del commento :

( mi è scappato l'invio)
Mi chiedo se i numeri contino poi così tanto al fine di dare un parere su un qualcosa.


Inserito da : ragliaconnoi il 03-02-2010 alle ore 13:26:23

Testo del commento :

Dubito molto che si possa tenere in piedi una famiglia soltanto con il trekking,l'anno ha 12 mesi,e le galline solo due cosce.
Se non hai " attvità di supporto" la vedo molto dura.


Inserito da : sceccupensu il 03-02-2010 alle ore 15:49:44

Testo del commento :

Ecco, è proprio questo il punto. Non è la redditività propriamente detta che porta all'interessamento verso l'asino. E' semmai, tutto ciò che si vorrebbe far diventare.
L'asino non può esistere come fonte di reddito unico e specializzato (latte, trekking, attività terapeutiche ed anche carne) ma solamente se inserito in un contesto generale e diversificato. Lo vedo in unità produttive polivanti, fattorie che offrono escursioni, didattica, qualche bicchiere di latte e che si coadiuvano di questo motore animato per alcune opeazioni agricole.
L'asino in mano alla gente e a chi lavora che lo terrebbero comunque anche se passa di moda.


Inserito da : burro60 il 03-02-2010 alle ore 19:46:18

Testo del commento :

Ma non stiamo aspettando tutti la nascita della FIAP, (federazione italiana asinari professionisti) e della FITETREC ANTA (associazione nazionale turismo asinaro) ecc. ecc. ?
:-)


Inserito da : garzingo il 03-02-2010 alle ore 20:13:29

Testo del commento :

Da Somariamente "Delusa per la fine di certe premesse per anni costruite e ora trionfanti nella strumentalizzazione di persone e asini che hanno messo il cuore.
La moda dell'asino e' stata sapientemente creata dai professionisti del mercato asinaro,che
hanno lavorato bene alla base con corsi e corsetti,libri e libretti,coinvolgendo gli appassionati che mettevano il cuore a gratis e altrettanto bene con i media .
Pochi hanno aperto la strada a tutti..e ora che c'e' l'ondata di neofiti e per non esserne travolti (perche' l'allievo puo' superare il maestro) e' meglio saltare su una barca piu' bella magari con un capitano in poppa con la bandiera crociata..e sulla barca chiamare le specie migliori..(anche i due liocorni purche' paghino)."

Se guardiamo la cosa dal punto di vista imprenditoriale,non c'è molto da stupirsi.Uno dei principi del mercato,per avere successo,è creare un bisogno ed essere pronti a soddisfarlo.Nel mondo asinaro si sono affacciate alcune persone,vere professioniste,che con mezzi e appoggi pubblici hanno creato una necessità di asini,facendo vedere risvolti economici notevoli,capaci di risolvere i problemi di persone cui andava stretto il menage economico imposto da questa società.e basandosi sulla credulità e buona fede di molte persone ,sono riuscite a creare questa necessità di Asini e di tutto un mondo che ruota attorno ad essi.Cosi sono nate le asinerie da latte,attività più o meno terapeutiche,i trekking,tutti i corsi per prendere patentini A,B,C,E, adesso anche l'asino di moda che fa più in e chi ne ha più ne mette,basta avere la fantasia di inventarne uno nuovo e con una bella sigla altisonante e tanto più giro si farà attorno agli asini per quante più persone altolocate(politici,amministratori,campioni,star di qualche cosa)si riusciranno a coinvolgere
Naturalmente,siccome queste persone sono professionisti dell'economia,l'elemento asini(in senso ristretto)è una cosa secondaria,l'importante è che il soldo giri e si fermi dove di dovere.E siccome,mia impressione,questo giro o sta rallentando o comunque non rende più abbastanza,il modo per dargli nuovo impulso è ingrandirsi,di qui la necessità di creare un bel coordinamento nazionale di asinerie,in modo da avere più visibilità e quindi poter essere più ascoltati ad alti livelli politici(coinvolgendo anche il ministro Zaia)e quindi avere maggior accesso a fondi pubblici.
Alla luce di tutto questo,gli asini sono solo un mezzo per arrivare ai soldi.Poteveno scegliere dei tricicli o dei cocomeri quadrati,non sarebbe stato diverso,per imprenditori professionisti l'importante è il risultato,non il mezzo.
Visto che adesso sono arrivati alle alte sfere politiche,abbiano almeno il buon senso di non parlare più di sentimenti verso gli Asini!!!
E se proprio avessero ancora in qualche angolo un briciolo di umanità,quei Soldi Pubblici che inseguono,vadano achiederli a quel milione di cassaintegrati o all'altro milione di disoccupati che non sanno cosa dare da mangiare ai figli e hanno necessità di Soldi Pubblici che non ci sono!!!!
Detto questo,io continuo a fare il cane sciolto perchè preferisco sbadilare sterco animale che non quello umano e me ne resto in mezzo alle mie montagne ad ascoltare il vento che ogni tanto mi porta un raglio e tanta aria pulita!


