Notizia | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Data inserimento : 20-07-2010 23:06:24 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Nick : elcholo | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Titolo : Duro attacco dell'Enpa alla Lida: "Quegli asini non sono maltrattati, caso di animalismo fondamentalista e ideologico" | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Testo : | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
C’è asino e asino. E’ partito da poco meno di un mese il progetto voluto dall’Acda per ripulire l’ampio spazio intorno al depuratore di via Basse San Sebastiano, a Cuneo, e già fa discutere. Un progetto assolutamente condivisibile, che prevede l’utilizzo di animali, asini nella fattispecie, i quali con la loro “buona forchetta” in termini di arbusti, sono lasciati liberi di scorrazzare nella proprietà a brucare. Un metodo già applicato in moltissime altre parti d’Italia e, per dirla con un termine che adesso va tanto di moda, anche “ecocompatibile”. Contattati i proprietari, un’azienda agricola di Colli di Moiola, diretta dalla signora Cinzia Dutto insieme col marito, dopo pochi giorni gli asinelli sono stati portati in loco, dove era stato approntato quello che sarebbe stato il loro “rifugio” temporaneo. Tenda per la notte (che gli asinelli, ovviamente, snobbano), tinozza con l’acqua corrente, rovi ed arbusti a volontà. Il tutto “condito” da tanta polvere, data una stagione non particolarmente umida qual è l’estate. E, chissà perché, gli animali hanno da subito prediletto quest’ultima: va bene brucare, va bene pulire, ma quando c’è da fare la penichella niente meglio che stare sotto il solleone, in mezzo alla polvere. Tutto bene, non fosse che dopo un paio di settimane qualcuno dei numerosi passeggiatori e ciclisti che abitualmente frequentano la ciclabile che costeggia l’Acda si è fermato a dare un’occhiata un po’ più approfondita a quegli asinelli. Li ha visti “impolverati, sotto il sole cocente, magri e con l’occhio triste”, facendo scattare la segnalazione alle associazioni animalistiche. Puntuali, i rappresentanti della Lida, la Lega Italiana per i Diritti degli Animali, si sono presentati ai cancelli dell’Acda: sopralluogo e denuncia per maltrattamenti. Troppo sporchi e magri quegli asini, costretti a stare sotto il sole tutto il giorno. Cinzia Dutto, che di animali in fondo se ne intende avendone decine in azienda, non si perde d’animo e segnala la cosa all’Enpa, Che interviene a sua volta, nella persona di Marco Bravi, responsabile nazionale delle guardie zoofile. “Questi asini sono rustici e non solo sopportano bene, ma prediligono la vita all'aperto dove cibarsi liberamente” sostiene Bravi nel suo rapporto.” La loro origine nordafricana li rende di fatto pienamente acclimatati anche alle alte temperature estive. Inoltre dispongono di un riparo e di ampie tinozze d'acqua, oltre ad essere amorevolmente visitati quotidianamente dalla proprietaria, che periodicamente li fa visitare anche da un maniscalco”.Insomma, l’Enpa non solo non ravvisa alcun maltrattamento verso gli asinelli, ma di fatto accusa l’associazione ambientalista di scarsa competenza. Decidiamo di fare un salto anche noi. Simpaticissimi, gli asinelli ci “accolgono” coricati nella polvere, mentre avrebbero a disposizione il prato antistante. Ci viene in mente che, forse, è una loro scelta, per mantenere intatto il mantello: chi non ha mai visto un cane rotolarsi nella polvere o nell’erba alta? Chissà, forse gli animalisti dei giorni nostri sono un po’ troppo abituati a vedere i cagnolini della signora impellicciata, col cappottino quando piove. Chiediamo lumi sulla stazza degli animali: “L’unica magra è una femmina” ci racconta Cinzia Dutto, “effettivamente tolta da poco da un maltrattamento. Ma è magra anche per il fatto che sta allattando. E’ qui da pochi giorni e tra altrettanti tornerà nell’azienda di Moiola”. Gli altri, ai nostri occhi, sono semplici, normali asini, che hanno il “torto” di sporcarsi e mangiare solo arbusti, senza ingrassare come maiali. Che non sono. “L'episodio dimostra ancora una volta la differenza fra la istituzionale e civile tutela degli animali rispetto all'animalismo fondamentalista e demagogico"chiude Marco Bravi. “Quest'ultimo, specie quando come in questo caso si sposa con l'incompetenza, si presenta negativamente all'opinione pubblica, riflettendosi sulla considerazione generale per gli animali che possono essere parte della vita, anche produttiva, dell'uomo. Ovvia la necessaria attenzione alle loro esigenze e caratteristiche etologiche: l’esperienza con ACDA ci insegna che può essere così, isolando con i fatti, nella loro utopia, gli animalisti fondamentalisti". | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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