Inserito da : pantagruele il 03-02-2010 alle ore 20:49:50

Testo del commento :

...e ai numeri siamo tornati; dunque, non abbiamo statistiche, però abbiamo osservazioni e un piccolo campione di gente che, anche con gli asini, ci vive.
Icaro, per fare un esempio.
E qualcuno che vorrebbe diversificare un'attività turistica o agricola.
Perchè ciò renda possibile un ritorno economico e il mantenimento dei capi occorre comunque una domanda che sembra insufficiente.
Mi vengono in mente due modi per far fronte a un mercato limitato di questo tipo:
eliminare la concorrenza con un oligopolio "naturale" oppure estendere il mercato.

Dal punto di vista della sopravvivenza di aziende e asini sarebbe preferibile il secondo.

In altri paesi i trekking someggiati sono diffusi (so di americhe e sud est asiatico), ma chi viene da lontano vorrebbe non avere sorprese sgradevoli: norme locali che vietano il passaggio, percorsi attrezzati di estensione miseranda, mancanza delle infrastrutture minime per questo tipo di turismo.

Attrezzare centri ippici e agriturismi come stazioni di "posta", adattare la rete di sentieri, fornire luoghi sicuri di abbeverata, identificare una rete di professionisti per le emergenze (e qui intendo maniscalchi e veterinari) attraverso tutto il paese lo renderebbe una meta più ambita per questo tipo di turista.
Anche l'azienda senza parcheggio (ma con la stalla), potrebbe ricevere ospiti paganti.

Queste sono infrastrutture "light", il loro costo materiale è minimo.
E il ritorno prevedibile.
Diamine, le stazioni di posta le avevano anche nel medioevo.

Dubito che le realizzeranno mai.

I terreni demaniali sono di competenza dell'agenzia del demanio (statale), le foreste delle regioni, così anche il turismo, la viabilità di comuni provincie, regioni, stato, le acque cosiddette pubbliche sono gestite da una miriade di consorzi di bonifica, dalle regioni, da enti di bacino e da privati.
Una iniziativa del genere andrebbe contro la progressiva eliminazione del patrimonio della comunità (gli immobili pubblici, l'acqua potabile, i vari usi civici, i tratturi per la transumanza, le piste per il bestiame, le spiagge e i litorali) per favorire l'arricchimento di pochi.


Inserito da : vale il 03-02-2010 alle ore 21:58:38

Testo del commento :

comincio a pensare che gli asini siano stati salvaguardati e "valorizzati" fin troppo.
forse sarebbe il momento di creare uno zoccolo duro di donkey lovers one way.
tutto quello che un asino può dare, fuorchè un ritorno economico con codice IBAN.
può portare legna nei boschi, arare campi, trasportare fieno (uomini e asini si dividerebbero il lavoro in parti più o meno uguali), accompagnarci a giro per campi o per il vasto mondo, e parlo di asini compagni di vita, non di asini in affitto, o stare tranquillamente bradi o semibradi e non fare niente di particolarmente importante per noi (uomini e asini sarebbero semplicemente amici).
insomma, tornando alla retorica sugli asini, anche un cane accompagna i ciechi, salva vite umane, tiene compagnia a gente sola, fa sorridere chi è triste, ma non lo dai in affitto per fare questo, e poi per fortuna, il suo latte è appetibile solo per i suoi cuccioli, non per i nostri.
forse mi renderò impopolare dicendo questo, fa niente, era un rospo che doveva uscire.

credo che cominciare a rivedere tanta retorica sugli asini, farebbe bene a noi e soprattutto a loro.


Inserito da : ragliaconnoi il 03-02-2010 alle ore 22:14:33

Testo del commento :

Scusa Panta,non per sapere ma per capire,come fai ad essere certo che "Icaro" ci vive?
Cioè con "anche con asini" intendi "anche solo con asini"?
Io non conosco nessuno che viva solo delle entrate derivanti da asini,a meno che non si parli di aziende agricole,ne conosco solo due, che oltre agli asini,producono latte,olio,miele,formaggi,agnelli,polli,vino ecc ecc oppure agriturismi famosi magari "sostenuti" da una officina da fabbro e una economia ormai consolidata,unita ad una gestione familiare.
Sono molti quelli che tengono in piedi una famiglia "anche" con gli asini ma pochi o forse nessuno ci riesce "solo" con gli asini.
Una persona sola e giovane può anche riuscire a "vivere"
Diverso è avere una famiglia,se poi ci metti un figlo piccolo far saltar fuori due stipendi è dura.
Tieni presente che poi ci sono i contributi,le tasse,l'inps,il commercialista ecc ecc ecc ecceccccccceccccc !! Io credo che ci sia poco da stare allegri.


Inserito da : cacaone il 03-02-2010 alle ore 22:43:12

Testo del commento :

sto seguendo con attenzione.
donkey lovers one way.
d'accordo.


Inserito da : vale il 03-02-2010 alle ore 22:48:38

Testo del commento :

cacaone, scrivendo pensavo principalmente a te.
ti considero "mandante" e correo dei miei deliriranti delitti onirici!


Inserito da : pantagruele il 03-02-2010 alle ore 22:54:53

Testo del commento :

Raglia, con anche intendo proprio anche, ovvero oltre a qualcos'altro.
Limitandosi al discorso (nuovo) del trekking someggiato lo spazio per crescere lo vedo per l'azienda agricola fuori dagli itinerari consueti, che potrebbe dare ospitalità e ristoro a queste carovane di turisti non motorizzati, incrementando gli scarsi guadagni.
Se, però, non c'è un'offerta con un minimo di servizi sti ipotetici turisti da dove dovrebbero arrivare?
Quelli più avventurosi (=avvezzi alle difficoltà e alla scomodità) il trekking non vengono a farlo nell'addomesticatissima Italia.

(Comunque se uno si accontenta di poco, riesce a vivere anche con poco, qui a Rimini l'economia è stagionale, sapessi quanti ne conosco che con tre mesi a fare il bagnino di salvataggio poi campano il resto dell'anno in Messico o in Brasile:) )



Inserito da : ragliaconnoi il 03-02-2010 alle ore 23:00:33

Testo del commento :

campano il resto dell'anno in Messico o in Brasile

Già,poi a 60'anni si lamentano perchè prendon poco di pensione...cambiamo discorso che è meglio.
Cioè torniamo al tema che è meglio!!


Inserito da : sceccupensu il 04-02-2010 alle ore 12:14:54

Testo del commento :

Mi chiedo qual è il tema? Ci stiamo allontanando ma non lo giudico negativamente. Ci stiamo inoltrando nella discussione, si allargano i ragionamenti e si presentano nuovi contenuti. Lo spunto del “professionismo” che ha toccato la sensibilità a molti di noi è stato introduttivo alla ricerca e alla comprensione di qualcos’altro. Esaurita una inutile quanto infantile polemica linguistica adesso ci ritroviamo a parlare di faccende a cui non sappiamo ancora dare un nome.
A me sembra che negli ultimi interventi si stiano dicendo le stesse cose, forse avremmo bisogno di focalizzarle meglio, metterle insieme, scremarle di orpelli inutili, farne una sintesi, sottoscriverle ( nel senso che ognuno che prende parte alla discussione si riconosce in ciò che si è compendiato) e riaprire quindi una nuova fase che potrebbe essere quella nella quale veramente si vanno a tirare le conclusioni. Lo scopo finale potrebbe essere, se siamo d’accordo, un documento comune o se si vuole una nuova Carta Etica, elaborata, e approvata dagli asinari di Raglio.com, anzi un’ idea guida contrassegnata da questa community. Non è semplice né breve arrivare al documento finale e ci sarebbero diverse fasi ancora da affrontare ma forse ne vale la pena per non ridurre, come sempre, tutte queste parole in una grande bolla di sapone. So per certo che diversamente, ad un certo punto, succederà che,chi prima chi poi, abbandoneremo il forum e l’argomento sarà chiuso, per riprenderlo alla prossima occasione quando si torneranno a dire più o meno le stesse cose, ad avere scazzi più o meno annunciati e defezioni più o meno sorprendenti. Diamoci un obiettivo e un termine almeno per cercare di non vanificare gli sforzi che ci sono, per me, anche economici… ogni intervento mi costa quasi 2€ e quelli per stare dietro a Panta mi sono costati la bellezza di 7 euri. Non ci casco più.
Per quanto riguarda la fase in cui mettere insieme le opinioni, scremarle e farne un sunto, il compito dovrebbe assumerlo uno soltanto. Colui che trovo adatto e con pertinente attitudine è secondo me Pantagruele. Non sto scherzando ma riconosco che la sua “linearità” è una qualità in grado di assolvere questo compito. Per stilare il documento finale poi decidiamo. Intanto dovremmo ancora focalizzare meglio quelle che sono le opinioni di tutti sulle attività con l’asino e il suo eventuale inserimento in un contesto economico per noi eticamente ed etologicamente accettabile.
Se riuscissimo a far questo o almeno tentare, sarebbe la conclusione più logica a certe discussioni, daremmo una finalità seria e fruttuosa al sito e forse una risposta concreta ai “professionisti”. Come dire: non solo parole.
Aspetto il vostro parere. Dopo farò il mio intervento “per focalizzare meglio” che spero mi costi meno di 2 euri.


Inserito da : elcholo il 04-02-2010 alle ore 12:54:55

Testo del commento :

L'idea di discutere su una nuova carta etica di Raglio.com....................
Per me va benissimo, ottima idea!
Anche per la scelta del Panta
I punti da fare : spostarsi sul forum , sezione parliamo di ...... iniziare con una linea guida base , discuterne come facciamo su Raglio.com in tranquillità ma con impeto e pian piano passare all'approvazione collettiva di quelli che se ne interessano


Inserito da : ragliaconnoi il 04-02-2010 alle ore 17:45:59

Testo del commento :

"Carta Etica" ?? Ogni sito ne ha una,la rispettano? Non lo sò,cerco di essere breve Sceccu per "venirti incontro con le spese"..ma a cosa serve ??

Inserito da : pantagruele il 04-02-2010 alle ore 20:12:26

Testo del commento :

Sceccu, ti invio il mio indirizzo di posta elettronica, così, in caso di incomprensioni cerchiamo di chiarirle senza intasare il sito.
L'idea della carta etica è interessante ma dovrebbe essere una cosa che unisca tutte le "anime" del sito, e sarebbe bello se avesse una forma propositiva che, chissà, in futuro potrebbe essere presa ad esempio per azioni positive.
Sulla falsariga della proposta di legge contro la macellazione, di cui si parla nel forum, si potrebbe elaborare una ns. proposta che unisca gli interessi di allevatori, proprietari e, si spera, anche degli asini (magari non solo quelli italiani).

Non è poi tanto velleitario: c'è un esempio ppositivo con l'ultima legge che regola l'apicoltura, partorita, di fatto, dagli apicultori professionisti, semiprofessionisti e dilettanti, una buona legge.

Che ne pensate?
Ci sono già stati interventi che hanno riscritto diversi commi.
Io sono per il capire e l'ascoltare, mi riconoscerei solo la funzione di mettere in ordine, evitando contraddizioni.
(e non prometto nulla sulla tempistica, del resto queste cose richiedono tempo)


Inserito da : burro60 il 04-02-2010 alle ore 20:26:04

Testo del commento :

Ciao, sono daccordo su un documento creato dagli iscritti di raglio.com. da sottoporre anche all'attenzione dei professionisti che sono andati via, ( se ripenso che hanno preso come pretesto l'intervento di natur...)e condivido quanto detto da Stefano: " noi dobbiamo e possiamo far sì che Raglio.com non si faccia imbrigliare,che possa continuare a ragliare libero senza compromessi,che non diventi mai un'associazione,che non abbia mai bisogno della politica e dei suoi favori." E sono anch'io preoccupato che dopo tanto scrivere si rischi di perdere tutto. Tranne il fatto che dopo tanto leggere ho un pò più chiara la realtà. Al raduno di Raglia.com ho partecipato sapendo che avrei conosciuto di persona degli iscritti alcuni che lavoravano con gli asini, altri possessori di asini per la sola gioia di goderseli, qualcuno non aveva proprio l'asino qualche altro che iniziava a pensare ad una attività lavorativa, ho trascorso una giornata dove al centro c'era l'asino. sarei molto contento se si riuscisse a rimettere al centro l'asino e questo lo chiedo soprattutto ai professionisti.

Inserito da : sceccupensu il 04-02-2010 alle ore 21:29:09

Testo del commento :

Grazie Raglia, sei un amico. La buona intenzione l’apprezzo ma la domanda che mi fai non mi aiuta. Me ne aspettavo altre e su quelle avevo messo da parte i 2 euri.

Non che non sia legittima ma non l’avevo prevista. A cosa serve? Bella domanda.
Se per servire a qualcosa pretendessimo come conditio sine qua non che da tutti venga rispettata, allora non servirebbe e dovremmo considerarlo un fallimento il constatare che qualcuno non l’abbia fatto.
In realtà non pretendevo che lavorassimo per creare, approvare e far eseguire una LEGGE. L’obiettivo in fondo sarebbe di tirare delle “conclusioni” a questa discusione, amalgamare le posizioni (che potrebbero rivelarsi più o meno omogenee) e far nascere un “documento” unico in cui si spiegano i principi di chi non si riconosce nell’onda del “professionismo”. Forse non piace il nome (carta etica) perché ne ricorda molte altre che sono state putualmente oltraggiate? Posso condividerlo. Troviamone un altro!

Comunque era un’idea così, penso che potremmo essere più concreti e dare risposte alternative a chi si propone di percorrere certe strade. Potremmo essere un Movimento… lento, ostinato e contrario.

PS non avevo visto i post di Panta e Burro,i 15 min non mi bastano per soffermarmi anche perchè devo recuperare la posta. Non mi pare comunque che ci sia molto da dire se non che il coinvolgimento di chi si è autodichiarato "professionista" non lo vedo perchè, a mio parere, una contraddizione in termini.


Inserito da : cacaone il 04-02-2010 alle ore 21:37:10

Testo del commento :

x il boss

io mi occupo dei panini e della birra


Inserito da : vale il 04-02-2010 alle ore 21:38:13

Testo del commento :

io ci sto.
vada anche per panta come "relatore" (si dice così?).
sarebbe perfetto.

sul contendere sceccupensieropantagruelico, credo che se i due si incontrassero ad un tavolo (intendo "realmente" a cena di fronte ad un buon barricato), magari troverebbero più cose in comune di quanto si possa immaginare, o almeno due opposti che potrebbero trovarsi interessanti...azzzz...prima o poi devo imparare a contare prima di parlare! ;-)
(la vedo dura...imparare a contare alla mia età)

ps sceccu, carta etica te la boccio, l'idea no, assolutamente. cominciamo col trovare le parole giuste? già quasto potrebbe essere un inizio: capire di cosa parliamo esattamente e in quanto siamo.


Inserito da : elcholo il 04-02-2010 alle ore 21:57:42

Testo del commento :

Confermo quello scritto da me in precedenza.
Per fare questa cosa , bisogna essere ancora + attenti e disciplinati.
Spostarsi nel forum e quando si discute , non dobbiamo assolutamente andare fuori tema ma rimanere focalizzati e concentrati, le discussioni piccanti cerchiamo di eliminarle e se nascono vanno chiarite privatamente. (non bisogna essere per forza 1000, l'importante è l'interesse e la voglia che i diretti interessati ci mettono.)
Pantagruele da il la e poi con calma e "asinità", collaborando e chiacchierando cerchiamo di arrivare ad un risultato non oggi , ne domani ma facciamolo!
Vogliamo qualcosa di ancora + concreto di quello che stiamo già facendo?





Inserito da : ragliaconnoi il 05-02-2010 alle ore 02:39:08

Testo del commento :

ps sceccu, carta etica te la boccio, l'idea no, assolutamente. cominciamo col trovare le parole giuste? già quasto potrebbe essere un inizio: capire di cosa parliamo esattamente e in quanto siamo.

Concordo e ci stò.


Inserito da : garzingo il 05-02-2010 alle ore 09:35:29

Testo del commento :

Se serve per distinguere un gruppo di persone che la pensano in modo diverso da altre sul rapporto uomo-asino,al di fuori e al di soppra del puro interesse economico ,anche andando contro ad associazioni già esistenti.Per me non ha importanza che dentro Raglio. comm siano iscritti nomi altosonanti che ci gurdano dall'alto in basso considerandoci i parenti poveri.Possiamo andare benissimo anche da soli per una strada tracciata da noi,e se qualcuno vorrà unirsi che sia il benvenuto,ma per questa strada.Mi sembra una buona idea.Ci sto!Ma da cane sciolto metto un paio di paletti di confine:Fuori la politica e che questo documento che uscirà non implichi altri obblighi burocratici o cartacei.


Inserito da : sceccupensu il 05-02-2010 alle ore 14:15:40

Testo del commento :

Carta etica non piace neanche a me ma averlo detto almeno è servito a capire che siamo d'accordo. Chiamiamolo "documento" per ora o solo "carta" che importa. Non sempre si parte dal titolo quando si scrive qualcosa a volte il corpo dell'elaborato se lo chiama.

Garzingo, per me è come dici. Innanzitutto ci serve per distinguerci, per dire che c'è anche un modo diverso di pensare e di fare; innanzitutto è un distinguo. Da questo si parte anche per proporre ed agire.
Dovremmo però azzerare molte "conquiste" che si sono fatte con l'essere asinari, molte di quelle illusioni, false speranze e mode che condizionano una più giusta, equa e sincera visione del rapporto tra asino e sue "applicazioni".
Dovremmo rivedere gli aspetti più importanti che giocano im questo rapporto e tra questi , in primo luogo, quello economico-sociale e quello politico.
La "politica", no! Assolutamente no! Se per politica intendiamo tutti la stessa cosa, quella che inevitabilmente "cavalcherebbe" la bestia e tutto il bestiario, per portare voti, consensi e la sopravvivenza degli stessi politicanti,è decisamente no. Condizione indispensabile è che tutti questa politica non la vogliamo.

A questo punto credo che dovremmo cominciare a spostarci su un'altra sezione e dare un titolo alla fase che comunque è preliminare. Diciamo che è ancora di raccolta di tutto quello che ci unisce o ci separa.
Ognuno adesso, secondo me, dovrebbe cominciare ad esprimere in maniera analitica il proprio parere su come l'asino può convivere con l'asinaro in relazione ai bisogni e agli interessi di quest'ultimo. Passo dopo passo. Panta poi ci penserà lui a fare di un ventaglio di idee e pareri, un unico corpo in cui tutti si possono riconoscere. Secondo me il testo finale dev uscire dopo la sintesi che farà Panta. A quello ci arriviamo dopo.

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